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martedì 2 luglio 2013

UVA PASSA

L’uvetta si è rivelata essere un ottimo alimento che promuove il benessere. Protegge dalla carie dentale, anche se potrebbe sembrare il contrario, visto che è molto dolce. Ma protegge anche dal diabete e le malattie cardiache

Se ci passate il gioco di parole, con l’uva passa passa anche il problema carie dentale e il rischio di diabete e malattie cardiache. L’uvetta, infatti, benché sia una cibo particolarmente dolce, non solo non favorisce la carie ma avrebbe appunto un effetto protettivo, grazie anche al buon contenuto di una varietà di antiossidanti che inibiscono lo Streptococcus mutans, il batterio che è una della cause primarie della carie dentale. In più, grazie al buon contenuto di sostanze benefiche migliora il controllo del glucosio nel sangue (utile per chi è diabetico, ma non solo) ed è utile per la perdita di peso e il controllo del peso.

Le conclusioni positive sull’uvetta e il suo consumo sono parte di uno studio revisionale pubblicato sul Journal of Food Science, e condotto da un team di ricercatori tra cui il corrispondente, dottor Ashley R. Waters, proveniente dalla Eastern Illinois University (Usa).
La revisione si è basata su circa 80 studi, e i risultati mostrano come il consumo di uva passa può ridurre il rischio di sviluppare il diabete e le malattie cardiache, contribuire a migliorare le abitudini alimentari.

Sul fronte corretta alimentazione, l’analisi del "National Health Examination Survey" (NHANES), i cui dati sono riferiti agli anni 2003-2008, è stata condotta per confrontare gli effetti sui consumatori bambini e adulti di uva e derivati con quelli sui non consumatori.
Qui, i risultati hanno rivelato che sia i bambini che gli adulti che consumavano prodotti a base di uva (uve fresche, uva passa, succo d’uva), avevano una maggiore assunzione totale di altri tipi di frutta, verdure verdi/arancio scuro, e sostanze nutritive fondamentali come fibre, vitamina A, vitamina C, calcio, magnesio e potassio, rispetto a coloro che non consumavano prodotti derivati dall’uva.
Ma non solo: chi consumava prodotti a base d’uva, assumeva anche meno grassi, zuccheri aggiunti e alcol, con un conseguente consumo inferiore di calorie.

In sostanza, l’uva e i suoi derivati possono essere una buona opzione alimentare che può agire beneficamente su molti fronti della salute. Non dimentichiamo, poi, che nella buccia dell’acino d’uva è contenuto il famoso resveratrolo, il noto antiossidante che si ritiene essere un toccasana un antinvecchiamento.

lunedì 14 febbraio 2011

CALCIO : FABBISOGNO CALCIO ADULTI OK CON 1 TAZZA DI LATTE AL GIORNO


Circa 250 grammi di latte al giorno - pari circa al quantitativo di una tazza - sono sufficienti per soddisfare il fabbisogno giornaliero di calcio di un adulto, senza ''effetti collaterali'': ''Evidenze scientifiche affermano che non esistono motivi per non consumare il latte'', spiega Valeria Del Balzo, nutrizionista del dipartimento di Fisiopatologia Medica sezione di Scienza dell'Alimentazione della Sapienza Universita' di Roma, nel corso del seminario 'Il latte oggi: salute tra ricerca e innovazione' organizzato dall'Universita' La Sapienza in collaborazione con Parmalat che si e' tenuto questa mattina a Roma. I biopeptidi contenuti nel latte vaccino, spiega la nutrizionista, hanno particolari proprieta' anti-cancerogene e anti-ipertensione. Recente e' poi la dimostrazione, continua Del Balzo, della presenza nel latte di un acido grasso particolare, l'acido linoleico coniugato (CLA), di cui sono state scoperte le azioni antiadipogena, antidiabetogena e anticancerogena: ''Tutte caratteristiche - conclude - che ne rendono il consumo raccomandato anche agli adulti''.

martedì 19 ottobre 2010

Alimentazione: BERE LATTE AIUTA A PERDERE PESO GRAZIE A CALCIO E VITAMINA D

Bere latte fa perdere peso, indipendentemente dal tipo di alimentazione seguita: a sostenerlo e' uno studio condotto dai ricercatori israeliani della Ben-Gurion University del Negev (BGU) guidati da Danit Shahar e pubblicato sul Journal of Clinical Nutrition secondo cui il calcio e la vitamina D ricoprirebbero un ruolo importante nella perdita di peso.

Allo studio hanno partecipato piu' di 300 uomini e donne sovrappeso di eta' compresa tra 40 e 65 anni. I ricercatori hanno rilevato che i volontari che avevano fatto registrare livelli piu' alti di assunzione di calcio - pari a 580 mg al giorno - sono riusciti a perdere, alla fine dei due anni di studio, circa 6 kg di peso, mentre chi aveva assunto la quota piu' bassa del minerale - circa 150 mg al giorno - aveva perso solo 3 kg. I ricercatori hanno anche rilevato che alti livelli di vitamina D nel sangue sono collegati alla perdita di peso.

giovedì 25 febbraio 2010

IL CALCIO RENDE I CIBI PIU' GUSTOSI

Il calcio, di per se' insapore, rende i cibi piu' gustosi perche' ne intensifica il sapore: e' quanto emerge dallo studio pubblicato sul The Journal of Biological Chemistry dai ricercatori dell'Institute of Life Sciences di Ajinomoto, in Giappone.

La ricerca ha dimostrato che il calcio fa parte di una serie di sostanze prive di sapore che, pero', sono in grado di amplificare il gusto dolce o salato degli alimenti. Sulla lingua sono infatti presenti dei recettori extracellulari che si attivano in presenza del calcio rendendo piu' intenso e saporito il sapore dei cibi in cui e' presente. Queste essenze sono spesso presenti nella cucina giapponese e sono dotate del cosiddetto ''gusto kokumi'', ossia la capacita' di esaltare il sapore degli altri aromi.

giovedì 17 settembre 2009

LATTE: benefici per la salute delle ossa, diminuisce in generale del 25% la mortalità , del 60% ictus E PROTEGGE DALLE MALATTIE CARDIOVASCOLARI


I bambini che bevono molto latte vivono piu' a lungo, secondo uno studio dell'universita' di Bristol e dell'Istituto del Queensland. La ricerca inizio' negli anni '30 e poi riprese nel 2005 quando sono state osservate le associazioni tra le cause di morte dei soggetti esaminati 65 anni prima e le loro diete durante l'infanzia. E chi ha ricevuto un grosso apporto di calcio durante l'infanzia ha poi riscontrato un ridotto rischio di mortalita' a causa di ictus.

Il latte non e' solo una buona fonte di calcio, ma sembra che la sua assunzione in eta' infantile protegga le arterie piu' a lungo. A suggerirlo e' uno studio pubblicato sulla rivista Heart, condotto su 4.374 bambini inglesi su dati raccolti a partire dagli anni '30. I ricercatori dell'Universita' di Bristol e dell'Australia's Queensland Institute of Medical Research hanno dimostrato che l'assunzione quotidiana di latticini non soltanto ha dei benefici per la salute delle ossa, ma diminuisce in generale del 25% la mortalita' e del 60% la possibilita' di andare incontro ad un ictus.

Gli studiosi sono arrivati a queste conclusioni dopo aver valutato lo stato di salute degli stessi bambini 65 anni dopo, riscontrando che chi tra di loro aveva consumato latte e latticini nelle quantita' consigliate dagli esperti era protetto di piu' dalle malattie cardiovascolari. Nonostante formaggi e burro vengano normalmente considerati poco graditi dalle arterie, per la presenza di grassi e colesterolo, lo studio spiega che un apporto moderato ha una significativa influenza su un ormone, chiamato IGF-1 (fattore di crescita insulino-simile), legato ad un minore incidenza di casi di insufficienza cardiaca. La dieta ''salva-arterie'' comprende tre porzioni di latticini: un bicchiere di 200 ml di latte, un vasetto di yogurt e un piccolo pezzo di formaggio, ricordano gli esperti, forniscono alle persone il giusto fabbisogno giornaliero di calcio e una prolungata protezione dalle malattie cardiovascolari.

Un livello alto di calcio nelle arterie potrebbe essere in grado di predire futuri eventi cardiaci gravi in pazienti gia' affetti da coronaropatia. Ad affermarlo e' uno studio condotto da un gruppo di ricercatori del Department of Nuclear Medicine dell'University of Ludwig-Maximilians di Monaco di Baviera (Germania) guidati da Marcus Hacker e pubblicato nell'edizione online di Radiology.

Attualmente il livello di calcio nelle coronarie viene monitorato come esame di screening o in casi sospetti di coronaropatie. Il nuovo studio dimostra invece che la quantita' di calcio nei vasi coronarici puo' essere di alto valore predittivo per attacchi di cuore gravi o mortali anche nei casi gia' noti di coronaropatia, ''indipendentemente dall'eta', dal sesso e da altri fattori di rischi cardiovascolari presenti nel paziente'', spiega Hacker.

La coronaropatia e' una condizione nella quale all'interno delle arterie coronariche si formano placche costituite da colesterolo, calcio, grassi e altre sostanze. Quando le placche si accumulano il flusso di sangue al cuore e' ridotto e si possono avere aritmia, attacchi cardiaci o insufficienza cardiaca. ''Abbiamo riscontrato che il calcio sembra svolgere un ruolo importante nel predire successivi attacco di cuore o di morte cardiaca improvvisa - conclude il co-autore Christopher Uebleis - e aggiunge valore prognostico ai risultati diagnostici normalmente utilizzati''.

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