mercoledì 16 settembre 2009

INFLUENZA SUINA: NUOVA INFLUENZA,linee guida del Consi­glio superiore di sanità, vaccino consigliato a nonni e baby-sitter

Prima di tutti, sono da vaccinare i bambini con problemi di salute e le donne incinte. Ma sulla base degli ultimi orientamenti scientifici è fortemente consi­gliato il vaccino anche ai non­ni e alle baby-sitter dei neona­ti. Le linee guida del Consi­glio superiore di sanità arriva­no stamattina all’Unità di cri­si del ministero della Salute. «Ora sarà il viceministro Fer­ruccio Fazio a stabilire le mo­dalità di vaccinazione sulla scorta delle nostre indicazio­ni », spiega il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Cuccurullo. E aggiun­ge: «È stato un impegno in­credibile, che abbiamo porta­to a termine con un voto una­nime ».

I bambini
I dati del Centers for disea­se control and prevention di Atlanta mostrano che il più al­to rischio di infettarsi con il virus H1N1 lo corrono i bam­bini e i giovani. Quelli che de­vono essere vaccinati con priorità sono, dunque, i bebè sopra i 6 mesi e gli adolescen­ti sotto i 18 anni con proble­mi di salute che riguardano soprattutto il cuore e i polmo­ni.

Nonni e baby-sitter
Secondo gli esperti, con­trollare la diffusione del virus tra i bambini è importante per due motivi:
a) evitare complicazioni nelle fasce di età più delicate
b) limitare il dilagare della malattia legato a doppio filo ai contagi infan­tili.
È verosimile, dunque, che il Consiglio superiore di sanità nel prendere la sua de­cisione abbia tenuto conto delle raccomandazioni del Centers for disease control and prevention e del Natio­nal Institutes of Health statu­nitense guidato da Anthony Stephen Fauci: la vaccinazio­ne è fortemente consigliata anche per i genitori, i nonni e le baby-sitter che si occupa­no di bebè sotto i 6 mesi. I ne­onati, infatti, non hanno le stesse difese immunitarie che hanno i bambini più gran­di, ma non possono essere vaccinati. Il miglior modo per proteggerli, quindi, è immu­nizzare chi se ne prende cura. È suggerito anche il vaccino per chi accudisce i bambini malati che frequentano la scuola materna.

Donne in gravidanza
Le complicazioni polmona­ri legate all’H1N1 rischiano di colpire in modo particolare le donne incinte: la loro proba­bilità di finire in ospedale per problemi respiratori causati dall’influenza A è cinque vol­te superiore rispetto a quelle che non aspettano un bebè. È quanto emerge dagli studi pubblicati in Gran Bretagna che portano il Consiglio supe­riore di sanità a raccomanda­re la vaccinazione a partire dal secondo trimestre di gra­vidanza. È una misura utile anche a rendere immune dal­l’influenza A il futuro neona­to.

Pensionati over 65
I meno a rischio sono gli over 65 perché, per questioni anagrafiche, sono già venuti a contatto con tipi di virus A imparentati geneticamente, almeno in parte, con l’attua­le: il sistema immunitario de­gli anziani, quindi, è più pre­parato a difendersi anche dal­l’attacco dell’influenza A. In ogni caso, il vaccino contro l’H1N1 non protegge contro l’influenza stagionale. Per es­sere al riparo da entrambe è necessaria la doppia vaccina­zione, verso la quale il Consi­glio superiore di sanità non solleva obiezioni. L’orienta­mento dei consulenti del vice­ministro Fazio è, invece, di scoraggiare l’uso degli antivi­rali per evitare che il virus presto o tardi finisca per non essere più sensibile ai farma­ci.
Mercoledì il documento del Con­siglio superiore di sanità sarà definitivamente esaminato dall’Unità di crisi antipande­mia. Dalle indiscrezioni trape­late, le raccomandazioni so­no basate, in gran parte, sui dati riportati dagli studi scien­tifici condotti a livello inter­nazionale. Ma ora l’ultima pa­rola spetta a Fazio.

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