lunedì 14 marzo 2011

INCIDENTI NUCLEARI : GIAPPONE, i sei reattori di Fukushima

Tokyo - Fukushima I è un complesso che comprende sei impianti nucleari, più altri due in fase di costruzione. Dei sei impianti, soltanto tre (quelli indicati con i numeri 1, 2 e 3) erano in funzione al momento del terremoto di venerdì scorso, mentre gli altri erano spenti per manutenzione. Non si può escludere che negli impianti 2 e 3 possa ripetersi il problema che si è verificato ieri nell’impianto numero 1.

Tutti e tre i reattori in funzione si sono spenti automaticamente in seguito al terremoto e il problema nell’ impianto 1 è nato quando è stato danneggiato il sistema di emergenza che garantisce il raffreddamento del reattore, evitando il surriscaldamento che in condizioni estreme potrebbe portare alla fusione del materiale combustibile. Si è deciso così di evitare l’accumulo di calore con il rilascio controllato di vapore e in seguito, come previsto in questi casi, si è deciso di utilizzare l’acqua di mare per il raffreddamento.

Gestita dalla Tokyo Electric Power Company (Tepco), la centrale si trova nella città di Okuma, a circa 200 chilometri da Tokyo, nella prefettura si Fukushima. La sua costruzione è cominciata nel 1966 e il primo impianto è entrato in attività nel 1971.

I sei impianti sono del tipo Bwr (Boiling water reactor), sono stati progettati dall’americana General Electric e dalla Hitachi e complessivamente producono oltre 4.500 MW. Le centrali di questo tipo utilizzano acqua demineralizzata per raffreddare il reattore. Il calore prodotto dal processo di fissione nucleare che avviene all’interno del reattore viene raffreddato dall’acqua che, riscaldandosi, vaporizza. Il vapore così ottenuto viene utilizzato per azionare una turbina e quindi viene fatto condensare e torna ad essere acqua allo stato liquido che rientra in circolo nel reattore. Al momento del terremoto negli impianti 1, 2 e 3 sono scattate le valvole di isolamento del reattore ed è stato così interrotto il flusso di vapore alle turbine. Da quel momento il reattore è stato isolato dal resto della centrale e in questo caso il raffreddamento è garantito da un sistema di emergenza, azionato da generatori diesel.

L’acqua necessaria dal sistema di emergenza è prelevata da grandi serbatoi interni all’edificio del reattore e il valore prodotto viene condensato all’interno dell’impianto e rimesso in circolo. Se questa situazione si protrae a lungo, come è avvenuto ieri nell’impianto 1, per evitare l’accumulo di pressione il vapore può essere scaricato all’esterno (come è avvenuto ieri) su autorizzazione dell’ autorità locale per la sicurezza nucleare.

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