mercoledì 22 settembre 2010

effetto serra: nell’Artico a settembre terzo minimo storico per l’estensione del ghiaccio marino

Secondo il National snow and ice data center Usa e la Nasa «Il ghiaccio marino artico il 10 settembre sembra aver raggiunto il suo minimo annuale. L'estensione minima del ghiaccio è stata la terza più basso dei dati satellitari, dopo il 2007 e il 2008, e continua il trend di diminuzione del ghiaccio marino estivo». Il 10 settembre 2010 la superficie del mare Artico coperta di ghiacci era calata a 4,76 milioni di km2. Dopo sembra iniziato il ciclo di crescita invernale. Si tratta del terzo dato più basso registrato dal 1979, 240.000 km2 in più del 2008 e 630.000 km2i sopra il minimo storico registrato nel 2007. Ma il National snow and ice data center evidenzia che sono anche 340.000 km2 in meno della superficie di ghiacci marini artici dell'estate 2009 e che il 2010 è stato 1,95 milioni di km2 al di sotto della media minima 1979 - 2000 e 1,62 milioni di km2 al di sotto del la media registrata nel trentennio 1979 - 2009.

I dati dalla Nasa dimostrano che «Questa è solo la terza volta che i dati satellitari che misurano il ghiaccio sono scesi sotto i 5 milioni di km2i (1,93 milioni di miglia quadrate) e tutti questi sono stati registrati negli ultimi quattro anni». Il minimo del 2009 è stato 5,10 milioni km2, il quarto dato più basso da quando si effettuano rilevazioni satellitari dei ghiaccia artici.

La cosa preoccupante è che questo è avvenuto nonostante un ritardo notevole nell'inizio della stagione di scioglimento dei ghiacci marini, ma l'estensione del ghiaccio è in seguito diminuita molto rapidamente, con record di tassi medi giornalieri di perdita di ghiaccio nell'Artico a maggio e giugno. Se davvero il 10 settembre è stato il culmine dello scioglimento dei ghiacci, si tratterebbe della più breve stagione di "fusione" del giaccio, durata solo 163 giorni per passare dal livello massimo a quello minimo di estensione dei ghiacci marini .

Le zone dell'Artico si sono comportate in maniera diversa:il ghiaccio è rimasto piuttosto esteso sui mari della Siberia orientale, mentre nel 2007 questa zona era libera dai ghiacci; c'è stato molto meno ghiaccio nei mari di Beaufort e della Groenlandia orientale. Sia il Passaggio a Nord Ovest che la Northern Sea Route, lungo le coste euroasiatiche, sono rimasti aperti per un minimo di ghiaccio nel 2010, mentre nel 2007 il ghiaccio aveva bloccato una parte della Northern Sea Route.

Attualmente le immagini fornite dal Moderate resolution imaging spectroradiometer (Modis) della Nasa confermano che è in atto il "ri-congelamento" in alcune parti dell'Artico. La crescita di ghiaccio recente è visibile nelle immagini fornite dal 14 settembre che dimostrano un allargamento del mare ghiacciato nell'ara a nord-est del mare della Siberia orientale stendano fuori la borsa del ghiaccio che rimane nella parte nord-ovest del mare della Siberia orientale. Ma mente si forma il ghiaccio nuovo in alcune aree il calo continua, soprattutto a causa del caldo anomalo dell'oceano..

Lo stesso National snow and ice data center sottolinea però l'estrema variabilità del ghiaccio marino in questo periodo dell'anno, e per questo fornisce il valore minimo ogni 5 giorni: «Abbiamo osservato quattro giorni di aumento dell'estensione - spiega una nota stampa - E' ancora possibile che la misura ghiaccio possa scendere leggermente, a causa di uno scioglimento o di una ulteriore contrazione nell'area di produzione o per il movimento del ghiaccio. Per esempio, nel 2005, la serie temporale hanno cominciato a livellarsi ai primi di settembre, suscitando la previsione che avevamo raggiunto il minimo. Tuttavia, il ghiaccio marino si è contratto più avanti nella stagione, con ancora una volta la riduzione dell'estensione del ghiaccio marino e causando un ulteriore calo nel minimo assoluto. Quando avremo tutti i dati per settembre, confermeremo la misura minima del ghiaccio per questa stagione».
fonte: http://www.greenreport.it/_new//index.php?page=default&id=6744

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