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sabato 4 settembre 2010

biodiversità : PESCATO PICCOLO SQUALO BIANCO NEL CANALE DI SICILIA


Pesca eccezionale a Lampedusa: i ricercatori dell'ISPRA, impegnati dall'inizio dell'anno a raccogliere dati sulla biodiversita' marina nel Canale di Sicilia, si son visti consegnare da un pescatore una femmina di squalo bianco, di appena 1. 6 metri di lunghezza, catturata con una rete a strascico.

''Questo giovane squalo bianco'', ha affermato Simonepietro Canese, responsabile del programma di ricerca ''Biodiversita' marina del Canale di Sicilia'', finanziato dal Ministero dell'Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare, ''evidenzia l'importanza scientifica di questo avvenimento: ha sicuramente meno di due mesi di vita ed il suo ritrovamento supporta l'ipotesi che il Canale di Sicilia, un tratto di mare con valori di biodiversita' marina straordinari, costituisca un'area chiave per la riproduzione di questa specie protetta''.

Dunque lo squalo bianco, una delle specie piu' a rischio di estinzione, inseguita in tutti i mari del pianeta, drasticamente ridotta nel Mediterraneo a causa della pesca, che puo' raggiungere anche i 7 metri di lunghezza, sembra aver scelto il mare di Sicilia per venire a riprodursi.
L'alto livello di biodiversita' presente in questo tratto di mare, ha portato negli anni - e sin dal secolo scorso - a registrare altre segnalazioni di numerose specie di squali anche molto rare, ma trovarne uno appena nato sembra essere una conferma a tutte le ipotesi circa le condizioni favorevoli al loro ciclo vitale nel Canale di Sicilia.

''Le popolazioni di squali del Mediterraneo'', aggiunge Massimiliano Bottaro, ricercatore dell'ISPRA esperto di squali e coordinatore del Gruppo Ricercatori Italiani sugli Squali (GRIS), che partecipa a questo programma, ''sono in drammatico calo e monitorare la loro presenza in zone quali il canale di Sicilia rappresenta sicuramente un primo importante passo per la tutela di questi predatori''.

Il Canale Sicilia e' un tratto di mare estremamente ricco di biodiversita': non e' raro avvistare altre specie protette, quali balene, squali toro, verdesca e squalo grigio. ''Questo ritrovamento'', ha commentato Leonardo Tunesi, capo del III Dipartimento Tutela degli Habitat e della Biodiversita' Marina dell'ISPRA, ''e' una grande soddisfazione per il lavoro che il Dipartimento da anni svolge per la salvaguardia della biodiversita' marina; la notizia della riproduzione in questo braccio di mare di una specie cosi' rara, proprio in questo anno dedicato alla biodiversita', ci incoraggia a continuare nel monitoraggio e nella ricerca per difendere un patrimonio inestimabile quale quello presente nei nostri mari''.

mercoledì 20 gennaio 2010

centrali nucleari in Italia: Sicilia dice no

La Sicilia boccia il nucleare. L'Ars approva un odg che impegna il governo di Lombardo a contrastare qualsiasi ipotesi di installazioni. Il provvedimento e' stato votato da tutti i parlamentari, di maggioranza e opposizione. A sorpresa, dopo alcuni interventi in aula dei deputati, si e' espresso a favore anche Lombardo, che finora aveva sostenuto la linea del referendum popolare sull'eventuale decisione del governo di Roma di costruire un sito in Sicilia.


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giovedì 22 ottobre 2009

solare termico a concentrazione: Enel scalda gli specchi di Archimede


Cinquantaquattro specchi lunghi 100 metri ciascuno per una superficie complessiva di 31 mila metri quadrati. Una potenza di 5 megawatt. E soprattutto un risparmio annuale pari a 2 mila tonnellate di petrolio. Senza contare le 6.200 tonnellate all’anno di anidride carbonica che non verranno immesse nell’atmosfera. Eh sì, quando si parla di energia rinnovabile non si possono dimenticare i numeri della centrale a concentrazione solare Archimede, ideata a suo tempo dal premio Nobel Carlo Rubbia e che l’Enel sta finendo di costruire in Sicilia.

L’impianto, il primo solare termico a concentrazione in Italia, è considerato uno dei più avanzati nel mondo.

La centrale, meno vasta e potente di quella pensata inizialmente da Rubbia, è costata 50 milioni di euro ed è nata dalla collaborazione tra Enel, Enea e molte piccole e medie aziende italiane. Il sito previsto è nel territorio di Priolo Gargallo, in provincia di Siracusa, accanto e in combinazione con un impianto Enel a gas a ciclo combinato già esistente.

La tecnologia del solare termico a concentrazione non è nuova: i primi impianti sperimentali furono costruiti in California e nel Nevada negli anni Ottanta. Il progetto Archimede ha però caratteristiche più avanzate. Nell’impianto di Priolo Gargallo gli specchi parabolici concentreranno i riflessi del sole su un tubo.

All’interno di questo contenitore scorrerà un fluido composto da sali fusi, materiale che potrà essere portato fino a una temperatura di 550-600 gradi centigradi. Il calore servirà per produrre il vapore necessario a fare girare ancora di più le turbine del vicino impianto Enel a ciclo combinato.

“L’accoppiamento con un’altra centrale consente di spendere meno e di ottenere una maggiore efficienza” spiega a Panorama Sauro Pasini, direttore della ricerca dell’Enel. “In questo modo non c’è stato bisogno di impiantare una turbina autonoma nella centrale solare. Si usa la turbina già esistente di un impianto tradizionale, la quale è più efficiente nel produrre energia”.

La differenza rispetto ad altre centrali solari a concentrazione sta anche nella particolare scelta dei sali. Grazie a questo salto tecnologico la temperatura operativa della centrale sarà più elevata e il rendimento maggiore rispetto a quello degli impianti esistenti. Non basta: quegli stessi sali sono in grado di mantenere il calore accumulato per 10 ore. E questo permetterà di produrre elettricità anche di notte o in condizioni di scarsa insolazione.

I lavori di allestimento della centrale sono ormai in fase avanzata. “Abbiamo avuto qualche ritardo all’inizio, per le autorizzazioni da parte del ministro dell’epoca, Alfonso Pecoraro Scanio” ricorda Pasini. Ma ormai il traguardo è vicino. L’impianto entrerà in funzione a metà del 2010. E sarà solo un inizio. L’Enel sta già pensando di esportare questa tecnologia in Spagna

venerdì 13 marzo 2009

In Sicilia e' meglio che si parli di energia solare non di nucleare.


Palermo, 13 mar 2009 - In Sicilia e' meglio che si parli di energia solare non di nucleare. Questo il forte appello lanciato da Jeremy Rifkin, a Palermo per una lectio magistralis alla facolta' di Ingegneria sulle energie rinnovabili. Per spiegare meglio la sua 'ricetta' per la Sicilia, Rifkin afferma ''i nostri bambini meritano qualcosa di meglio e di piu' di questa idea un po' folle del nucleare'' e sottolinea: ''Siamo qui per parlare delle tecnologie energetiche del futuro, quelle del passato lasciamole al passato. Il nucleare e' da guerra fredda, da anni '50, ormai ha fatto la sua storia. Adesso - ricorda - dobbiamo parlare delle energie del XXI secolo che ci permettono di sfruttare l'energia solare di cui la Sicilia e' molto ricca. Questa - assicura Rifkin, concludendo - e' la strada della Sicilia, oltretutto l'uranio qui non c'e' mentre il sole si'. E questo da' l'indipendenza energetica''.

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