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sabato 4 dicembre 2010

tumori : “IL CANCRO È UNA MALATTIA PURAMENTE ARTIFICIALE”, PAROLA DI SCIENZIATI

Evviva, ci sono arrivati perfino gli scienziati: il cancro è una malattia artificiale!
Meglio tardi che mai, possiamo dire.
Dopo innumerevoli tentativi – tuttora in corso – di farci credere che il cancro è un difetto genetico, un microbo errante o peggio ancora un virus, arriva, dagli stessi ambienti dell’establishment medico-scientifico, una notizia alquanto interessante. Una notizia che smentisce loro stessi.

In Inghilterra, per l’esattezza all’Università di Manchester, un gruppo di ricercatori dopo una lunga ricerca che ha scandagliato e perlustrato migliaia di anni di storia, dalle mummie egiziane fino ad alcuni corpi del Sud America, hanno concluso che le patologie tumorali erano pressoché sconosciute dagli esseri umani dell’antichità.
Lo studio, capeggiato dal professor Michael Zimmerman e collega Rosalie David, è stato pubblicato nella rivista scientifica Nature Reviews Cancer. Zimmerman ha espressamente detto che “l’assenza di neoplasie in mummie deve essere interpretato come indicazione della loro rarità nell’antichità, indicando che i fattori che causano il cancro sono limitati alle società moderne industrializzate”.

Hanno esaminato al microscopio innumerevoli reperti fossili di corpi mummificati, centinaia e centinaia di mummie egiziane, risultato: un solo caso di cancro confermato.

I ricercatori hanno poi rigettato la classica tesi secondo la quale gli antichi egizi non vivevano abbastanza a lungo per sviluppare il cancro, portando invece le prove oggettive del riscontro di altre malattie legate proprio all’avanzare dell’età: indurimento arterioso e ossa fragili. Per tanto la quasi totale assenza di tumori non è da imputarsi alla brevità della vita. D’altronde basta studiare attentamente la storia (non quella dei sussidiari moderni, scritti dalla propaganda di Regime), per rendersi conto che per esempio nell’antica Grecia la longevità era fatto assolutamente normale e che superava anche le nostre attuali tendenze.

Un’ulteriore conferma delle scoperte degli scienziati britannici è venuta dallo studio di migliaia di ossa di uomini di Neanderthal: un solo esempio di un tumore. Mentre le prove di cancro descritte negli antichi testi egizi, secondo i ricercatori sarebbero state causate da vene varicose, lebbra o altro, ma non tumore.
Gli antichi greci furono probabilmente i primi a definire il cancro come una malattia specifica, distinguendo tra tumori benigni e maligni, e tale lavoro è stato portato avanti dal padre della medicina moderna, il grande Ippocrate.

I professori di Manchester continuano la loro requisitoria ricordando che solo nel XVII° secolo vi furono le prime vere descrizioni di operazioni al seno per tumori, e i primi rapporti nella letteratura scientifica di tumori ben distinti si verificarono solo negli ultimi 200 anni o poco più (il cancro ai testicoli negli spazzacamini nel 1775 e il cancro al naso nelle persone che fiutavano il tabacco nel 1761).
In conclusione, il tasso di insorgenza di tumori (soprattutto nei bambini, cioè nelle persone più indifese e sensibili della società) è aumentato esponenzialmente dopo la grande rivoluzione industriale, dimostrando inequivocabilmente che tale aumento non è dovuto alla maggiore longevità delle persone ma all’enorme inquinamento ambientale.

Il professor Rosalie David, che ha presentato i risultati allo zar britannico del cancro Mike Richards, in una recente conferenza, ha detto: “Nella società industrializzata, come causa di morte il cancro è secondo solo alle malattie cardiovascolari. Ma nei tempi antichi, era estremamente raro. Non c’è nulla nell’ambiente naturale che possa provocare il cancro. Quindi deve essere una malattia artificiale, inquinamento e cambiamenti della nostra dieta e del nostro stile di vita. Abbiamo osservato millenni e non centinaia di anni”.

A tal proposito, il dottor Rachel Thompson, del World Cancer Research Fund, ha detto che “questa ricerca è molto interessante. Circa una persona su tre nel Regno Unito avrà il cancro per cui è abbastanza comune nel mondo moderno.

Una persona su tre, secondo oncologi, in Inghilterra manifesterà il cancro; ogni anno ne muoiono proprio per questa malattia o per le cure associate, oltre 150.000.

Dati allarmanti che dovrebbero farci tutti riflettere, anche perché, molto probabilmente la mortalità per cancro non è seconda alle malattie cardiovascolari. Quando infatti muore una persona (per cancro o anche per cause naturali) normalmente viene scritto nell’atto di decesso: “arresto cardiorespiratorio” o “arresto cardio-circolatorio”, e questi dati potrebbero andare a gonfiare le statistiche delle mortalità per malattie cardiovascolari, posizionandole al primo posto almeno nel mondo occidentale.

Ufficialmente le cause di morte sono le seguenti: 1° malattie cardiovascolari 2° tumori 3° cause iatrogene: medici stessi.

La realtà, come sempre, è assai diversa dalle cose che ci raccontano gli “esperti”.
Ufficiosamente le principali cause di morte sono le seguenti:

1° tumori
2° malattie cardiovascolari
3° cause iatrogene: medici stessi.

Quello che probabilmente rimane invariato sono proprio le morti iatrogene, cioè indotte e/o provocate da errori medici (farmaci, operazioni, ecc.).

Dal punto di vista igienistico, non ha molto senso tale diversificazione tra malattie cardiovascolari e tumorali, perché entrambe sono il risultato finale dello stile di vita!

Per riprendere il titolo della ricerca britannica e del presente articolo, le odierne malattie che stanno mietendo vittime ogni secondo nel mondo industrializzato, sono assolutamente artificiali e non naturali. Perciò non dobbiamo dare la colpa ad un gene viziato o difettoso, ad un microbo (i quali vivono in simbiosi, con noi e dentro di noi, da centinaia di migliaia di anni e sono di vitale importanza per l’economia organica), o ad un esserino un milione di volte più piccolo di una cellula, come il virus, perché è molto più semplice incolpare qualcuno esterno a noi, qualcuno che ci deresponsabilizzi, che ci tolga lo specchio per non guardare la nostra stessa esistenza.
Così facciamo sistematicamente da decenni e i frutti sono sotto gli occhi di tutti coloro che vogliono vedere!

I numeri sono allarmanti e i tempi sono assolutamente maturi per prendere coscienza del fenomeno e soprattutto per muoversi.
Ora gli stessi scienziati dicono che una dieta sana, un’attività fisica regolare, un peso sano possono prevenire circa un terzo dei tumori più comuni. Un terzo.
Poco importa la riduzione di un terzo, piuttosto che tre quarti, sono soltanto numeri, e in quanto tali manipolabili a proprio piacimento. La cosa fondamentale è capire che lo stile di vita ha sempre fatto in passato e fa ancor oggi una grande differenza.

Cosa s’intende per stile di vita?
Per stile di vita s’intende tutto: quello che mangiamo, respiriamo e beviamo, pensiamo, sentiamo e proviamo; è l’intero mondo dei sentimenti, il corretto del corpo, il riposo, l’aspetto spirituale, ecc.

- Un’alimentazione sana nel rispetto della Natura e delle corrette combinazioni e sequenze, è un’alimentazione basata su alimenti vivi e vitali, non morti (raffinati, pastorizzati) o pregni di chimica tossica e cancerogena (additivi, aromi, edulcoranti, zuccheri, ecc.) o acidificanti come tutte le proteine di origine animale (carne, pesce, uova, latticini).

Una alimentazione sana aiuta ad avere digestioni rapidi e veloci, riducendo le tossine derivate da fermentazioni e putrefazioni intestinali, e fornendo oltre all’energia vitale anche le sostanze nutrizionali (vitamine, sali minerali, enzimi) fondamentali per un corretto funzionamento organico e cellulare.
Se è vero, come è vero, che la malattia acuta è una “eliminazione vicariante” delle tossine, cioè il meccanismo intelligente messo in atto dalla Natura per eliminare o abbassare il carico tossico, viene da sé che diminuendo la quantità delle tossine endogene prodotte con l’alimentazione, si riduce la cosiddetta “malattia”.

- L’attività fisica regolare non è intesa per modellare esteticamente il corpo, ma per smuovere il sistema linfatico. Tramite la linfa infatti avviene da una parte il trasporto di alcuni importanti nutrimenti, e dall’altra l’espulsione delle scorie tossiche che produciamo. Basti pensare che ogni giorno, per l’intera nostra esistenza, muoiono circa 70 miliardi di cellule. Una parte di queste viene riciclata dal corpo stesso, mentre il resto deve essere espulso dal corpo intossicante.
Inoltre il movimento smuovendo muscoli e articolazioni, li mantiene efficienti e attivi (come per esempio il classico esercizio per gli addominali che è straordinario per la funzionalità degli intestini e non solo).
- Il Sole è fonte di vita. Nonostante alcune assurde indicazioni mediche, esporre il più possibile il corpo nudo anche d’inverno fa bene a tutto l’organismo. Nella pelle esposta al Sole si produce per esempio la Vitamina D, l’unica che possiamo correttamente assimilare a differenza di quella di sintesi. Va fatta molta attenzione, durante il periodo estivo, agli orari più caldi per non incorrere in ustioni cutanee gratuite! Ultima precisazione, qui si sta parlando del Sole e non delle deleterie lampade artificiali, perché l’essere umano ha bisogno di tutto lo spettro della radiazione stellare e non di una piccola parte di esso.


- L’aspetto emozionale gioca un ruolo estremamente importante. La televisione per esempio, oltreché strumento di controllo mentale, serve proprio a veicolare spazzatura per la mente, spazzatura emozionale sotto forma di pseudo-notizie (stupri, assassinii, massacri, violenze, terremoti, uragani, ecc.) che inculcano il senso di impotenza; programmi d’intrattenimento beceri e assurdi che hanno l’obiettivo d’ingolfarci la corteccia prefrontale del cervello per far sì che le redini dei comandi (consci e inconsci) vengano prese dal cervello limbico, quello antico, e guarda caso il “cervello emozionale”…
Per questo e per moltissimo altro ancora, la tivù va gettata nella spazzatura quanto prima o centellinata con il contagocce, soprattutto se ci sono bambini.


Ci sarebbe ovviamente molto altro da dire, ma la cosa importante è diventare una volta per tutte responsabili della propria salute e soprattutto della propria malattia. Basta dare la colpa a esseri microscopici come i batteri o invisibili come i virus; basta incolpare la Natura per un corredo genetico imperfetto o difettoso. Ricordiamo quello che disse Louis Pasteur sul letto di morte, e cioè che il microbo non è niente in confronto al terreno. Il terreno è il nostro intero organismo: cellule, liquidi (sangue, linfa e liquidi extracellulari), organi, muscoli, apparati, ecc.
Poco importa se fu davvero Pasteur a dire quelle parole: sono una profonda e sacrosanta Verità, il Terreno è tutto!

Un terreno inquinato, tossico, acido e pregno di tossine endogene (fermentazioni e putrefazioni intestinali dovute ad una alimentazione innaturale basata su proteine animali e nelle scorrette combinazioni e sequenze, ecc.) e tossine esogene (vaccini, inquinanti, metalli pesanti, nano particelle, droghe e farmaci, ecc.) è il preludio di ogni malattia. Viceversa, un terreno biologico sano, predispone alla salute organica.

Detto questo, e tenendo in considerazione che nel Sistema-Uomo, Corpo e Mente viaggiano in due binari paralleli ma collegati e interagenti tra loro, star bene dal punto di vista organico, significa riflettere tale stato nell’aspetto mentale. Ridurre le tossine prodotte nel corpo (e quindi presenti nel sangue) significa ridurre il rischio che tali tossine penetrino la barriera emato-encefalica (B.E.E.) entrando direttamente e pericolosamente nel cervello. Possiamo a questo punto immaginare quali potrebbero essere le conseguenze di tale ingerenza, nell’eziologia o nell’aggravamento di serie problematiche (Alzheimer, Parkinson, Sclerosi, depressione, iperattività, ecc.) aumentate negli ultimi anni a livelli esponenziali. Ci hanno sempre rassicurati che la BEE è una barriera insuperabile, eppure sempre più esami autoptici riscontrano sostanze tossiche e velenose direttamente nel cervello!

Uno degli accessi diretti al cervello è la cosiddetta “via del glutammato”, cioè delle eccitotossine: acido aspartico (vedi aspartame) e acido glutammico (vedi glutammato e glutammato monosodico, MSG).[1] Quando sono presenti nel nostro organismo in quantità elevata, “aprono”, grazie ai recettori presenti dentro e fuori la BEE, un accesso diretto al cervello[2]. Questo potrebbe essere uno dei meccanismi che permette l’entrata dei metalli pesanti (iniettati in vena tramite i vaccini o introdotti con l’alimentazione o la respirazione), come alluminio, mercurio, bario, cadmio, piombo e di tutte le altre tossine presenti nel sangue, come le proteine non completamente digerite (soprattutto “glutine”, la proteina di alcuni cereali, e “caseina” quella dei latticini), candida, scarti e residui metabolici tossici delle proteine animali (indòlo, scatòlo, cadaverina, putrescina, ecc.).
Ecco perché il nostro stile di vita può fare la differenza!

fonte: http://www.stampalibera.com/?p=18706

venerdì 19 novembre 2010

Escozul : Tumori, quella tossina di scorpione che alimenta speranze e dubbi

Ha poteri analgesici e antinfiammatori, mentre sulle sue capacità antitumorali non esistono certezze né studi internazionali che le sostengano. Eppure a Cuba la sostanza estratta dal Rophalorus junceus viene usata contro il cancro in combinazione con le terapie tradizionali e molti malati italiani arrivano fin nell'isola caraibica per farsela prescrivere.

Analgesico e antinfiammatorio. Ma anche antitumorale. Un altro farmaco miracoloso? Ancora un caso Di Bella? La medicina ufficiale, Oltreoceano e in Europa, smentisce categoricamente, ma intanto il caso Escozul è diventato fenomeno (a parte gli affollatissimi forum di discussione sul web, su Facebook la pagina italiana ha oltre 4mila iscritti) e ha iniziato a provocare migrazioni fra i malati in cerca di cure in campo oncologico. La meta stavolta è Cuba e a motivare i viaggi della speranza, alimentati in Italia da una recente inchiesta televisiva del programma "Le iene", è una sostanza naturale, una tossina estratta dal veleno di uno scorpione (rophalorus junceus), prodotta e distribuita sull'isola caraibica con il nome, appunto, di Escozul.

A chiamarlo così e a descriverne per primo le presunte proprietà fu nell'85 un biologo cubano, Misael Bordier. Adesso, le potenzialità del farmaco all'attenzione dei ricercatori da oltre vent'anni, sono online sul sito dell'azienda (www. labiofam.cu) che produce e distribuisce vaccini contro le più diffuse malattie infettive, dalla dengue alla malaria, alla febbre emorragica e fino alla peste bubbonica. "Garantiamo il controllo delle epidemie", si legge nella homepage che dà accesso alle informazioni sui medicinali prodotti dall'azienda.

Tra gli antitumorali figura infatti la "soluciòn de origen natural", con tanto di fotografia dello scorpione "azzurro" (varietà presente solo a Cuba) da cui viene estratta la tossina terapeutica. Gli scienziati cubani lo ritengono un efficace antidolorifico e antinfiammatorio e, senza sbilanciarsi troppo, lo definiscono pure "adyuvante nel tratamiento del càncer" ancora oggetto di studio. Tanto che nell'ultimo congresso internazionale promosso dalla stessa Labiofam, che si è concluso ai primi di ottobre all'Avana, una sessione specifica è stata dedicata alle "Evidenze sperimentali in colture cellulari del carcinoma della cervice uterina. Effetto citotossico selettivo del veleno di scorpione endemico di Cuba rophalorus junceus".

Tra tumori del seno, del polmone, del cervello o del colon, l'Escozul sarebbe stato somministrato già a 25mila pazienti (la Labiofam parla di 60 mila soggetti trattati) i cui dati clinici avrebbero rivelato un miglioramento in termini di sopravvivenza, remissione della malattia e controllo del dolore. Sono gli stessi specialisti cubani, però, a raccomandare di non sospendere le terapie oncologiche in corso durante la somministrazione della tossina scorpionica, segno inequivocabile degli effetti antitumorali non certificati.

I meccanismi d'azione del farmaco si esplicherebbero bloccando l'angiogenesi, cioè la formazione di nuovi vasi sanguigni nel tumore, e inibendo le proteasi (enzimi cellulari). Lavori scientifici a livello internazionale non ce ne sono, mentre è online da tempo uno studio condotto nel 1999 all'ospedale "Agostinho Neto" di Guantamano (Cuba) sui risultati ottenuti dall'uso della tossina in pazienti sottoposti a intervento chirurgico per tumore del retto. Il problema, dunque, è proprio questo: manca una validazione scientifica. L'Aiom, l'Associazione italiana di oncologia medica, è scettica perché da un lato nulla si sa sulla composizione della sostanza e sugli eventuali effetti collaterali e dall'altro non c'è neanche uno studio di valore internazionale pubblicato sull'uso del preparato sugli animali e sull'uomo.

Se solo una piccola parte di quei 60mila cui fa cenno l'azienda fosse stata curata con una metodologia corretta, è il senso del giudizio dell'Aiom, non ci troveremmo di fronte a un'ennesima falsa speranza. Paolo Delrio, chirurgo oncologo dell'Istituto dei tumori Pascale di Napoli, riferisce che alcuni suoi pazienti hanno già compiuto la trasferta sanitaria a Cuba: "Da circa un mese, almeno tre persone, colpite da tumore colorettale metastatico, stanno assumendo il liquido che contiene la tossina velenosa, ma senza aver sospeso la chemioterapia. Finora non si sono manifestati effetti collaterali, mentre persistono quelli legati alla chemioterapia. D'altronde, finché non ci saranno validazioni scientifiche, non mi sento di consigliare questo trattamento in alternativa alle terapie tradizionali. E poi, anche sugli eventuali risultati, è impossibile attribuirli all'Escozul piuttosto che ai farmaci chemioterapici".

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Il mio viaggio a Cuba per il farmaco e l'attesa in una fila piena di italiani

Il racconto di un figlio che ha voluto sperimentare l'Escozul per la madre ultrasettantenne, in cura e alle prese con gli effetti collaterali delle terapie tradizionali: "In poche ore sono andato, ho avuto gratis i flaconi per tre mesi e sono rientrato. Mia madre ha ripreso energia, ma non so dire se è per quella tossina o perché aveva sospeso la chemio"

Il viaggio della speranza fa sosta davanti al cancello della Labiofam, al chilometro 16 dell'Avenida Indipendencia, a poche centinaia di metri dall'aeroporto dell'Avana. "Ci sono andato per provare un'altra cura per mia madre, visto che nonostante le chemio ha avuto delle metastasi". A raccontare la storia di Anna, 72 anni e un tumore al seno che risale al 1990, è Carlo, il figlio 40 enne che in tre giorni è andato e tornato da Milano a Cuba per andare a rifornirsi di Escozul.

"E' stata bene per 17 anni - racconta - poi, nel 2007, ha avuto una recidiva al polmone. Dopo tanto tempo era sicura di avercela fatta e invece gli specialisti hanno confermato che si tratta di una metastasi, cioè delle stesse cellule tumorali di diciassette anni fa". La donna, appena avuta la diagnosi, è stata sottoposta al primo ciclo di chemio, ma gli effetti collaterali non hanno tardato a farsi sentire, dalla tromboflebite all'herpes zoster, oltre alla consueta caduta dei capelli.

"Al momento è in cura al Centro oncologico di Modena - continua Carlo - e fino a un mese fa ha fatto le chemio che, però, ha dovuto interrompere temporaneamente. E allora anche io, dopo avere visto il servizio delle 'Iene' in tv, le ho proposto di tentare. Lei ha accettato e mi sono organizzato per la partenza". Il 15 ottobre, preso il volo Milano-Avana, Carlo arriva alla sede della Labiofam (un'area estesa di edifici a due piani protetta da una cancellata) poco dopo mezzogiorno. E' in ritardo, ma lo accettano lo stesso. "Ho saputo il giorno dopo che i familiari sono ricevuti dalla 9 alle 12 - racconta - ma mi hanno anche detto che la fila inizia alle tre del mattino". Tutti con la speranza di essere davanti, di fare il più presto possibile e rientrare in Italia col prezioso carico.

"Perché - spiega Carlo - al novanta per cento si tratta di italiani. C'è stato un aumento notevole dopo la trasmissione televisiva, ma adesso pare che, poiché hanno problemi con una produzione imprevedibile, prima di partire si debba fare un passaggio dall'ambasciata in Italia. Comunque, dopo aver consegnato a una dottoressa tutta la documentazione clinica di mia madre, comprese radiografie, tac e una delega della paziente, mi è stato consegnato il pacchetto con i flaconi necessari a coprire tre mesi di terapia. Non ho pagato nulla. Alla fine ho speso solo 600 euro di volo e 500 di soggiorno e taxi".

E la cura? "Circa tre settimane fa - spiega Carlo - mia madre ha iniziato il trattamento con Escozul: cinque gocce sublinguali da assumere ogni otto ore. Sul flaconcino del liquido c'è una sigla 'trj-c30'". Ci sono stati miglioramenti? "Come primo riscontro - risponde Carlo - c'è il fatto inconfutabile che mia madre ha più energie, non sta a letto come prima. E' chiaro, non so dire se dipende dalla chemio sospesa o dal farmaco cubano. Abbiamo anche fatto il prelievo per i markers tumorali, ma ancora non abbiamo avuto i risultati, forse da questi esami potremmo avere una risposta più attendibile".


fonte: www.repubblica.it

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