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giovedì 19 agosto 2010

I giganti che portano la luce in Islanda


S'ispirano ai monoliti dell'Isola di Pasqua. Sono alti 30 metri. Umanoidi d'acciaio, vetro e cemento. Attraversano i fiordi tenendo i fili elettrici tra le braccia.

Uomini giganti alti trenta metri porteranno la luce nelle case islandesi: Jin Choi e Thomas Shine, dello studio Choi + Shine del Massachusetts, negli Usa, hanno accettato la sfida della società di trasmissione elettrica islandese Landsnet e rivisto in chiave artistica i tralicci della luce. Una delle condizioni del concorso di architettura: i piloni della nuova rete da 220 chilovolt, non possono differire di molto dal design attuale. Il risultato sono dozzine di spettacolari giganti d'acciaio che camminano sui fiordi islandesi.

FIGURE POETICHE - Chi l'ha detto che i piloni della luce devono essere per forza brutti? Il progetto "Land of Giants" è una poesia per gli occhi. Ogni pilone è alto circa trenta metri. Gli umanoidi reggono i fili elettrici con le loro grandi braccia, quasi fosse la cosa più naturale del mondo. Le diverse posizioni creano poi differenti effetti di movimento. Choi + Shine ha spiegato che i giganti in acciaio, vetro e cemento vogliono essere «potenti, solenni e variabili» e rappresentare una moderna alternativa alle antiche e misteriose statue monolitiche dell'Isola di Pasqua. E nonostante l'aspetto impressionante, i costi di realizzazione sarebbero relativamente bassi, in quanto i piloni standard richiederebbero solo piccole modifiche nel design. «Queste iconiche figure, dall'aspetto quieto ma autorevole, diventeranno dei monumenti nel paesaggio», si legge sul sito dello studio americano.

PREMIO - Tuttavia, se per il momento Lansent ha sospeso i piani in attesa di finanziamenti, gli originali piloni dell'elettricità disegnati con forme antropomorfe sono stati premiati in questo mese dalla influente Society of Architects di Boston che nel Unbuilt Architecture Award riconosce ogni anno l'audacia di progetti non realizzati.
fonte: www.corriere.it

lunedì 28 giugno 2010

caccia alle balene : DALL'IWC NESSUN ACCORDO PER PROTEGGERE LE BALENE


Si e' conclusa nei giorni scorsi ad Agadir in Marocco la 62esima riunione della Commissione baleniera internazionale (IWC), ancora una volta senza raggiungere alcun tipo di accordo per proteggere le balene: ''un'altra riunione fatta di sole chiacchiere, mentre il prossimo anno Giappone, Norvegia e Islanda continueranno a massacrarne impunemente migliaia di esemplari''. Lo denuncia Greenpeace.

''I governi riuniti ad Agadir dovrebbero vergognarsi - commenta Giorgia Monti, responsabile campagna Mare di Greenpeace Italia - di essersi ritirati a discutere a 'porte chiuse' per nascondere le loro discussioni sterili che non hanno permesso di fare nessun passo avanti nella protezione delle balene. Ma non possono certo nascondere la vergogna della caccia baleniera e della loro incapacita' per cercare di fermarla''.

''E' giunto il momento per tutti quei Governi che si schierano per la conservazione delle balene, come l'Italia , di mettere immediatamente in atto azioni politiche decise per porre fine alla falsa 'caccia per ragioni scientifiche' del Giappone nel Santuario dell'Oceano Antartico e la caccia della Norvegia e dell'Islanda, portata avanti in totale violazione della moratoria esistente''.

''Da oltre trent'anni - continua Monti - Greenpeace lotta in difesa delle balene. I nostri due attivisti - Junichi e Toru - rischiano piu' di un anno di carcere per aver denunciato la corruzione e il contrabbando di carne del programma giapponese di caccia alle balene. Cosa sono disposti a fare i paesi che dicono di voler proteggere le balene? Noi continueremo a lavorare per fermare questo vergognoso massacro!''.

venerdì 19 giugno 2009

CACCIA ALLE BALENE: UCCISE IN ISLANDA PRIME 2 DI 150 BALENOTTERE


Questa mattina in Islanda due esemplari di balenottera comune sono stati uccisi, scaricati e sezionati al molo di Hvalforour. Sono le prime vittime di un programma che prevede di cacciare 150 esemplari. Lo denuncia Greenpeace ricordando che a balenottera comune e' stata inserita nella lista delle specie a rischio estinzione dall'International Union for Conservation of Nature.

La caccia era stata aperta dal precedente governo islandese, poco prima che cadesse a causa di una crisi politica. Il nuovo governo, che si dichiara contrario alla caccia, non e' riuscito a bloccare questa pratica molto controversa.

''Il governo ha fallito miseramente nel dimostrare la propria leadership: nonostante la sua dichiarata opposizione alla caccia alle balene, questa continua. Oggi la sua reputazione, e quella dell'Islanda in generale, e' stata distrutta per tutelare gli interessi di una singola azienda'' afferma Sara Holden, coordinatrice internazionale della campagna Balene.

''Oggi e' chiaro che le regole della caccia alle balene in Islanda sono totalmente gestite dal baleniere Kristjan Loftsson e dalla sua compagnia Hvalur ehf. Ma il piccolo profitto che lui potrebbe ricavare da questa caccia alla balenottera comune avra' un grande costo per l'Islanda sia politico che economico''. Greenpeace chiede all'Islanda di impegnarsi a mettere fine alla caccia commerciale alle balene - un fallimento economico oltre che ambientale - e di promuovere la crescita dell'industria dell'eco-turismo, che porta profitti significativi e posti di lavoro al paese.

Piu' di 115.000 persone, partecipando all' ''Iceland Pledge'', hanno promesso di visitare il paese nel momento in cui il governo annunci la fine della caccia alle balene. Non c'e' alcuna domanda interna di carne di balena in Islanda e, come dimostra un'indagine di Greenpeace, nonostante le dichiarazioni di Loftsson sul mercato delle esportazioni, non c'e' domanda neanche in Giappone.

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martedì 26 maggio 2009

caccia alle balene in Islanda INIZIA OGGI LA STAGIONE


Fra le proteste dei gruppi ambientalisti e' iniziata oggi la stagione di caccia alle balene in Islanda che si concludera' a fine settembre. la prima baleniera, la Johanna AR, ha lasciato il porto di Reykjavik intorno alle 13 ora italiana in direzione della baia al largo della capitale. La caccia e' infatti vietata nei pressi del porto, dove e' un business turistico soprattutto l'osservazione del passaggio degli enormi cetacei.

Il 50-60% della carne di balena viene venduta sul mercato domestico, mentre il resto va in Giappone. Islanda e Norvegia sono gli unici due paesi al mondo che consentono la caccia alle balene per motivi commerciali, mentre il Giappone ufficialmente lo fa solo per ''scopi scientifici'', ma in realta' il consumo della carne di balena e' assai popolare nel paese del Sol levante.

Malgrado le pressioni della comunita' internazionale, l'Islanda dopo 16 anni ha respinto nel 2006 la moratoria sulla caccia alle balene, portando a 150 il limite massimo di esemplari di Minke Whale (balenottera rostrata) e altrettanti di Fin Whale (balenottera comune) che possono essere catturati ogni stagione.

Con la moratoria il limite era di soli 9 esemplari di Fin Whale e 40 di Minke Whale ogni anno.

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