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lunedì 18 ottobre 2010

papilloma virus umano (HPV) : Sesso orale e tumore della bocca Esiste un collegamento

Le cifre allarmanti fanno cadere l'ultimo tabù televisivo. Nei prossimi mesi la Bbc trasmetterà un lungo documentario presentato dall'attrice britannica Jaime Winstone in cui si discuterà apertamente di sesso orale e del legame che esiste tra questa pratica sessuale e il cancro orale, tumore della bocca che più comunemente coinvolge il tessuto delle labbra o della lingua.

I DATI - Secondo i più recenti studi scientifici questa pericolosa malattia sarebbe provocata non solo dal fumo e dall'abuso di alcol, ma anche dal papilloma virus umano (HPV), un virus che si trasmette per vie sessuali e che tra l'altro è la principale causa del tumore del collo dell'utero. I dati forniti dall'associazione britannica "Cancer Research UK" che definisce questa malattia «un'epidemia emergente» sono davvero preoccupanti. Ogni anno nel Regno Unito muoiono circa 1.800 persone per cancro orale. Le cifre dimostrano che negli ultimi venti anni questa pericolosa malattia è aumentata del 50% tra gli uomini e solo negli ultimi 12 mesi del 3% tra le donne. Gli esperti notano anche un'altra pericolosa anomalia: le persone che si ammalano di cancro orale a causa del fumo da tempo diminuiscono sensibilmente, mentre coloro che sono colpiti dalla stessa malattia per cause sessuali sono in aumento in maniera esponenziale.

COMMENTI - «È chiaro che le persone hanno maggiori possibilità di essere colpite da questa malattia se hanno tanti partner sessuali e se praticano il sesso orale, siano essi uomini o donne», dichiara la dottoressa Lesley Walker, direttrice del centro informazioni dell'associazione Cancer Research UK. La Walker aggiunge poi che il documentario della Bbc potrebbe essere di grande aiuto per far conoscere i pericoli del sesso orale. Inoltre secondo la dottoressa la vaccinazione delle ragazze contro l’Hpv potrebbe ridurre il livello di infezione, ma il miglior consiglio da suggerire è quello di usare il preservativo durante i rapporti sessuali.
FONTE: http://www.corriere.it/salute/sportello_cancro/10_ottobre_17/sesso-orale-e-tumore-alla-bocca_311daede-d9eb-11df-8dad-00144f02aabc.shtml

domenica 14 marzo 2010

HPV: STUDIO OLANDESE, TEST HPV 'CASALINGO' PER DIAGNOSI PRECOCI

Un kit ''casalingo'' per individuare la presenza dell'Hpv (Papilloma virus umano) porterebbe alla diagnosi del doppio dei casi di cancro al collo dell'utero rispetto a quelle ottenute con i soli programmi di screening.

E' quanto sostiene uno studio pubblicato sul British Medical Journal da un gruppo di ricercatori olandesi guidati da Chris Meijer del VU University Medical Centre, secondo cui l''home test' permetterebbe di effettuare la diagnosi per il carcinoma del collo dell'utero - neoplasia per combattere la quale la diagnosi precoce e' molto importante - anche delle donne che non si sottopongono agli esami di screening.

Piu' di 28 mila donne olandesi, si legge nello studio, non avevano risposto a due inviti consecutivi per effettuare lo screening. Meijer e colleghi hanno allora invitato 27.792 di loro a utilizzare il dispositivo messo a punto per raccogliere un campione di fluido cervicale a casa e restituirlo poi ai ricercatori, mentre le restanti 281 donne sono state invitate a effettuare il convenzionale screening cervicale: i risultati hanno mostrato che oltre un quarto (26%) del gruppo di auto-campionamento ha soddisfatto la richiesta, rispetto a una sola donna su 7 (16%) invitata a sottoporsi allo screening.

martedì 11 agosto 2009

AIDS : condom molecolare GELATINOSO CHE INTRAPPOLA I VIRUS CHE INFETTANO LE DONNE

Le prime a sperimentarlo potrebbero essere le donne africane, spesso impotenti di fronte alla richiesta di rapporti non protetti, preferiti da molti uomini, prima causa di diffusione del virus dell'Hiv. Si tratta di uno speciale ''condom molecolare'' messo a punto dai chimici e dai biologi dell'Universita' dello Utah (Stati Uniti). Non e' fatto con il lattice, ma con una sostanza gel che promette di proteggere le donne dall'Aids. Applicato due ore prima del rapporto sessuale, il gel si solidifica a contatto con gli spermatozoi malati, intrappolandoli in una ''gabbia'' in modo che non possano infettare le cellule vaginali. La caratteristica rivoluzionaria della sostanza, il cui studio e' pubblicato sulla rivista Advanced Functional Materials, e' la reazione di lunghe catene di polimeri ''gelatinosi'' che incontrando il Ph meno acido dello sperma maschile creano una barriere protettiva formata da microscopiche ''maglie''. Il reticolo solido e' cosi' in grado di contrastare molti virus, non solo l'Hiv, ma anche gli agenti virali responsabili dell'Herpes e dell'Hpv, il Papilloma virus.

L'obiettivo e' quello di ''bloccare la prima fase nel complicato processo di infezione che porta all'Aids'', spiega Patrick Kiser, bioingegnere dello University of Utah's College of Engineering a cui si deve il brevetto destinato soprattutto alle donne dei Paesi in via di sviluppo. In alcune zone dell'Africa sub-sahariana e dell'Asia meridionale il contagio nelle fasce d'eta' piu' giovani tocca il 60% della popolazione femminile e ''in molte di queste aree - aggiungono gli inventori del gel - le donne non hanno il potere di costringere i propri partner ad indossare il preservativo''.

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