giovedì 17 settembre 2009

LATTE: benefici per la salute delle ossa, diminuisce in generale del 25% la mortalità , del 60% ictus E PROTEGGE DALLE MALATTIE CARDIOVASCOLARI


I bambini che bevono molto latte vivono piu' a lungo, secondo uno studio dell'universita' di Bristol e dell'Istituto del Queensland. La ricerca inizio' negli anni '30 e poi riprese nel 2005 quando sono state osservate le associazioni tra le cause di morte dei soggetti esaminati 65 anni prima e le loro diete durante l'infanzia. E chi ha ricevuto un grosso apporto di calcio durante l'infanzia ha poi riscontrato un ridotto rischio di mortalita' a causa di ictus.

Il latte non e' solo una buona fonte di calcio, ma sembra che la sua assunzione in eta' infantile protegga le arterie piu' a lungo. A suggerirlo e' uno studio pubblicato sulla rivista Heart, condotto su 4.374 bambini inglesi su dati raccolti a partire dagli anni '30. I ricercatori dell'Universita' di Bristol e dell'Australia's Queensland Institute of Medical Research hanno dimostrato che l'assunzione quotidiana di latticini non soltanto ha dei benefici per la salute delle ossa, ma diminuisce in generale del 25% la mortalita' e del 60% la possibilita' di andare incontro ad un ictus.

Gli studiosi sono arrivati a queste conclusioni dopo aver valutato lo stato di salute degli stessi bambini 65 anni dopo, riscontrando che chi tra di loro aveva consumato latte e latticini nelle quantita' consigliate dagli esperti era protetto di piu' dalle malattie cardiovascolari. Nonostante formaggi e burro vengano normalmente considerati poco graditi dalle arterie, per la presenza di grassi e colesterolo, lo studio spiega che un apporto moderato ha una significativa influenza su un ormone, chiamato IGF-1 (fattore di crescita insulino-simile), legato ad un minore incidenza di casi di insufficienza cardiaca. La dieta ''salva-arterie'' comprende tre porzioni di latticini: un bicchiere di 200 ml di latte, un vasetto di yogurt e un piccolo pezzo di formaggio, ricordano gli esperti, forniscono alle persone il giusto fabbisogno giornaliero di calcio e una prolungata protezione dalle malattie cardiovascolari.

Un livello alto di calcio nelle arterie potrebbe essere in grado di predire futuri eventi cardiaci gravi in pazienti gia' affetti da coronaropatia. Ad affermarlo e' uno studio condotto da un gruppo di ricercatori del Department of Nuclear Medicine dell'University of Ludwig-Maximilians di Monaco di Baviera (Germania) guidati da Marcus Hacker e pubblicato nell'edizione online di Radiology.

Attualmente il livello di calcio nelle coronarie viene monitorato come esame di screening o in casi sospetti di coronaropatie. Il nuovo studio dimostra invece che la quantita' di calcio nei vasi coronarici puo' essere di alto valore predittivo per attacchi di cuore gravi o mortali anche nei casi gia' noti di coronaropatia, ''indipendentemente dall'eta', dal sesso e da altri fattori di rischi cardiovascolari presenti nel paziente'', spiega Hacker.

La coronaropatia e' una condizione nella quale all'interno delle arterie coronariche si formano placche costituite da colesterolo, calcio, grassi e altre sostanze. Quando le placche si accumulano il flusso di sangue al cuore e' ridotto e si possono avere aritmia, attacchi cardiaci o insufficienza cardiaca. ''Abbiamo riscontrato che il calcio sembra svolgere un ruolo importante nel predire successivi attacco di cuore o di morte cardiaca improvvisa - conclude il co-autore Christopher Uebleis - e aggiunge valore prognostico ai risultati diagnostici normalmente utilizzati''.

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