lunedì 3 agosto 2009

Mediterraneo : Si rischia l'estinzione per un quinto delle specie, già scomparso l'1%


Minaccia estinzione per un quinto delle specie, scomparso l'1%
Quasi un quinto delle specie che abitano nel Mediterraneo e' minacciato dal pericolo di estinzione, mentre l'1% e' gia' scomparso.Si tratta di mammiferi, cetacei, pesci di acqua dolce, anfibi, uccelli, pesci cartilaginei, granchi e gamberi, libellule e rettili. Il 5% risulta fortemente a rischio estinzione, il 7% a rischio e il 7% vulnerabile. Sono i dati dell'ultimo rapporto dell'Unione mondiale della conservazione della natura (Iucn) 'Wildlife in a changing world'.

Mammiferi, cetacei, pesci di acqua dolce, anfibi, uccelli, pesci cartilaginei, granchi e gamberi, libellule, rettili: nel complesso, quasi un quinto di queste specie che abitano nel Mediterraneo e' minacciato dal pericolo di estinzione, mentre l'1% e' gia' scomparso. Secondo una classificazione del pericolo, il 5% risulta fortemente a rischio estinzione, il 7% a rischio e il 7% vulnerabile. Questi i dati contenuti nell'ultimo rapporto dell'Unione mondiale della conservazione della natura (Iucn) 'Wildlife in a changing world', che nell'area ha considerato nove gruppi di animali.
Raffrontando dati rilevati a livello mondiale con quelli regionali, il documento fornisce indicazioni sullo stato di salute della natura nel Mediterraneo. Almeno il 56% delle specie endemiche di pesci di acqua dolce, cioe' specie uniche nella regione, rischia di scomparire. Stessa stima per delfini e balene, seguiti dal 42% di squali e razze, il 36% di granchi e gamberi, il 29% degli anfibi, il 19% delle libellule, il 14% dei mammiferi, il 13% dei rettili e il 5% degli uccelli, che corre lo stesso pericolo.
Inoltre, secondo gli esperti dell'Iucn, l'obiettivo di protezione del 10% di ciascuna delle regioni ecologiche del mondo e' ben lungi dall'essere raggiunto e l'area del Mediterraneo non fa eccezione. Le aree marine protette sono 'sottosviluppate' e le zone meridionale ed orientale, a dispetto della loro rilevanza per la ricchezza di biodiversita', non sono sufficientemente tutelate. Da quanto emerge nel rapporto, gli ecosistemi di acqua dolce sono quelli maggiormente sottoposti a pressioni. I fiumi dell'area ospitano oltre 3.500 dighe, lo scarico di sedimenti e' drasticamente ridotto e l'acqua viene deviata per la produzione di energia, irrigazione e fornitura idrica. Nella maggior parte dei Paesi dell'area mediterranea l'impiego dell'acqua si avvicina al limite delle risorse e diversi fiumi vivono stagioni di siccita'. L'analisi di diverse specie di anfibi, granchi, pesci di acqua dolce, libellule, rettili e mammiferi, rivela uno ''stato preoccupante delle aree umide e dei fiumi del Mediterraneo''. In particolare, fra queste specie quelle considerate a rischio sono soprattutto concentrate nella penisola iberica, nei Balcani, nella parte occidentale della Grecia e nell'area che va dalla Turchia fino ad Israele.
Altro capitolo e' quello dell'ecosistema marino, di cui si sa ancora poco, visto che per circa un terzo delle specie che vi abitano e' stata riscontrata una carenza di dati. Questo non significa che manchino gli allarmi: ad esempio per la foca monaca del Mediterraneo, il pinnipede piu' a rischio di sopravvivenza a livello mondiale. Si parla di una popolazione fra i 350 e i 450 esemplari sopravvissuti nell'area orientale del bacino: in Grecia, Turchia occidentale e isole dell'Egeo. Piuttosto nera la situazione anche per gli squali, che contano il 42% di specie minacciate, contro il 17% a livello globale.
Ma quali sono i principali nemici della natura nel Mediterraneo? Distruzione degli habitat, inquinamento non solo chimico ma anche acustico, eccessivo sfruttamento delle risorse e altre minacce, come l'invasione di specie aliene o la cattura accidentale di animali in mare, stanno provocando pesanti perdite alla biodiversita' della regione. Un pericolo significativo secondo le previsioni per il futuro saranno invece i cambiamenti climatici, a causa dell'aumento della siccita' in un'area che soffre gia' del problema. Da qui l'appello dell'Unione mondiale della conservazione della natura, che chiede un'azione urgente per preservare il futuro del Mediterraneo. Una gestione sostenibile e una protezione legale delle specie e dei loro habitat, secondo gli esperti, sono le chiavi della conservazione nel bacino, oltre alla necessita' di puntare sui due campi della formazione e della ricerca.

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