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mercoledì 4 aprile 2012

Melanoma: in aumento tra i giovani. Attenzione alle lampade abbronzanti

Il tumore della pelle è in aumento soprattutto tra i giovani. Secondo una ricerca statunitense, il maggior responsabile sarebbe la lampada abbronzante, una vera e propria moda di cui si sottovalutano i danni.

Nell’arco di circa 40 anni, tra il 1970 e il 2009, il melanoma è aumentato di otto volte nelle donne e di quattro negli uomini. Lanciano dunque l’allarme gli scienziati statunitensi con i loro studi pubblicati su Mayo Clinic Proceedings, per rendere noto quanto sia dannoso esporsi ai raggi artificiali per inseguire la tanto desiderata abbronzatura.

Le ragazze tra i 20 e i 30 anni sono le più colpite, è soprattutto in questa fascia d’età che i ricercatori hanno riscontrato il maggior aumento di casi di tumore alle pelle.

“Avevamo previsto – afferma Jerry Brewer, dermatologo della Mayo Clinic e primo autore della ricerca - che avremmo trovato tassi crescenti, come già altri studi suggerivano, ma abbiamo trovato un'incidenza ancora superiore a quella suggerita dal National Cancer Institute”.

I dati dello studio hanno evidenziato che coloro che ricorrevano all’uso di lettini abbronzanti presentavano il 74% di possibilità in più di sviluppare neoplasia rispetto a chi rinunciava alle lampade.

L’Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro (IARC), continua ad avvisare sulla pericolosità di questi raggi artificiali, che hanno una concentrazione molto più elevata nei lettini abbronzanti rispetto al sole.

Da tempo ormai si cerca di far capire ai giovani, e non solo, quanto sia dannoso esporsi ai raggi ultravioletti delle lampade abbronzanti, ma sembra che per alcuni apparire sia più importante della propria salute. E poi chi ha detto che più si è abbronzati e più si è belli

venerdì 25 febbraio 2011

tumori cutanei: DA ESTRATTO EUFORBIA NUOVA CURA PER CANCRO PELLE


L'Euforbia minore, piccola pianta comune in tutta Europa, potrebbe essere adoperata con successo contro i , escludendo il melanoma. E' quanto emerge da uno studio pubblicato sul British Journal of Dermatology. La sperimentazione, ancora limitata nei numeri, ha riguardato 36 pazienti colpiti da lesioni della pelle di natura tumorale, come il carcinoma a cellule basali e quello a cellule squamose. Si tratta di tumori facilmente asportabili con terapie chirurgiche, la crio-terapia o farmaci che neutralizzano le cellule malate. Anche se non sono la forma piu' grave di tumore della pelle - la piu' aggressiva e' il melanoma - si tratta di forme molto comuni, soprattutto tra gli anziani.

I pazienti sono stati trattati con la linfa della pianta, il cui nome botanico e' Euphorbia peplus, applicata sulla pelle una volta al giorno per tre giorni. Ben 41 delle 48 lesioni riscontrate sui pazienti sono guarite. A 15 mesi dal trattamento ben il 68,5% delle lesioni non erano ricomparse.

sabato 12 giugno 2010

SUPER ADO : EROE A FUMETTI CHE PROTEGGE BIMBI DA MELANOMA


Un fumetto rivolto ai bambini per insegnare l'importanza di una corretta esposizione al sole ed evitare scottature della pelle e il rischio-melanoma: e' l'iniziativa lanciata, per quest'estate, dall'Associazione Dermatologi Ospedalieri Italiani (ADOI) e dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT). L'obiettivo e' una maggiore consapevolezza da parte dei piu' piccoli: come conferma anche un recente studio dell'Universita' di Berlino pubblicato sul ''British Journal of Dermatology'', se i bambini sono informati si coprono con piu' attenzione, portano il cappellino e utilizzano la crema solare. Il fumetto vede come protagonista ''Super Ado, un amico per la pelle'' e verra' distribuito in oltre 50 mila copie presso le strutture ricettive del gruppo Tivigest Vacanze, nelle sezioni provinciali LILT e attraverso la rivista ''Esperienze dermatologiche'' di ADOI.

''Dagli anni 60 si e' registrato in tutto il mondo un preoccupante aumento della frequenza del melanoma cutaneo - spiega Ornella De Pita', presidente ADOI -. Di contro, i casi di guarigione sono aumentati, a motivo di un progresso delle tecniche diagnostiche e per una informazione piu' precisa e capillare della popolazione. Il rischio di sviluppare un melanoma, oltre che ai fattori genetici, e' ampiamente legato a quelli ambientali, tra i quali l'azione delle radiazioni solari, ormai documentata''. ''Il rischio di melanoma e' particolarmente elevato se l'esposizione eccessiva al sole avviene in eta' giovanile: una prevenzione primaria corretta deve soprattutto evitare le scottature solari infantili - continua Francesco Schittulli, presidente LILT -. Ci e' sembrato cosi' di particolare importanza stimolare la prevenzione partendo dai piu' giovani con consigli e suggerimenti''.

E' da queste premesse che nasce il fumetto, unico nel suo genere in Europa, che vede il protagonista ''Super Ado'' (www.superado.it) impegnato a sconfiggere il perfido Mel (il melanoma). Il fumetto si compone di due parti: nella prima c'e' una breve simpatica storia con il protagonista che porta due bambini sul ''Pianeta Pelle'' e sconfigge Mel nascosto in un neo; nella seconda parte sono illustrati alcuni consigli per prendere il sole in maniera corretta e diventare ''Ado-boys''.

mercoledì 17 marzo 2010

Vaccino italiano contro il melanoma Cominciano i test su 50 pazienti

Carnagione bianchissima, capelli rossi, fanatica dell’abbronzatura. «Da ragazza appena era possibile andavo in spiaggia con le amiche. Certe scottature. Quando ero giovane non c’era la cultura della protezione e dei rischi per la pelle», racconta Patrizia Cristaldi, 52 anni, una dei pazienti che stanno sperimentando su se stessi il vaccino terapeutico contro il melanoma studiato da Istituto Superiore di Sanità, Regina Elena e San Gallicano, i due centri che fanno capo all’Ifo (Istituti fisioterapici ospitalieri).

MIX DI FARMACI - E’ l’unico vaccino al mondo basato sulla strategia del doppio attacco. Per ricacciare indietro le recidive di un tumore che colpisce 13 persone ogni centomila abitanti, circa 7.500 nuovi casi l’anno in Italia, primi imputati i raggi ultravioletti, viene utilizzata una combinazione di farmaci. Chemioterapia a base di una molecola chiamata dacarbazina, interferone alfa e il vaccino vero e proprio, costituito da piccoli frammenti della proteina sviluppata dalla cellula cencerosa. Da una parte si contrasta lo sviluppo del tumore. Dall’altra si aiuta il sistema immunitario a rinforzarsi e difendersi. Per questo si parla di trattamento immunogenico. Le premesse sembrano incoraggianti. Questa formula ha funzionato ottimamente dei modelli animali, ha superato la prima fase di sperimentazione, finalizzata a dimostrare l’assenza di tossicità e la tollerabilità. Ora si passa alla seconda fase. Il vaccino dovrà confermare negli anni successive di prevenire le recidive in pazienti già operati di melanoma con metastasi. Quindi le forme più aggressive.

IL RACCONTO - I test partono su 50 pazienti, in gran parte già reclutati. Fra loro c’è Patrizia, medico anestesista del Regina Elena: «Mi sento rinascere – trasmette il suo stato d’animo – La vita si è di nuovo spalancata di fronte a me. Quando ho saputo quale fosse la diagnosi sono caduta nella disperazione più profonda. Ho grande fiducia, voglio guarire. Guarirò. A distanza di quasi 6 anni dall’intervento, il tumore non è ricomparso. Per me il rischio era altissimo». L’incubo per Patrizia è cominciato nel 2004. Un neo sulla spalla diventato più grande e sanguinante, da semplice e apparentemente innocuo puntino che aveva fin da giovanissima. Lo aveva mostrato a un suo collega chirurgo e lui l’aveva operata: «Una stupidaggine, vedrai», l’aveva tranquillizzata. Non aveva effettuato neppure l’esame istologico, tanto era sicuro che non ci fosse pericolo di neoplasia. Dopo cinque mesi Patrizia avverte sotto l’ascella la presenza di palline indurite. Linfonodi. Si fa controllare, temendo un tumore al seno. Invece è melanoma. E il pensiero torna a quel piccolo neo. Era il 2004. L’intervento nell’ottobre dello stesso anno: «Mi vedevo perduta. Ho potuto partecipare alla sperimentazione perché possedevo le caratteristiche indicate nel protocollo. Alto livello di malignità, altissimo rischio di recidive. Pensavo che la cura mi avrebbe distrutta. Invece ho continuato a condurre una vita normale. Senza stanchezza, nausea, malessere. Ora mi sottopongo a un controllo annuale. Il male potrebbe ricomparire. Ma sono serena e fiduciosa che non avvenga».

IL TEAM - Il vaccino italiano è un’applicazione della cosiddetta ricerca traslazionale. La terapia in studio viene provata sui malati e messa a punto attraverso uno scambio diretto di informazioni tra medici e laboratorio. Costo della sperimentazione 1 milione di euro. Per avere conferma che sia davvero una strategia giusta bisognerà aspettare almeno 4 anni. La squadra di Ifo e Iss impegnata in questa sfida è formata da Francesco Cognetti, Filippo Belardelli, Paola Nisticò, Virginia Ferraresi, Caterina Catricalà, Enrico Proietti, I primi risultati e l’avvio della fase 2 sono stati presentati da Enrico Garaci, presidente dell’Iss, e Francesco Bevere, direttore generale Ifo. Patrizia non prende più il sole. Anche quando passeggia si spalma creme altamente protettive. Spiaggia? Neanche a parlarne. Ma la rinuncia non le pesa. In gioco c’è la sua vita.
FONTE: corriere.it

domenica 8 novembre 2009

MELANOMA: NUOVA TECNICA DIAGNOSTICA

Arriva dall'Australia una nuova tecnica di diagnosi del melanoma maligno: lo hanno annunciato in un articolo pubblicato sul Journal of Medicinal Chemistry gli studiosi di un centro di ricerca del governo australiano, il Cooperative Research Consortium for Biomedical Imaging Develop. Gli studiosi hanno individuato una nuova sostanza in grado di rilevare le cellule cancerogene con maggiore accuratezza degli agenti chimici usati per la risonanza magnetica attualmente in uso, e quindi capace di diagnosticare precocemente l'insorgenza della malattia e di monitorarne il decorso. I fluoroicotinamidi - questo il nome dell'innovativo gruppo di agenti radiottivi - sono stati per il momento sperimentati solo sulle cavie: i trial clinici sono previsti nel corso del 2010.

giovedì 28 maggio 2009

MELANOMA: NUOVE TERAPIE DALLA PORFIRINA:


Il melanoma, la forma piu' aggressiva e letale di cancro cutaneo nella popolazione di pelle chiara, ha ora dei nuovi nemici: da uno studio condotto dall'Istituto di Biomedicina e Immunologia Molecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Palermo (Ibim-Cnr) e' infatti emerso che alcuni derivati della porfirina sono candiati ideali per la progettazione di nuovi agenti contro questo tumore cutaneo. La ricerca e' stata pubblicata su Oncology Reports. Il melanoma ha un alto potenziale di diffusione metastatica, e il tasso di sopravvivenza a lungo termine dei malati e' estremamente limitato. La sua resistenza agli attuali trattamenti anti-tumorali e' ormai nota, spiegano i ricercatori che hanno condotto lo studio, e rende essenziale quindi l'individuazione di nuovi e piu' efficaci agenti chemioterapici. Lo studio, guidato da Giovanna Barbieri e Maria Assunta Costa dell'Ibim-Cnr in collaborazione con Lorenzo Pellerito del Dipartimento di Chimica Generale e Inorganica dell'Universita' di Palermo, ha identificato una nuova classe di derivati della porfirina la cui efficacia come potenziale farmaco antitumorale e' basata sulla proprieta' della sostanza di accumularsi in grande quantita' e per lunghi periodi di tempo esclusivamente nelle lesioni tumorali, senza intaccare i tessuti sani circostanti.

''Avevamo precedentemente dimostrato che due derivati della porfirina determinano il 100% di morte delle cellule del melanoma inducendo l'apoptosi, un processo altamente regolato che determina la morte cellulare mediante una sorta di 'suicidio''', spiegano Maria Assunta Costa e Giovanna Barbieri. Dalla ricerca e' emerso che, diluendo maggiormente le soluzioni composte da questi derivati della porfirina utilizzati come chemioterapici, ''i derivati risultano meno tossici per le cellule del melanoma, ma comunque sufficienti a inibirne la crescita e la motilita' cellulare, suggerendo dunque un loro ruolo fondamentale nella regressione dello stato invasivo-metastatico delle cellule del melanoma. Questi derivati della porfirina possono essere considerati dunque degli ottimi candidati per la progettazione di agenti terapeutici ed approcci terapeutici migliori''.

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