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martedì 2 agosto 2011

TUMORE ALLA PROSTATA : SULFORAFANO ELIMINA IN MODO MIRATO CELLULE CANCRO PROSTATA

Una molecola contenuta nei cavolfiori, il sulforafano, potrebbe rappresentare una nuova strategia per la cura del cancro alla prostata: sarebbe infatti in grado di eliminare le cellule tumorali e pretumorali in modo mirato, lasciando intatte le cellule del tessuto sano. La scoperta, pubblicata sulla rivista Molecular Nutrition and Food Research, e' stata realizzata dagli scienziati del Linus Pauling Institute dell'Oregon State University (USA) capitanati da Emily Ho. ''L'importanza di questa sostanza come agente chemioterapico era nota da tempo - spiega Ho - ma e' la prima volta che si osserva la sua capacita' di agire selettivamente solo sulle cellule cancerogene lasciando intatto il tessuto circostante''.

mercoledì 6 aprile 2011

TUMORE ALLA PROSTATA: NUOVO TEST URINE PER DIAGNOSI CANCRO PROSTATA

Ricercatori dell'Universita' del Surrey, in Gran Bretagna, stanno sviluppando un metodo piu' semplice per diagnosticare il cancro alla prostata attraverso l'esame delle urine. Il test individua la proteina EN2 che negli uomini e' associata solo alle cellule tumorali della prostata. Secondo Hardev Pandha, che guida il team di ricerca, l'esame e' piu' preciso della misura dell'antigene prostatico specifico (Psa), in quanto questi valori possono non essere determinanti per la diagnosi del tumore. EN2 ha invece una funzione nello sviluppo dell'embrione, dopo di che la sua produzione si ''spegne''. ''Solo raramente troviamo EN2 nelle urine di uomini che non hanno il cancro - afferma Pandha autore dello studio su Clinical Cancer Research -, se troviamo EN2 possiamo essere ragionevolmente sicuri che un uomo ha il cancro alla prostata''. Il kit per l'esame potrebbe essere disponibile nei prossimi 2 o 3 anni.

giovedì 14 ottobre 2010

TUMORE ALLA PROSTATA: NUOVO FARMACO PROMESSA TERAPIA CANCRO PROSTATA

Uno studio condotto su oltre 1.000 pazienti colpiti da forme aggressive di cancro alla prostata ha dimostrato che un nuovo farmaco scoperto da ricercatori britannici potrebbe aumentare la sopravvivenza. Sono i dati della sperimentazione condotta sull'antitumorale abiraterone presentati durante l'ultima conferenza europea dell'Esmo, la Societa' europea di oncologia medica. I risultati, riportati nell'edizione odierna della Bbc online, dimostrano che, nel caso di tumori in uno stadio avanzato con una prognosi di pochi mesi di vita, la molecola in associazione con un farmaco steroideo ha prolungato la sopravvivenza di 14,8 mesi rispetto ai 10,9 mesi di altri trattamenti. La molecola blocca la produzione di testosterone, l'ormone maschile colpevole di favorire la crescita tumorale. Entro l'anno verra' presentata la documentazione alla Fda e all'Emea per l'autorizzazione alla commercializzazione.

domenica 19 settembre 2010

sulforafano: PIU' PROTETTI DAI TUMORI CON I BROCCOLI, COL sulforafano, SIMULANO IL 'GENE ANTI-CANCRO'


Imita il gene Pten, noto per le sue proprieta' protettive nei confronti di diversi tipi di tumore, sostituendosi a esso quando manca o e' difettoso, impedendo alle cellule di tramutarsi in tumorali: su una ricerca pubblicata su Molecular cancer dai ricercatori dell'Institute of Food Research del Norwich Research Park si legge che i vegetali della famiglia delle crucifere sarebbero in grado di intervenire, tramite il sulforafano in essi contenuto, nel meccanismo di sviluppo della cellula cancerogena, bloccandone l'evoluzione.

Tutto ruota intorno al gene Pten, che svolge un ruolo di primaria importanza nella protezione, tra gli altri, dal carcinoma prostatico. Il gene e' noto per proteggere la salute delle cellule impedendo loro di tramutarsi in tumorali: in alcune cellule, pero', il gene manca o e' difettoso, e questo puo' comportare che il cancro prenda il sopravvento. E' qui che entra in gioco il sulforafano: questa sostanza chimica presente nelle crucifere sembra infatti in grado di sostituirsi al gene Pten, quando difettoso, bloccando la cancerogenesi.

sabato 31 luglio 2010

PROSTATA : PER IL TUMORE ALLA PROSTATA C'E' VACCINO MA E' TROPPO CARO

''Vengono oggi pubblicati sul prestigioso New England Journal of Medicine i risultati del primo vaccino terapeutico per il tumore della prostata, approvato in aprile negli Stati Uniti per i pazienti con tumore della prostata resistenti al trattamento ormonale.

Provenge e' il nome del vaccino terapeutico che migliora la sopravvivenza di circa 4 mesi rispetto al non trattamento e comporta molta meno tossicita' della chemioterapia, che sarebbe il trattamento in alternativa in uso per questi pazienti. Purtroppo, pero', un trattamento con Provenge, che consiste in un mese di terapia con una endovenosa ogni due settimane, costa quasi 100.000 dollari ed e' quindi di difficile accesso a molti pazienti nel mondo''. Lo spiega in una nota l'ocologo Umberto Tirelli Direttore del Dipartimento di Oncologia Medica, Primario Divisione di Oncologia Medica dell'Istituto Nazionale Tumori di Aviano (PN).

''Il trattamento -prosegue - consiste nel prelevare il sangue dei pazienti, manipolarlo in laboratorio usando una proteina ingegnerizzata chiamata PA2024 e reintrodurla nel paziente con la capacita' di attivare le cellule immunitarie del paziente stesso. Il vaccino terapeutico e' da molti anni un obiettivo della ricerca oncologica e questa e' effettivamente la prima volta che si ottiene un miglioramento della sopravvivenza nei pazienti con tumore della prostata ormonoresistente, anche se a costi molto elevati''.

''Certamente la qualita' di vita di questi pazienti con questo vaccino e' migliore che con la chemioterapia, che da piu' tossicita', e va considerato che e' un trattamento della durata di solo un mese contro i diversi mesi di un trattamento chemioterapico che comporta costi comunque elevati. Certamente, oggi il Provenge non potrebbe essere utilizzato in molti paesi del mondo perche' troppo costoso.

Questo vaccino potrebbe essere molto piu' utile in una fase piu' precoce della malattia ed e' questo l'aspetto piu' promettente del futuro di questa terapia.

Resta l'alto costo del vaccino - conclude Tirelli - che certamente dovrebbe essere ridotto da parte dell'industria farmaceutica che lo produce considerando che ne trarrebbe gli stessi proventi se fosse disponibile a molti piu' pazienti di oggi sia in Usa che in Europa e negli altri paesi, che oggi sono preclusi al trattamento per l'alto costo. Tenuto anche conto che il tumore della prostata e' il tumore piu' comune negli uomini, in aumento anche a causa dell'invecchiamento della popolazione''.

PROSTATA : IDENTIFICATE CELLULE ORIGINARIE CANCRO PROSTATA

Identificate per la prima volta le ''cellule madri'' del cancro alla prostata: a individuarle gli scienziati americani del Jonsson Comprehensive Cancer Center dell'University of California Los Angeles in uno studio pubblicato su Science. Fino ad oggi, spiegano i ricercatori, si riteneva che la causa del cancro alla prostata risiedesse nelle cellule luminali dal momento che le neoplasie causate da queste cellule risultano molto simili al carcinoma prostatico: dalla ricerca e' emerso invece che a dar vita al cancro alla prostata e' una particolare tipologia di cellule staminali, le cellule basali, che pur essendo presenti all'interno del tessuto prostatico benigno possono trasformarsi in maligne quando il sistema immunitario e' particolarmente indebolito.

martedì 19 maggio 2009

CANCRO ALLA PROSTATA: DAGLI USA IL TEST IN TRE MINUTI


Un nuovo test superveloce per la diagnosi anticipata del cancro alla prostata e' stato realizzato da un gruppo di studiosi statunitensi della Durham University del North Carolina (Usa) e dell'University of Maryland (Usa). I ricercatori, guidati da David Parker del Dipartimento di chimica della Durham University, hanno sviluppato una tecnica in grado di misurare in soli tre minuti, utilizzando energia luminosa, i livelli di citrato nella prostata. Il test, spiegano i ricercatori, potrebbe rivelarsi in futuro utile per la diagnosi, oltre che del cancro alla prostata, anche di altri disturbi legati all'apparato urinario, come la scarsa funzionalita' renale.

Il citrato e' una sostanza presente nella prostata anche in condizioni fisiologiche, per cui il cambiamento di livello di presenza della sostanza nella ghiandola puo' essere indice di disfunzioni: ''Dal momento che le concentrazioni di citrato nel fluido prostatico diminuiscono sensibilmente nei primi mesi di insorgenza del carcinoma alla prostata - conclude Leslie Costello dell'University of Maryland - questa nuova tecnica permette di analizzare cio' che sta accadendo rapidamente e in fase precoce''.

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