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martedì 26 gennaio 2010

Cervello:telefonini aiutano memoria e proteggerebbero dall'Alzheimer

Cellulari e cervello, la relazione non e' quella che ci si aspetterebbe. Dopo numerosi allarmi sugli effetti cancerogeni dell'uso dei telefonini, arriva uno studio controcorrente che rovescia il rapporto. Parlare con il cellulare, infatti, proteggerebbe dall'Alzheimer, secondo un team di ricercatori del Florida Alzheimer's Disease Research Center della University of South Florida.

Gary Arendash e colleghi hanno testato l'influenza delle onde elettromagnetiche su cavie di laboratorio per verificare l'incidenza delle malattia neurodegenerativa.

Hanno scoperto cosi' un rallentamento dei parametri che segnalano lo sviluppo del morbo. Lo studio pubblicato sul Journal of Alzheimer's Disease ha infatti evidenziato che gli effetti anti-Alzheimer osservati in pochi mesi sono paragonabili a quelli che potrebbero registrarsi nel giro di diversi anni sugli esseri umani. E tutto cio', affermano i ricercatori, senza usare medicinali. La causa dei miglioramenti, non ancora del tutto chiara, potrebbe essere dovuta alla capacita' delle onde di migliorare la circolazione sanguigna nel cervello, aumentando il metabolismo cerebrale.

domenica 27 dicembre 2009

onde elettromagnetiche: le onde elettromagnetiche del telefonino fanno male alle ossa

Il telefonino nel taschino della giacca o nella tasca dei pantaloni: le onde elettromagnetiche fanno male alle ossa. Lo affermano i ricercatori turchi della Suleyman Demirel University di Isparta in uno studio pubblicato sul Journal of Craniofacial Surgery: l'esposizione sul lungo termine ai campi elettromagnetici puo' indebolire le ossa e causare fratture.

Gli scienziati, coordinati da Tolga Atay, hanno misurato la densita' delle ossa del bacino in 150 uomini che solitamente portano il telefonino agganciato alla cintura. I dati sono stati poi confrontati con quelli relativi alla densita' ossea sul fianco opposto. Nei partecipanti al test e' stata individuata nell'anca una leggera riduzione di densita' dal lato del telefonino: sul lungo periodo le onde elettromagnetiche potrebbero indebolire e demineralizzare le ossa.

''Sarebbe sempre meglio - conclude Atay - prendere l'abitudine di tenere i propri telefoni cellulari il piu' possibile lontani dal corpo''.

mercoledì 2 settembre 2009

I CELLULARI AUMENTANO IL RISCHIO DI TUMORE AL CERVELLO MA NESSUNO NE PARLA PIù


Telefoni senza fili, cellulari e cordless, ancora sotto accusa per il rischio di tumori al cervello.
L'allarme arriva da ricercatori di diversi Paesi ed e' contenuto nel Rapporto 'Telefonia senza fili e tumori cerebrali: 15 motivi di inquietudine', pubblicato da EM Radiation Research e disponibile online (www.radiationresearch.org). Secondo lo studio, l'uso di questi apparecchi e' pericoloso soprattutto per i bambini, che rischiano piu' degli adulti di ammalarsi di tumore al cervello. Ma ci sono anche pericoli di un aumento di tumori oculari, alle ghiandole salivari, di linfomi e leucemie. Le ricerche fino ad oggi finanziate dai produttori di telefonini sottostimano i rischi, secondo le accuse degli autori del Rapporto inviato ai capi di Governo e ai media, e che indica nel dettaglio i 'vizi' di impostazione dello studio internazionale Interphone lanciato nel 1999, realizzato in 13 Paesi e finanziato dalle aziende di telefonia. Interphone, spiega il Rapporto, voluto proprio per valutare i rischi di tumore cerebrale, sottostima il problema. I suoi 'errori' rappresentano la maggioranza dei motivi d'allarme che danno il titolo allo studio e che si aggiungono ai dati sui rischi di tumore, sulla maggiore vulnerabilita' dei bambini e sulla scarsa trasparenza degli studi. Nel Rapporto i ricercatori propongono anche alcune raccomandazioni generali per ridurre i rischi delle radiazioni: - preservare alcuni luoghi pubblici (scuole, asili, parchi gioco eccetera) da ogni tipo di radiazione; - organizzare campagne di comunicazione e di prevenzione destinate agli adolescenti e ai bambini ; - informare meglio il pubblico sui rischi dei dispositivi senza filo.
fonte:adnkronos.com

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