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giovedì 17 marzo 2011

ENERGIA NUCLEARE :RUBBIA, FERMIAMOCI A RIFLETTERE, GUARDARE AL SOLARE

"Dobbiamo fermarci e riflettere con attenzione per capire quali sono le misure per affrontare situazioni cosi' gravi". Cosi' il premio Nobel Carlo Rubbia, intervistato dal Tg3, parlando dell'emergenza nucleare in Giappone e delle polemiche in Italia sul programma di sviluppo delle centrali nucleari nel nostro paese. Per Rubbia "sara' una decisione del Governo stabilire cosa fare con il nucleare, ma mi sembra che oggi dovremmo considerare che le energie rinnovabili sono un'alternativa che va utilizzata, dobbiamo aprire la strada a piu' di una possibilita': l'uranio finisce come petrolio e carbone, il solare ci appartiene ed e' per sempre. Dobbiamo chiederci se abbiamo messo abbastanza soldi sulle rinnovabili". L'emergenza in Giappone, ha sottolineato il fisico, "e' stata una grande sorpresa: i giapponesi sono sempre stati i migliori tecnologi mondialmente riconosciuti sul nucleare, il fatto che ci troviamo di fronte a una cosi' grande sorpresa ci dice che qualcosa non ha funzionato. E che ci sono incidenti che hanno pochissime probabilita' di accadere ma che quando succedono fanno un disastro enorme. Credo sia importante che si faccia una seria riflessione sull'effetto sorpresa, oggi la situazione e' fuori controllo, ed e' inaccettabile quando si tratta di nucleare".

sabato 28 agosto 2010

energia nucleare : Se vi piace il nucleare, preparatevi a pagare


Vi piace pagare di più qualcosa che costa meno? Allora l’energia nucleare fa al caso vostro. Un recente studio della Duke University (americana), ha infatti mostrato che l’energia rinnovabile prodotta con il fotovoltaico costa meno.

Il fatto che ENEL abbia messo in dubbio la bontà del calcolo non ha alcuna rilevanza (e nulla conta la questione degli incentivi: anche il nucleare ha i suoi incentivi ad hoc, e ha sempre visto una massiccia e decisiva partecipazione statale) perché lo studio mostra che quella al ribasso è una tendenza del fotovoltaico (che andrà sempre meglio, perché il Sole non è una risorsa scarsa), mentre quella al rialzo è una tendenza del nucleare (che andrà sempre peggio, anche perché le risorse di combustibile atomico vanno esaurendosi). Fra soli 5 anni l’energia nucleare costerà il triplo di quella solare (e per costruire una centrale nucleare occorrono ben più che 5 anni). In più, il fotovoltaico non necessita di ingenti investimenti; il nucleare sì. Ma, se vi piace spendere di più e contrarre debiti trentennali, il nucleare è un’opportunità a portata di mano.

Se vi piace pagare più tasse, il nucleare fa per voi. Dopo l’evacuazione del sito di stoccaggio scorie di Asse (vittima di una infiltrazione d’acqua), il governo tedesco sta valutando l’ipotesi di istituire una "tassa sul nucleare", per recuperare i 3 miliardi di euro necessari alla ricollocazione delle scorie. Il fotovoltaico non produce scorie. Ma se vi piacciono le tasse (più che altro, se piacciono ai vostri figli: il sito di Asse si è allagato dopo quasi 30 anni), fateci un pensierino.

Se vi piace pagare per le conseguenze degli incidenti nucleari, date un’occhiata a questo articolo: per compensare i danni derivanti dal fallout di Chernobyl, il governo tedesco ha speso fino ad oggi quasi 240 milioni di euro. Altro che incentivi alle rinnovabili. Se invece che gli incentivi alle fonti di energia pulita, preferite pagare indennizzi al settore venatorio (come in Germania), fatevi promotori di una bella campagna nuclearista internazionale.

È chiaro che i liberisti amino il nucleare e odino le rinnovabili: perché essi, amanti del mercato, preferiscono sempre le risorse scarse (come l’uranio) a quelle sovrabbondanti (come il Sole); perché inoltre, amanti del profitto, preferiscono accentrare tutto nei grandi appalti, anziché decentrare la produzione di energia sui tetti di ogni casa, ogni ufficio, ogni pensilina d’autobus. Non è una questione d’ideologia né di pregiudizio: è una questione di gusti. Il nucleare può anche piacervi. È solo che costa di più.
fonte:http://www.agoravox.it

venerdì 6 novembre 2009

INCIDENTI NUCLEARI: NUOVO INCIDENTE ALLA CENTRALE NUCLEARE di Tricastin IN FRANCIA


PARIGI, 6 NOV - Un incidente si e' verificato nella centrale nucleare francese di Tricastin, durante la ricarica di una parte delle barre di uranio. Le operazioni di manutenzione al reattore numero 2 della centrale sono state quindi sospese. Il gruppo Edf spiega che l'edificio che ospita il reattore 'e' stato bloccato per motivi di prevenzione e e' stata disposta una vigilanza continua. La direzione della centrale propone di classificare l'evento al livello 1' su una scala da 0 a 7.

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NUCLEARE : Regione Umbria fa ricorso contro le norme sulla costruzione degli impianti nucleari.Segue il ricorso di Calabria, Emilia Romagna, Liguria, Piemonte e Toscana.

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giovedì 10 settembre 2009

L'incontro tra acqua salata e acqua dolce, opportunamente trattato, produce energia

L'incontro tra acqua salata e acqua dolce, opportunamente trattato, produce energia. Doriano Brogioli, 37 anni, fisico e ricercatore del dipartimento di medicina sperimentale dell'università di Milano-Bicocca, se n'è accorto per caso. «Nel 2008 stavo lavorando sul dna nell'ambito di uno studio sull'alzheimer, quando ho notato uno "strano" aumento di energia», spiega Brogioli, una passione per il canto khoomi, la musica etnica (ha costruito due didjeridoo, uno in bamboo e uno in eucalipto), la canoa e il trekking. Alla base dell'alzheimer ci sono dei fenomeni elettrostatici che aggregano frammenti di proteine. «Abbiamo notato che la salinità aumenta l'elettrostatica - continua - e per la prima volta abbiamo sperimentato questo anomalo aumento di energia come fenomeno a sè». Il principio è noto dagli anni Settanta, la realizzazione di impianti per sfruttarlo ancora decisamente onerosa.

Brogioli ha realizzato un pre-prototipo di supercondensatore e quest'estate ha pubblicato il suo lavoro su Physycal review letters e Nature. Lo stumento è fatto di due elettrodi immersi in un liquido che contiene ioni. Una volta messo in carica, gli ioni si caricano: quelli positivi vanno verso l'elettrodo negativo e viceversa. «In pratica si formano delle nuvole di carica opposta rispetto all'elettrodo - continua Brogioli -. L'elettrodo è fatto di carbone attivo, materiale porosissimo che viene utilizzato anche per filtrare l'acqua del rubinetto. Un solo grammo di carbone attivo ha una superficie di mille metri quadrati. E' quindi in grado di riempirsi di moltissimi ioni». Ecco la scoperta. Dopo aver caricato il condensatore con acqua salata, si immette acqua dolce. «Gli ioni vengono rimossi dal condensatore sviluppando un potenziale di energia maggiore rispetto a quello iniziale. Il funzionamento a ciclo continuo permette, dunque, di ottenere quantità interessanti di energia pulita e gratuita».

Basta posizionare gli impianti in un punto di incontro tra acqua dolce a salata. «Il ciclo continuo - prosegue Brogioli - basato su quattro fasi con carico e scarico di acqua salata e dolce, con un flusso di acqua di un litro al secondo permette di estrarre circa 1 kW di energia netta, cioè l'equivalente del consumo giornaliero di una casa in cui si fa grande uso di corrente elettrica. Se, per ipotesi, l'impianto fosse alimentato dall''intera portata d'acqua di un fiume come il Po, l'energia che si potrebbe ottenere è nell'ordine del mezzo GW, cioè pari a quella prodotta da un impianto nucleare di ultima generazione». Soluzione, quest'ultima, che però «potrebbe comportare problemi per l'impatto sul paesaggio», motivo per il quale «la prima applicazione potrebbe essere a livello domestico o lungo la costa nei pressi di foci ed estuari, per soddisfare i bisogni energetici di piccoli centri urbani». Oppure «in zone desertiche dove, canalizzando l'acqua del mare verso una salina, è possibile ottenere acqua con diversi gradi di salinità e impiegare parte dell'energia prodotta anche per dissalare l'acqua e immetterla nelle reti idriche dove c'è carenza di acqua dolce».

Il costo di produzione dell'energia mediante l'impianto a supercondensatore stimato è di circa 10 centesimi di euro per kWh, mente il costo di realizzazione di un impianto di dimensioni domestiche si aggira tra i mille e i duemila euro, con costi di gestione intorno ai duecento euro all'anno. Ma il percorso per l'industrializzazione è solo all'inizio. «Entro un anno o due contiamo di avere un prototipo presentabile alle aziende - conclude il ricercatore - solo che a me scade il contratto tra un anno e mezzo. Periodo che per forza di cose dovrò dedicare alla stesura di progetti per trovare finanziamenti, togliendo tempo al lavoro di ricerca. Eppure ce ne sarebbe bisogno, è paradossale». Per il momento si sono fatti avanti il Centro di ricerca olandese Wetsus e uno spin-off della Sgl group, multinazionale che si occupa di prodotti basati sul carbone con sede anche a Milano.
fonte: ilsole24ore

lunedì 24 agosto 2009

ENERGIA NUCLEARE: IN GERMANIA tecnologia ponte sul cammino delle rinnovabili


La Germania non ha bisogno dell'energia nucleare per sempre, ma solo come 'tecnologia ponte'. Lo ha ribadito la cancelliera tedesca, Angela Merkel, in un'intervista video in cui rispondeva alle domande online degli elettori. 'Non lo voglio per sempre - ha detto la cancelliera riferendosi al nucleare - ma ne abbiamo bisogno ancora per un certo periodo', come 'tecnologia ponte' sul cammino delle rinnovabili.
fonte:ansa

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mercoledì 1 luglio 2009

SCORIE NUCLEARI: scorie nucleari italiane Neppure lo Utah LE vuole


Continua la polemica sulle scorie italiane da importare negli Stati Uniti. Anche lo Stato dell’Utah si unirà agli stati della Northwest Compact on Low-Level Radioactive Waste, l’organismo incaricato di gestire lo stoccaggio di materiali radioattivi. Per bloccare i piani della EnergySolutions Inc, la compagnia che ha ricevuto l’autorizzazione per importare scorie radioattive, tra cui quelle italiane, nel deposito di Tooele County, nello Utah.

Non è stata ancora consegnata una richiesta formale, ma dalle indicazioni lo Utah avrebbe deciso di fare appello contro la decisione federale che ha autorizzato lo stoccaggio dei rifiuti esteri.

La Northwest Compact aveva già deciso di fare appello contro la sentenza del giudice federale che di recente ha in pratica autorizzato lo stoccaggio dei rifiuti nucleari italiani nel deposito di Clive, nel deserto dello Utah. La Northwest Compact vuole portare il caso alla 10th U.S. Circuit Court of Appeals di Denver. La compagnia che ha ricevuto il permesso allo scarico è la EnergySolutions Inc., con sede a Salt Lake City. La compagnia vuole importare 20.000 tonnellate di scorie a basso livello di radioattività dall’Italia. Dopo un periodo di lavorazione a Tennessee circa 1.600 tonnellate dovrebbero essere scaricate nello Utah.

mercoledì 10 giugno 2009

NUCLEARE IN ITALIA: Nucleare fermo in commissione


Alt dal ministero dell’Economia alle novità introdotte al Senato al disegno di legge sviluppo, uno dei collegati alla finanziaria e che apre al ritorno del nucleare in Italia: le modifiche pesano sulle spalle dei cittadini e molte coperture non sono legittime. Sotto la lente di ingrandimento del Tesoro finiscono 34 norme, tra cui l’incremento della Robin tax e quello delle bollette energetiche. «Risponderemo con ulteriori controdeduzioni», è la replica del sottosegretario allo Sviluppo Economico Stefano Saglia che assicura che i dubbi saranno fugati. “Sono ottimista”, dice infatti. Il provvedimento ha una storia parlamentare difficile: approvato a fine ottobre dalla Camera, incassa l’ok del Senato solo a fine maggio.

Dopo un così lungo cammino, si attendeva un terzo passaggio esclusivamente formale. Ed è infatti “sorpresa” in commissione quando IERI mattina il ministero dell’Economia annuncia di non essere disposto a dare il proprio consenso ad una serie di novità introdotte a Palazzo Madama.

«Il provvedimento non si doveva toccare, siamo meravigliati”, si lascia sfuggire il relatore al ddl Enzo Raisi. L’obiettivo, spiega anche il sottosegretario Saglia, era in effetti»quello di approvare il testo così come costruito in Senato ma - dice - se ci saranno problemi, faremo il nostro dovere di legislatori”. Un intervento “tardivo” e che altro non è che “un dispetto fra ministri”, accusa il Pd Andrea Lulli che chiede il ripristino dei fondi per l’editoria.

Non è certo la prima volta che Giulio Tremonti e Claudio Scajola incrociano le armi. Le perplessità di Via XX Settembre sono motivate nel dettaglio ed elencate in una lunga relazione datata 5 giugno ed inviata alle commissioni parlamentari competenti e per conoscenza anche al ministero dello Sviluppo Economico.

Le parole sono affilate e lasciano pochi spazi di manovra: le novità approvate dal Senato “introducono contrariamente all’azione del governo, misure che in quanto suscettibili di determinare incrementi delle tariffe a carico dei consumatori, direttamente e/o indirettamente riversano i discendenti effetti pregiudizievoli a carico degli utenti finali” e “presentano gravi profili di legittimità sotto l’aspetto contabile”. Ergo, il Tesoro presenta 18 proposte di modifica, di cui 4 soppressive, necessarie per il via libera.

La prima misura a incappare in una secca bocciatura è l’incremento, dal 5,5% al 6,5%, dell’aliquota ordinaria Ires a carico delle grandi aziende petrolifere e dell’energia elettrica (la Robin Tax). Con questi soldi si coprivano i fondi per l’editoria, che dunque saltano: “Le aliquote non possono essere - spiegano i tecnici - eccessivamente aggressive”, altrimenti si producono “effetti contrari” a quelli desiderati.

Sotto la lente di ingrandimento finisce anche l’incremento delle tariffe per le bollette (in particolare la parte che copre i costi per lo smantellamento delle centrali nucleari): “Tale iniziativa - è il rimprovero del ministero guidato da Tremonti - non solo si pone in contrasto con l’orientamento del governo in tema di contenimento delle tariffe in funzione anticrisi, ma determina oneri privi di copertura finanziaria”. No poi anche alle consulenze previste dal ministero dello Sviluppo Economico: la “possibilità di avvalersi di professionisti esterni non è in linea con l’attuale orientamento del governo diretto a un generale contenimento della spesa di personale”. Non sono inoltre, è l’ultima stoccata, offerte “adeguate garanzie in relazione ai necessari requisiti di onorabilità che i soggetti debbono possedere”.

Esultano Verdi e ambientalisti. Per Grazia Francescato, portavoce dei Verdi ed esponente di Sinistra e Libertà, "meglio farebbe il governo a seguire la strada indicata da Obama e dagli altri paesi europei come Francia e Germania e a puntare sulle energie del futuro che sono le rinnovabili e l'efficienza energetica. Tornare al nucleare è una vera e propria follia. Con il nucleare il governo non solo non affronta il problema della sicurezza energetica ma rischia di far crescere le bollette dei cittadini, senza considerare gli enormi problemi ambientali per lo smaltimento delle scorie radioattive".

La bocciatura, rincara la dose Paolo Cento, "è un atto di serietà perché smaschera il tentativo di introdurre norme dannose sia per i consumatori che per l'ambiente", ha detto .

"In particolare la scelta di far tornare l'Italia al nucleare, contenuta nelle norme del ddl sviluppo, sono insostenibili dal punto di vista economico, oltre ad essere pericolosissime per l'ambiente. Ora non ci sia nessun pataracchio su una vicenda che il ministero dell'Economia ha reso chiara e trasparente".

E sul nucleare un chiaro monito giunge anche da Legambiente: "Le disavventure della centrale finlandese di Olkiluoto, cha ha accumulato tre anni di ritardo nei lavori del primo reattore Epr (proprio il modello che si vorrebbe realizzare in Italia) e un extracosto di 1,5 miliardi euro, dimostrano i costi elevati del nucleare'', dice Stefano Ciafani.

Inoltre, ''secondo il Dipartimento per l'Energia statunitense il costo industriale dell'elettricita' da nucleare da nuovi impianti e' piu' alto rispetto alle fonti tradizionali, e secondo la previsione dell'agenzia di rating Moody's nonostante i generosi incentivi e sussidi negli Usa, solo uno o due centrali verranno costruite sulla trentina attese, per la fonte energetica piu' vetusta e pericolosa che ci sia''.

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giovedì 28 maggio 2009

centrali nucleari : GOVERNO USI CARRARMATI PER ENTRARE IN PUGLIA


''Attendo di sapere dove Berlusconi vuole riprendere l'avventura nucleare in Italia. Se pensano alla Puglia, pensano male. Se gli viene in mente la Puglia, suggerisco al Governo di dotarsi dell'ultima generazione di carrarmati per entrare nella mia Regione''. E' quanto ha affermato il governatore della Puglia e leader di Sinistra e Liberta' Nichi Vendola sul rilancio del nucleare da parte del Governo che dovra', come prima mossa, individuare i siti per le nuove centrali.

Parlando ai microfoni di Ecoradio, Vendola ha voluto anche rispondere sul tema del disegno di legge di iniziativa popolare, proposto da Berlusconi, per ridurre il numero dei parlamentari. ''Ci sono tutti i numeri per fare rapidamente questa riforma. - ha detto il governatore - La verita' e' che Berlusconi cerca di cavalcare con atteggiamenti populisti la polemica contro la casta. Fingendo di non essere lui il rappresentare piu' autorevole della casta. Il dispotismo pare nelle corde di questa versione di Silvio Berlusconi. Penso pero' che sia iniziata una irresistibile discesa di Berlusconi. Il berlusconismo comincia ora a vivere una stagione di fibrillazione, potrebbe inciampare su se stesso e ruzzolare giu'''.

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energia nucleare: 60% italiani, no a nucleare


Il 60% degli italiani e' contrario al nucleare, per 7 su 10 e' pericoloso. Mentre le fonti alternative piacciono a 8 italiani su 10. Il 75% vorrebbe che l'energia fosse prodotta da solare e fotovoltaico. In generale, le questioni ambientali preoccupano il 68,7% dei cittadini, piu' del rischio terrorismo e guerre al 22,1% e del problema casa al 4,9%. Questa la fotografia di una ricerca di Lorien Consulting e del mensile 'La nuova ecologia'.

venerdì 6 marzo 2009

ENERGIA NUCLEARI: LE RAGIONI DEL SI....


Circa il 15 per cento degli elettori che nel 1987 votarono contro il nucleare sono ormai deceduti, dunque la consultazione va considerata nulla. Con questa motivazione il governo ha sgomberato il campo da un'inutile disputa, dando il via al piano per le nuove centrali nucleari.

Centrali francesi
Berlusconi ha acquistato dalla Francia quattro centrali nucleari di terza generazione, con la formula 'usato sicuro'. A ogni centrale verrà allegato il libretto di istruzioni in francese. In omaggio un impianto hi-fi, con sirene d'allarme d'autore (Gilbert Becaud e Charles Trenet, prediletto da Berlusconi). Le quattro centrali verranno smontate dagli attuali siti d'Oltralpe: i bulloni arrugginiti verranno trattati con lo Svitol. Tutti i pezzi saranno numerati, trasportati attraverso il Monginevro da un corteo di elefanti nel corso dell'operazione 'Memorial Annibale', infine rimontati insieme agli altri pezzi in quattro siti italiani. A Caorso, dato il costo eccessivo dello smantellamento dell'attuale centrale, la nuova centrale verrà sovrapposta alla precedente, ottenendo un suggestivo edificio alto 350 metri. Per gli altri tre siti, forti candidature di Sicilia, Calabria e Campania, dove gli appalti sono prenotati da tre misteriosi consorzi (Lupara spa, Aspromonte Limited e New Gomorra). Particolarmente ambiti gli enormi piloni di calcestruzzo, dentro i quali, secondo gli studi di fattibilità, possono trovare spazio fino a 300 cadaveri per pilone.

Centrali mobili
Per evitare inutili discussioni tra le diverse regioni, verranno costruite anche dieci centrali mobili, trasportabili su ruote. A rotazione, ogni località italiana potrà così avere il suo sito nucleare, il cui festoso arrivo sarà preannunciato dalla banda dei carabinieri e accolto dalla benedizione del parroco.

Centrali domestiche
Sul modello dell'eolico e del fotovoltaico, il governo punta all'installazione di migliaia di centrali nucleari domestiche, con manutenzione a cura delle famiglie. Indossando il pratico scafandro protettivo, il capofamiglia ogni mattina provvederà a lubrificare il reattore e a mettere una pastiglia di uranio arricchito nell'apposito buco. La moglie provvederà ad aggiungere l'ammorbidente. Molto richiesti il modello Harry Potter, che trasforma i vicini di casa in pitoni e piace molto ai bambini, e il modello Suv, molto gradito dai maschi sulla quarantina perché rumoroso e ingombrante: durante la fusione si sposta per casa travolgendo ogni ostacolo. Più ardua del previsto la vendita del modello Chernobyl, voluto dal premier in persona per cementare l'amicizia italo-russa.

Scorie
Basta non ingerirle, spiega il ministro Scajola, per evitare le conseguenze più gravi. L'importante è smaltirle a regola d'arte: accanto ai tradizionali contenitori per vetro, plastica, carta e umido, verrà aggiunto uno speciale cassonetto per le scorie. Si tratta di un tunnel profondo dieci chilometri, che si addentra nelle viscere della terra e sbocca negli speciali caveau 'Jules Verne', anche quelli di ideazione francese. La massaia, dopo avere depositato gli altri rifiuti nei relativi cassonetti, si lascerà scivolare lungo il tunnel fino alla profondità richiesta, abbandonerà il suo sacchetto di scorie e risalirà in superficie il giorno successivo, scortata da agenti speciali. In caso di embolia potrà rivolgersi alle autorità sanitarie.

Fonti alternative
Il ritorno del nucleare non impedirà al governo di investire sulle fonti alternative. Da Sarkozy arriva un prezioso suggerimento: il camembert, specie se lasciato al sole, sprigiona vapori oleosi che, raccolti in bottiglioni, sono un eccellente carburante per motorini a due tempi. In progetto anche il mini-eolico, piccole girandole distribuite in ogni casa: soffiandoci sopra almeno 20 ore al giorno producono l'energia necessaria per l'abat-jour.

notizie serie correlate

IL NUCLEARE DI TERZA GENERAZIONE è IL PIù PERICOLOSO

http://energianucleare.blogspot.com/2009/02/il-nucleare-di-terza-generazione-e-il.html



martedì 18 novembre 2008

Chernobyl uccide ancora 18--11-2008



da panorama.it
A ventidue anni dallo scoppio del quarto reattore della centrale nucleare di Chernobyl, in Ucraina il cancro continua a uccidere
: la speranza di vita dei bambini colpiti da un tumore solido o molle è notevolmente più bassa rispetto a quella dei coetanei europei o americani. Lo scrive il Programma Nazionale di Oncologia Pediatrica 2006-2010 approvato dal Gabinetto dei Ministri d’Ucraina: se in Europa e negli USA le statistiche di guarigione raggiungono il 70% dei casi, in Ucraina scende al 40%, rendendo il tumore una delle principali cause di invalidità e di mortalità infantile nel Paese. L’obiettivo esplicitato dal Programma Nazionale di Oncologia Pediatrica è quello di innalzare i livelli di non recidiva (entro i successivi 5 anni) fino al 65-70% e diminuire al 10% il tasso di mortalità infantile per tumore.

Alla grave situazione sanitaria si aggiungono i problemi che le famiglie devono affrontare nel momento in cui scoprono di avere un figlio malato: in molti casi si tratta di famiglie estremamente povere, provenienti da zone rurali in cui non esistono adeguate strutture sanitarie. Devono trasferirsi a Kiev: la madre, che di solito assiste il figlio in ospedale, è costretta a lasciare il lavoro, riducendo il già basso reddito familiare o, nel caso di madri single, cadendo in uno stato di indigenza. Questi problemi sono aggravati dalle difficoltà psicologiche che i genitori devono affrontare, legate all’accettazione della malattia del figlio e alla capacità di mantenere una relazione positiva con il bambino. Spesso il bambino è costretto ad abbandonare la scuola o ad essere sottoposto a trattamenti dolorosi, senza capire cosa gli sta succedendo e assistendo, nello stesso tempo, alla sofferenza dei propri genitori a causa di questa drammatica situazione.

Abbiamo intervistato il professor Yuri Alexandrovich Orlov, primario di oncologia presso il reparto di neurochirurgia pediatrica all’Istituto Nazionale del cancro di Kiev, che ha svolto delle analisi sui bambini con età inferiore ai tre anni ricoverati sotto la sua direzione dal 1981 al 2002 che dimostrano inequivocabilmente l’aumento del cancro al sistema nervoso centrale per i bambini con meno di 3 anni.

Per questo studio, pubblicato nel 2004 nell’International Journal of Radiation Medicine, sono stati analizzati 188 bambini colpiti da tumore maligno al cervello. Dalle analisi del prof. Orlov si evince un dato allarmante: rispetto al periodo 1981-1985, dove si registravano solo 9 casi di tumore cerebrale maligno tra i bambini ricoverati, nel periodo 1986-1990 il numero dei bambini a cui è stata diagnosticata tale patologia è aumentato di 5.1 volte, nel periodo 1991-1995, di 7,7 volte e nel periodo dal 1996 al 2000 ancora di 5,3 volte. Facendo una media, l’aumento dei casi di tumori cerebrali tra i bambini con meno di 3 anni è aumentato, nel ventennio dopo lo scoppio della centrale di Chernobyl, di 5,8 volte.
Il primario ci spiega che “se dal 1981 al 1985 gli studi dimostrano che “solo” il 33,3% dei pazienti presenti in reparto era affetto da tumore maligno, nel periodo immediatamente superiore, che vede come spartiacque proprio l’incidente di Chernobyl, l’incidenza dei tumori maligni tra i bambini è cresciuta al 46,7%. Se pensiamo però che dopo quella data i casi siano cominciati a scendere – continua il primario - ci sbagliamo di grosso, infatti, l’incidenza dei tumori ha continuato ad aumentare fino al 68,7% dei casi, come rilevato dai dati del 2001.”

Nel reparto dove lavora il dottor Orlov, un simpatico dottore dalla lunga barba bianca che quasi ricorda Patch Adams, ci siamo chiesti però come facciano questi bambini ad affrontare ogni giorno le fatiche della malattia in un ambiente così diverso dagli ospedali pediatrici a cui siamo abituati noi, scarno, privo dei colori e dei giochi dei nostri reparti, e decisamente povero: il governo può passare ai malati e alle loro famiglie solo il 30% delle spese mediche che devono sopportare.

Abbiamo girato la domanda a Natasha Onipko, presidentessa di Zaporuka, prima fondazione ucraina che sostiene i reparti di oncologia e neurochirurgia pediatrica dell’Istituto Nazionale del cancro di Kiev, nata grazie a Soleterre Onlus, associazione italiana presente a Kiev da 4 anni con il progetto “Un Sorriso in corsia”. “Ho conosciuto l’emergenza dei bambini di Kiev grazie a Soleterre Onlus. – racconta Natasha, un’interprete che conosce bene la lingua italiana – Anche in Ucraina non sapevamo molto di come vivevano i bambini ricoverati qui e, quando ho toccato con mano la situazione, come interprete perché, lavorando per una casa di moda, conoscevo l’italiano, mi sono data da fare in prima persona e sono diventata la coordinatrice del progetto “Un sorriso in corsia”.

“Quello che mi ha fatto scegliere di unirmi a loro penso sia stata la storia di Sasha, poteva essere mio figlio. Come dicevo – continua Natasha - facevo l’interprete per loro e mi sono trovata a spiegare al personale di Soleterre la sua storia. Aveva 4 anni, un bambino come gli altri, veniva da Ismail, una città a sud dell’Ucraina. A causa di dolori forti e costanti alle gambe e allo stomaco e sotto il consiglio del medico di famiglia lo portarono all’ospedale più vicino a casa. All’ospedale gli venne immediatamente diagnosticato un tumore al bacino, ma per ulteriori analisi avrebbero dovuto partire verso l’ospedale di Kiev, il più specializzato del Paese. Quando arrivarono qui venne confermato un tumore molto grave e difficile da guarire bisognava operare: amputazione di entrambe le gambe. Ma senza infermieri e qualcuno che lo potesse accudire (i suoi genitori dovevano lavorare ad Ismail e non potevano rischiare di perdere il lavoro) stava male, soffriva ogni giorno. Con la dotazione dell’ospedale non avremo potuto che offrirgli un terzo delle chemioterapie di cui aveva bisogno, senza parlare di un alimentazione decente… Per fortuna è intervenuta Soleterre. Ha sostenuto le spese per le cure: flebo, medicazioni, alimentazione. Era terribile però vederlo da solo in quel letto…sì, penso che la cosa più difficile per lui – continua Natasha - sia stato l’allontanamento dei genitori: da solo e lontana da casa, senza un infermiere che si prendesse cura di lui…mi si spezzava il cuore. E poi parlando con Valeria, la ragazza che lavorava per il progetto in reparto, ho scoperto che non sarebbe più stato così solo, dei volontari gli avrebbero fatto compagnia e una psicologa lo avrebbe ascoltato nei momenti più difficili.. È stato in quel momento che ho capito che valeva la pena di darsi da fare, che insieme si poteva: un’associazione italiana c’era riuscita, era riuscita a smuovere l’opinione pubblica, a regalare un sorriso anche nella situazione più disperata. Dopo aver conquistato la mia fiducia, meritavano il mio aiuto e ora eccomi a capo di questa nuova organizzazione! Unitevi a noi per migliorare le condizione di questi piccoli, insieme possiamo fare molto!” Dal 10 al 30 novembre 2008 sarà possibile sostenere la campagna “Il contagocce” inviando un SMS solidale da 2 euro al numero 48547 dal proprio telefonino o chiamando lo stesso numero da telefono fisso Telecom. Con i fondi raccolti Soleterre porterà un aiuto concreto e una speranza di guarigione in più a 2000 bambini ucraini malati di cancro e alle loro famiglie.

venerdì 10 ottobre 2008

incidente nucleare CHERBOURG La Hague

CHERBOURG (F) - Un incidente nucleare di "livello 1" su una scala internazionale da 0 a 7, con un "versamento di materiale", è avvenuto all'interno di un impianto per il riprocessamento del combustibile atomico a La Hague, nella regione della Normandia, nel nord-ovest della Francia. Lo rende noto il gruppo nucleare Areva che gestisce l'impianto, aggiungendo che l'incidente "non ha avuto alcuna conseguenza sul personale né sull'ambiente".
L'incidente, fa sapere l'Areva, è avvenuto il 24 settembre scorso.
La società in un comunicato scrive che l'incidente è "accaduto durante il riempimento di un contenitore di plutonio" ed è consistito nello "straripamento del contenitore". "Il materiale (fuoriuscito) è rimasto confinato all'interno del perimetro all'interno del quale si svolgeva l'operazione. I lavori di riempimento è stata interrotta e il materiale (fuoriuscito) è stato recuperato", scrive Areva.
Si tratta del quarto incidente di livello 1 registrato nello stesso stabilimento dall'inizio del 2008.

giovedì 25 settembre 2008

ENERGIA NUCLEARE: VUOI PAGARE MENO??? VENDICI LA TUA SALUTE E LA TUA SICUREZZA

25 settembre 2008
Il ministro per lo sviluppo economico Claudio Scajola ha elevato oggi a pieno titolo Genova quale «capitale del nucleare» in Italia. A leggere l’intervento del ministro, trattenuto a Roma per la vicenda Alitalia, è stato delegato il deputato del Pdl Michele Scandroglio ad una tavola rotonda organizzata nell’ambito del congresso nazionale della Società italiana di fisica, alla quale ha preso parte, tra gli altri, lo scienziato Antonino Zichichi, l’ad di Ansaldo Energia Giuseppe Zampini, ed il presidente di Enea Luigi Paganetto. «Questa splendida città - ha scritto Scajola nel primo passaggio del suo discorso - col suo tessuto produttivo fortemente specializzato nei settori a più alta tecnologia, l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), la sezione regionale dell’Istituto nazionale di fisica nucleare, la presenza di aziende storiche come Ansaldo Energia e Ansaldo Nucleare, può ormai considerarsi a pieno titolo la `capitale del nucleare´ in Italia»

PRIMA PIETRA NEL 2013
Arrivare alla «posa della prima pietra del nucleare entro il 2013»`. E´ questo l’intendimento ribadito da Scajola in una lettera-intervento ad una tavola rotonda nell’ambito del congresso della Società italiana di Fisica. Parlando del «rinascimento del nucleare», nel suo documento il ministro ha affermato anche la volontà di «ridefinire criteri di compensazione a favore delle comunità che ospiteranno siti nucleari». Secondo quanto si legge in un passaggio dell’intervento, «entro la fine dell’anno» saranno definiti «i criteri per la localizzazione dei siti» e sarà istituito «un organismo preposto alla sicurezza in campo nucleare». Parallelamente saranno «definite le procedure di autorizzazione degli impianti, secondo logiche che garantiscano certezza dei tempi, finanziabilità dei progetti, protezione dell’ambiente, tutela della salute dei lavoratori e delle popolazioni interessate».

«Ridefiniremo anche i criteri di compensazione - aggiunge - a favore delle comunità che ospiteranno siti nucleari, nella convinzione che sia necessario assicurare benefici concreti direttamente ai cittadini ed alle imprese, in termini di sconti sul costo dell’energia e rilancio delle economie locali».
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Come è possibile che questo governo continui a fare proggetti senza interrogare la popolazione???

Poi, visto che SECONDO LORO NON CI SONO PERICOLI, DI CHE DEVONO COMPENSARE LE COMUNITA' CHE OSPITERANNO I SITI NUCLEARI????

SPERO PER LORO CHE TROVINO GENTE CHE METTE UN PREZZO ALLA PROPRIA SALUTE PER QUANTO MI RIGUARDA IO PENSO CHE SE LORO FACESSERO MENO INTRALLAZZI E PRENDESSERO UNO STIPENDIO ONESTO PAGHEREMMO DI MENO TUTTI O PER LO MENO LA DIFFERENZA DEI SOLDI CHE AVANZEREBBE SI POTREBBE USARE PER INCENTIVARE FONTI DI ENERGIA PULITA, NON PERICOLOSA E INESAURIBILE, TUTTE CARATTERISTICHE CHE MANCANO ALL'ENERGIA NUCLEARE.......

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