venerdì 15 maggio 2009

INFLUENZA SUINA: NUOVA INFLUENZA NEL MONDO 1. 000 CASI IN 24 ORE, 3 SCUOLE CHIUSE A NEW YORK


Nel giorno in cui l'Organizzazione Mondiale della Sanita' (Oms) ha annunciato 1.000 nuovi casi di febbre suina nel mondo, le autorita' di New York hanno chiuso tre scuole; e un dipendente di una di esse, e' in condizione critiche (un cinquantenne, ricoverato in ospedale e sottoposto a ventilazione meccanica). Secondo l'Oms, attualmente sono 7.520 i casi confermati di influenza suina (il bollettino precedente parlava di 6.497 contagi); e gli esperti sono convinti che il virus sia cosi' contagioso da esser destinato a diffondersi ad altre aree, finora non interessate. Intanto il sindaco di New York, Michael Bloomberg ha annunciato la chiusura temporanea di tre scuole nel Queens, frequentata da 4.500 alunni, dove e' stato accertato "un livello insolitamente alto di malati di tipo influenzale". Bloomberg ha spiegato che in una scuola sono stati contagiati quattro studenti e un membro dello staff, che e' "in stato critico"; mentre una cinquantina di alunni erano stati rispediti a casa la scorsa settimana perche' con sintomi preoccupanti. In una seconda scuola mancano dalle lezioni 241 alunni; mentre nella terza, 29 studenti mostrano i sintomi dell'influenza. Secondo il 'New York Times", l'educatore che si e' ammalato, e' ricoverato in stato critico e ora si teme per la sua vita. Giovedi' le autorita' sanitarie nazionale avevano reso noto che i casi confermati di contagio erano passati da 3.352 a 4.298. Intanto le autorita' dell'Arizona hanno confermato la morte di una donna a causa del virus, il che porta a 4 le persone decedute per la febbre suina negli Usa. La donna, di circa 40 anni, e' deceduta la scorsa settimana per complicazioni, ma gia' soffriva di una malattia polmonare. Il decesso e' il primo che si registra in Arizona a causa del virus.

Sono 2.446 i casi in Messico, con 60 decessi, e 449 in Canada, con una vittima. Otto i pazienti in Costa Rica, dove si è verificato anche un decesso. E ancora: 100 casi si sono registrati in Spagna, 71 in Gran Bretagna, 1 in Argentina, 1 in Australia, 1 in Austria, 1 in Belgio, 8 in Brasile, 4 in Cina, 10 in Colombia, 3 a Cuba, 1 in Danimarca, 4 a El Salvador, 2 in Finlandia, 14 in Francia, 12 in Germania, 3 in Guatemala, 1 in Irlanda, 7 in Israele, 9 in Italia, 4 in Giappone, 3 in Olanda, 7 in Nuova Zelanda, 2 in Norvegia, 40 a Panama, 1 in Polonia, 1 in Portogallo, 3 in Corea, 2 in Svezia, 1 in Svizzera, 2 in Tailandia. A fronte di questi dati, "è troppo presto per abbassare la guardia", è il monito del direttore generale dell'Oms, Margaret Chan, che considera l'influenza A/H1N1 "una crisi con possibili implicazioni mondiali". Secondo la Chan, i segnali che l'epidemia sta scemando nel suo epicentro in Nord America non significano che il peggio è passato. E c'è "grande incertezza" sul fatto che l'attuale quadro "parzialmente confortante" non muti, ha sottolineato durante un meeting intergovernativo sulla preparazione alla pandemia nel quartier generale dell'Oms a Ginevra.
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