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giovedì 16 settembre 2010

FOTOVOLTAICO : pannelli solari che si riparano da sè e non abbassano le prestazioni col passare degli anni


Celle solari che si riparano da sè: così i pannelli non conoscono più il logorio della vita moderna, non diminuiscono le prestazioni con il passare degli anni ma, esattamente come le foglie, sono in grado di rimediare ai danni provocati dall’esposizione al sole.

La scoperta è stata descritta da un gruppo di ricercatori del Massachusetts Institute of Technology guidato da Michael Strano in un articolo pubblicato sull’ultimo numero del periodico scientifico Nature Chemistry. Non si parla ancora di applicarla ai pannelli solari in commercio. Ma per intanto…

L’articolo di Nature Chemistry è riservato soltanto agli abbonati. Il riassunto però è i libero accesso, e altre notizie si possono attingere da un comunicato stampa del Mit, il Massachusetts Institute of Technology.

Basta lasciare a lungo al sole un pezzo di carta o un frammento di plastica per rendersi conto dei danni e della degradazione. Anche ai pannelli solari, col tempo, succede una cosa analoga.

Gli alberi però (e più in generale la vegetazione) non subiscono danni dovuti all’esposizione ai raggi del sole perchè le molecole adibite a catturare la luce si spezzano e si riassemblano continuamente: così le strutture-base che catturano l’energia del sole sono sempre nuove di zecca.

Il gruppo di lavoro del Mit ha trovato il modo di imitare questo processo. Gli scienziati hanno creato un nuovo insieme di molecole auto assemblanti in grado di trasformare la luce del sole in elettricità. Queste molecole si possono ripetutamente spezzare e poi riassemblare rapidamente: come nelle foglie, appunto.

Solo che nel caso delle foglie il processo avviene grazie ad una reazione che coinvolge l’ossigeno. La sostanza ideata dal Mit invece si scinde e si ricompone in seguito all’applicazione di un solvente: torna nuova. E il processo è ripetibile.

Su Nature Chemistry complesso per l’energia solare che si rigenera chimicamente ed autonomamente. Solo il riassunto è di libero accesso; articolo completo riservato agli abbonati

Il comunicato stampa del Mit nuova tecnologia solare auto assemblante che si ripara da sola

Sulle Bbc News celle solari che si riparano da sole

ARTICOLO DI : http://www.blogeko.it/2010/i-pannelli-solari-che-si-riparano-da-se-e-non-abbassano-le-prestazioni-col-passare-degli-anni/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+Blogeko+%28Blogeko.info%29&utm_content=Google+Reader

martedì 4 maggio 2010

ENERGIA SOLARE : ENI INAUGURA AL MIT IL 'SOLAR FRONTIERS CENTER'

Il Presidente del Massachussets Institute of Technology (MIT), Susan Hockfield e l'Amministratore Delegato di Eni, Paolo Scaroni hanno inaugurato oggi, nel campus del MIT, l'Eni-Mit Solar Frontiers Center.

Il Solar Frontiers Center, spiega Eni, promuove la ricerca sulle tecnologie solari avanzate attraverso progetti che spaziano dai nuovi materiali fotovoltaici alla produzione di idrogeno da energia solare.

''L'inaugurazione del centro - prosegue la societa' - rappresenta il fulcro della collaborazione siglata nel febbraio del 2008 tra Eni e il MIT, che nei primi due anni ha prodotto risultati rilevanti quali: la realizzazione della prima cella solare MIT ultraflessibile; la realizzazione della prima cella solare al mondo stampata su carta; progressi nella produzione di contatti metallici a partire da virus per le celle solari; lo sviluppo di celle solari che imitano il processo fotosintetico; progressi nella comprensione del processo seguito dalla fotosintesi per scindere le molecole di acqua; la realizzazione di un prototipo che massimizza il ritorno sull'investimento negli impianti solari termici a specchi parabolici per la distribuzione sostenibile dell'energia solare a concentrazione''.

martedì 2 marzo 2010

Il fotovoltaico in Italia supera un gigawatt di potenza installata

Il settore fotovoltaico in Italia ha raggiunto un nuovo record superando la soglia di un gigawatt (GW) di potenza installata. Lo rende noto il ministero dello Sviluppo economico. I circa 70 mila impianti certificati in esercizio, con una produzione di energia pari a 1.300 GWh su base annua, possono infatti fornire energia elettrica a quasi 500 mila famiglie (vale a dire un milione 200 mila persone), con un consumo annuo di 2.700 kWh. Considerando la potenza installata in un anno, pari a 574 MW nel 2009, l'Italia raggiunge il secondo posto nella classifica dei Paesi europei, preceduta solo dalla Germania.
"Dopo i risultati positivi del settore delle energie rinnovabili registrati nel 2009 - commenta il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola - questo nuovo traguardo è molto significativo per la nostra strategia energetica e, al tempo stesso, incoraggiante dal punto di vista economico ed industriale".
Ad oggi tra produttori, distributori e installatori di sistemi e componenti per l'industria fotovoltaica nazionale sono attive circa 1.000 imprese, molte delle quali di nuova creazione, con un fatturato complessivo che per il 2009 é stato stimato in almeno 2,5 miliardi di euro. Ormai sono più di 20 mila le persone occupate, direttamente o indirettamente, nel settore fotovoltaico.

martedì 23 febbraio 2010

FOTOVOLTAICO: AL VIA COSTRUZIONE CENTRALE FOTOVOLTAICA DA 10 MW A FIUMICINO

Fotowatio Renewable Ventures (FRV) costruira' una centrale elettrica fotovoltaica da 10 MW a Fiumicino (Roma), che una volta ultimata sara' il piu' grande impianto fotovoltaico della provincia di Roma e uno dei maggiori a livello nazionale.

Il progetto, spiega una nota, sara' sviluppato e gestito in partnership con la societa' torinese Solesa Green Power, specializzata in servizi di ingegneria e installazione nel settore delle energie rinnovabili. FRV e Solesa Green Power hanno siglato oggi l'accordo di finanziamento in project financing con alcuni dei maggiori istituti finanziari internazionali operanti nel settore dell'energia rinnovabile.

In base agli accordi, i lavori di realizzazione della centrale - affidati a Siliken Renewable Energy - inizieranno nell'aprile 2010. Il completamento e' previsto entro la fine dell'anno, e una volta a regime l'impianto produrra' 14 milioni kWh di elettricita', sufficienti per il fabbisogno di circa 2.700 abitazioni, con un risparmio di emissioni nocive di circa 16.000 tonnellate.

martedì 19 gennaio 2010

Il raddoppio del fotovoltaico


Grande corsa, ma un po' drogata, all'energia fotovoltaica. Con buoni motivi di soddisfazione, visto che ci stiamo progressivamente riallineando ai campioni europei delle fonti energetiche verdi, Germania in testa. Ma con qualche incognita per il futuro, perché la nostra corsa è trainata dall'imminente scadenza dei vecchi e piuttosto generosi incentivi pubblici alle installazioni e alla produzione di energia solare. Con un dibattito ancora aperto sul nuovo regime, con tutta probabilità più avaro, che dovrebbe scattare entro fine anno. Sta di fatto che il fotovoltaico italiano chiude il 2009 al raddoppio rispetto a fine 2008, con oltre 900 megawatt di impianti titolati ad accedere ai sussidi del "conto energia", il meccanismo che garantisce la rivendita all'operatore elettrico della corrente così prodotta ad un prezzo maggiorato. Lo fa sapere il Gse, il gestore dei servizi energetici, il coordinatore dei sussidi pubblici. Che traguarda la prossima decisiva tappa: entro il prossimo luglio si arriverà ai 1.200 megawatt incentivati, il massimo previsto dal vecchio sussidio in scadenza. Da segnalare anche i numeri di Ternienergia, che nel 2010 costruirà sei impianti fotovoltaici per una potenza di 14,5 investendo 45 milioni. Gli analisti esibiscono proiezioni e consigli. In questi mesi si sta correndo nella consapevolezza che gli incentivi per i futuri impianti verranno tagliati, motivando questa decisione con la crescita della redditività dei nuovi pannelli, più efficienti e meno costosi. Ma davvero è così? E "quanto" è così?
Il dibattito è vivace. I ministeri deputati (Sviluppo economico, Ambiente, Economia) lavorano ai nuovi incentivi. E le associazioni di settore stanno trovando una sintesi: mentre sui piccoli impianti il sussidio deve essere mantenuto sostanzialmente invariato, per quelli più grandi è accettabile un taglio attorno al 15% (i produttori aderenti al gruppo Gifi Anie si erano inizialmente detti disponibili a un taglio maggiore per le grandi installazioni purché non si toccassero le piccole; interessante la proposta di riforma avanzata da Gifi, Aper, Assosolare e Ises).
Ma ecco una nuova voce, che riaccende il dibattito. Tagliare gli incentivi non conviene a nessuno. Anzi, l'Italia è nella situazione migliore per trasformare una corsa più veloce possibile alle rinnovabili, e in particolare al solare fotovoltaico, in un poderoso moltiplicatore di sviluppo economico e di occupazione. La diagnosi viene dall'ICom, l'istituto per la competitività, in uno studio allestito per conto di Asso Energie Future. Margine per tagliare gli incentivi mantenendo la spinta «in realtà non ce ne sono, visto che la competitività economica dei materiali viene praticamente annullata da altri fattori, come gli accresciuti oneri finanziari e l'imposizione fiscale» incalza Massimo Sapienza, presidente di Asso Energie Future. E comunque la tutela dell'incentivo produrrebbe solo risultati positivi, per tutti. L'obiettivo è peraltro obbligato, fa notare l'ICom: con la Ue abbiamo concordato un decollo a ben 9mila megawatt entro il 2020 (la Germania è già oggi a 6mila). Un incentivo coerente con questo obiettivo corriponderebbe ad un aggravio compensativo nelle bollette degli italiani «inferiore ai due euro mensili a famiglia». Ma anche mantenendo l'attuale massiccia importazione di materiali (pannelli e apparati di controllo) lo stimolo alla nostra economia verrebbe – si legge nello studio che verrà presentato ufficialmente dopodomani – 22 miliardi di valore aggiunto e 45mila nuovi posti di lavoro.
Se poi riuscissimo, come tutti auspicano, a creare una vera filiera industriale nazionale del solare il maggior valore aggiunto salirebbe – valuta l'ICom – a ben 110 miliardi, con la creazione di oltre 210mila posti di lavoro. E anche la finanza pubblica farebbe il pieno, grazie all'imposizione indotta: 6,6 miliardi di euro con l'attuale sistema produttivo e addirittura 31 miliardi con una buona filiera nazionale. Per non parlare dei benefici ambientali: 6 milioni di tonnellate di CO2 in meno, con una riduzione del 5 per cento delle emissioni complessive nazionali del settore termoelettrico.
fonte:ilsole24ore

sabato 17 ottobre 2009

impianto fotovoltaico orbitante:Il Giappone programma l'installazione di un grande impianto fotovoltaico nello spazio


Il Giappone programma l'installazione di un grande impianto fotovoltaico nello spazio che produrrà energia elettrica e la trasmetterà sulla Terra senza fili.

Entro il 2040 quasi 300.000 abitazioni giapponesi potrebbero utilizzare la prima corrente elettrica prodotta nello spazio: secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Bloomberg il colosso dell’elettronica Mitsubishi e IHI Corp si sarebbero associate in un progetto da oltre 30 miliardi di euro (l'equivalente di una manovra finanziaria italiana) finalizzato a costruire un gigantesco impianto fotovoltaico orbitante.
Energia a microonde. Il progetto è descritto in un documento di 15 pagine diffuso nei giorni scorsi dal Ministero del Commercio nipponico: la centrale avrà circa 4 km quadrati di pannelli solari che produrranno 1 GW di corrente. Verrà installata a 36.000 km di altezza e invierà l’energia sulla Terra senza bisogno di cavi, grazie ad una nuova tecnologia a microonde alla quale Mitsubishi sta già lavorando da 4 anni.
Costi... spaziali. Il più grande limite di questo ambizioso progetto per ora sembra essere di natura finanziaria: la produzione di corrente spaziale, per essere economicamente conveniente, dovrebbe costare circa 1 centesimo di quanto costa ora, ma entro nei prossimi 30 anni le cose dovrebbero cambiare. Per ora il Governo del Sol Levante e l’Agenzia Spaziale Giapponese hanno in programma di lanciare nel 2015 un satellite con alcuni pannelli solari allo scopo di testare la trasmissione senza fili di energia dalla ionosfera alla Terra.
L'America resta a guardate. E gli americani? Non sembrano particolarmente attratti da questa tecnologia: dal 2007 ad oggi vi hanno investito solo 80 milioni di dollari in sporadiche ricerche. E, vista la crisi economica e i pesanti tagli imposti dal Presidente Obama ai programmi spaziali, la situazione non sembra destinata a cambiare in tempi brevi.

martedì 29 settembre 2009

IMPIANTI FOTOVOLTAICI: CONSIGLI, REGOLE, Assicurazioni, Budget, Durata, Efficienza E Finanziamento

A
Assicurazioni
Sul mercato sono presenti assicurazioni che coprono i rischi legati agli eventi naturali, guasti o danni di terzi. Spesso la sottoscrizione di una polizza assicurativa è richiesta dalle banche per concedere il finanziamento di un impianto fotovoltaico. Il premio dell'assicurazione è nell'ordine dei 10-20 euro annui per kWp installato (in media 30-60 euro all'anno per un impianto domestico).
Una formula diffusa è quella "all risks", per cui è coperto tutto ciò che non è escluso. Come specifica la descrizione di una delle polizze più note, si tratta di una copertura "property" di base corredata da garanzie opzionali che indennizzano in caso di: a) guasto macchine e/o fenomeno elettrico, per i danni dovuti, ad esempio, agli errori di fabbricazione e di progetto, ai vizi di materiale, alle sovratensioni elettriche; b) atti di terzi, come il furto, gli atti vandalici e dolosi, atti di terrorismo e sabotaggio; c) danni indiretti per le perdite pecuniarie derivanti dalla mancata o ridotta produzione di energia elettrica durante il periodo di inattività totale o parziale dell'impianto causato da un danno indennizzabile ai termini della garanzia danni diretti.

B
Budget
Il costo per chilowatt di picco di potenza installato è di circa 6mila euro. Per un impianto da 2,8 kWp, che copre il consumo medio di una famiglia italiana è di 16.800 euro con Iva al 10% esclusa e 18.480 euro chiavi in mano. Vanno poi aggiunti 150 euro all'anno per la manutenzione ordinaria e 1.680 euro (il 10% del costo) per la manutenzione straordinaria dopo 10-15 anni. Il costo varia a seconda del materiale (silicio mono o policristallino o film sottile) e del tipo di impianto. Quelli a inseguimento solare costano più di quelli fissi ma hanno una resa maggiore.

C
Condominio
Installare un impianto fotovoltaico su un condominio, eventualmente utilizzando parti in comune, è possibile previa l'autorizzazione dell'assemblea condominiale.
Come scritto sul Sole 24 Ore del 21 ottobre 2007 (sezione Esperto Risponde), «l'installazione di un impianto fotovoltaico di cui all'articolo 8, della legge 10/91, è considerata un intervento volto al contenimento del consumo energetico, sicché può essere approvata dall'assemblea con la maggioranza semplice delle quote millesimali, a norma dell'articolo 26, comma 2, legge 10/91, come novellato dall'articolo 7, comma 1-bis, Dlgs 311/2006».
Continuava l'esperto: «Si tenga presente che, secondo l'opinione dei primi commentatori, tale "maggioranza semplice delle quote" dovrebbe identificarsi con la maggioranza di cui all'articolo 1136, terzo comma, Codice civile (maggioranza di un terzo delle quote). A nostro giudizio, l'intervento può essere configurato come una innovazione gravosa, sicché potranno applicarsi le disposizioni di cui all'articolo 1121, Codice civile, con l'effetto di instaurare una comunione parziale tra i soli condomini che hanno sopportato le spese dell'intervento. Per l'accensione di un mutuo, garantito da ipoteca, a norma dell'articolo 1108, Codice civile, occorrono le maggioranze per le innovazioni, di cui all'articolo 1136, comma 5, Codice civile. Quanto all'eventuale violazione del decoro architettonico dell'edificio, ai sensi dell'articolo 1120, comma 2, Codice civile, occorrerà un accertamento relativo allo stato dei luoghi, riferito all'impatto dell'intervento sull'aspetto estetico dell'edificio».

D
Durata
La durata di un impianto fotovoltaico è di 25-30 anni. Una manutenzione straordinaria è necessaria dopo 10-15 anni. L'incentivo Conto energia dura invece 20 anni. Alla fine del periodo incentivante in Conto energia, l'impianto fotovoltaico continuerà ad avere diritto della remunerazione economica derivante dall'esercizio commerciale in regime di "Scambio sul posto" – deliberazione ARG/elt 74/2008 o in regime di ritiro dedicato – deliberazione AEEG 280/07

E
Efficienza
Un impianto fotovoltaico con il passare degli anni perde efficienza, per l'invecchiamento dei materiali, dai moduli all'inverter alla componentistica di cablaggio. La perdita di efficienza dipende dalla qualità dei materiali e dovrebbe essere inferiore all'1% annuo per non ridurre troppo la producibilità totale nell'arco di 30 anni. Il simulatore gratuito Simulare 8.3 pone come media una perdita dello 0,5% annuo.
L'efficienza di un impianto è anche condizionato da una serie di perdite (vedi).

F
Finanziamento
Le banche offrono numerosi finanziamenti specifici per gli impianti fotovoltaici. Ad agevolare il nascere di questi prodotti è stato l'accordo tra il GSE e 350 istituti finanziari , che permette di utilizzare il bonus pubblico (Conto energia) per garantire il rimborso del prestito. Questa forma di garanzia si chiama "cessione del credito" e assicura le banche che, in caso di insolvenza da parte del cliente finanziato, esse riceveranno comunque i contributi fino all'estinzione del finanziamento. Da un'analisi di Finlombarda, è emerso che il finanziamento tipo ha una durata tra i 5 e i 15 anni, non prevede ipoteche, è a tasso variabile indicizzato all'Euribor. In teoria quasi tutti possono coprire il 100% del costo, ma nella pratica raramente si supera l'80 per cento.
fonte: ilsole24ore

sabato 26 settembre 2009

Fotovoltaico: l'analisi e lo studio di fattibilità li paga la banca

Non è una battuta ma un esempio da seguire. Facile a parole sostenere un futuro più sostenibile diverso incentivare i propri clienti ad inquinare meno e diventare partner dell'ambiente. L'esempio vene dalla Lombardia. La Banca di Credito Cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate, dopo l'esempio del "Mutuo Verde", totalmente rivolto agli investimenti in energie sostenibili, ha lanciato Energy, un finanziamento a tasso agevolato per incentivare l'uso dell'energia pulita sia per i privati che per le aziende. Il mutuo finanzia fino all'intero costo del progetto e delle spese tecniche. Energy è destinato a coloro che vogliono installare un impianto fotovoltaico, impianto che può essere collegato alla rete pubblica. Per i privati l'importo finanziabile va da un minimo di 5mila euro a un massimo di 30mila, per le imprese da un minimo di 10mila euro fino ad arrivare a 750mila. La durata del finanziamento varia da un minimo di 24 mesi a un massimo di 180 per i privati.
"Noi della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate - spiega Luca Barni, direttore generale dell'istituto di credito - siamo convinti che la qualità della vita del nostro territorio dipende anche dalle scelte che facciamo a difesa dell'ambiente. Per questo nasce mutuo Energy che offre a imprese e privati un pacchetto chiavi in mano per dotarsi di una fonte di produzione di energia pulita e conveniente. L'industria fotovoltaica è impegnata a offrire tecnologia e prodotti sempre migliori, come banca noi vogliamo fare la nostra parte e abbiamo deciso di pagare a chi accede ai nostri finanziamenti l'analisi e lo studio di fattibilità per installare i pannelli fotovoltaici che permettono di produrre energia pulita. Parlando da un punto di vista prettamente economico, il solare è un ottimo investimento. Si tratta da una parte di un fattore determinante per la competitività delle nostre imprese, che possono così avere a disposizione energia a costi contenuti, dall'altra di un sicuro risparmio sul bilancio familiare dei privati". L'energia del sole, è notizia di questi giorni, è stata adottata dalla Cina, dove è stata progettata la costruzione del più grande impianto fotovoltaico del mondo, ed è arrivata anche nello stato del Vaticano, dove sono stati installati 2.700 pannelli per climatizzare ed illuminare la Sala delle Udienze. In Italia si contano circa 39mila impianti e da poco è stata superata la soglia di produzione di 500 megawatt l'anno, e si continua a crescere soprattutto grazie ai privati. Si stima che a fine 2010 si possa arrivare a 2mila megawatt l'anno. Il 25% degli impianti è concentrato in Lombardia ed in Puglia, dove è già in vigore l'iter autorizzativi semplificato, che prevede, tra l'altro, che non deve essere richiesta nessuna autorizzazione se il luogo dove verrà posizionato l'impianto ad energia solare è esente da vincoli per la tutela dell'ambiente, del paesaggio e del patrimonio storico-artistico, a meno che non siano in vigore dei vincoli locali.
fonte: ilgiornale

venerdì 25 settembre 2009

energia fotovoltaica:Il futuro del fotovoltaico è nel silicio sul vetro.


Il futuro del fotovoltaico è nel silicio sul vetro. Ne è convinto Martin Green, professore della University of new south wales di Sydney, considerato uno dei pionieri mondiali della tecnologia che permette di produrre corrente elettrica con l'energia del sole. Green ha messo le mani sul primo pannello fotovoltaico sul finire degli anni Sessanta. Ha fondato il suo laboratorio nel 1971 e vissuto le diverse fasi alterne di interesse e oblio che hanno attraversato l'industria fino ad oggi. «Siamo riusciti a superare il momento più difficile, tra gli anni Settanta e la metà degli anni Novanta, dove sul fotovoltaico c'era poca attenzione e scarsissimi investimenti» spiega a margine del «Chemistry and physics of materials for energetics», la prima scuola interamente dedicata ai materiali per le applicazioni energetiche che ha radunato all'Università di Milano-Bicocca diversi esperti del settore a livello mondiale. E' così che è diventato uno riferimento mondiale in materia. Dai suoi laboratori sono passati studenti come Zhengrong Shi, il fondatore di Suntech, leader mondiale nella manifattura di pannelli al silicio, che continua a collaborare con l'università australiana. Pochi giorni fa ha fatto il giro del mondo la notizia del nuovo primato mondiale di efficienza delle celle raggiunto a livello sperimentale con una percentuale del 43%. Risultato raggiunto da Green e suoi collaboratori mettendo a punto un sistema a multi-celle in silicio, capace di catturare una porzione più ampia dello spettro della luce solare.

Lo studioso australiano ha raggiunto il primo record nel 1989, con la singola cella più efficiente (20%, poi portato dallo stesso laboratorio al 25%). Ha vinto diversi premi, ma risponde alle domande tenendo i piedi per terra, attenendosi ai numeri, sottolineando la distanza tra ricerca e scala industriale. Lo ripete spesso: «Un conto è la ricerca, un conto la commercializzazione». Il record raggiunto quasi vent'anni fa è però «vicino anche a livello industriale - spiega Green - la Suntech, con la nuova tecnologia "Pluto", a breve arriverà valori molto simili con le celle in silicio monocristallino». L'obiettivo degli studi continua a essere lo stesso da quasi quarant'anni: «Lavoriamo sui materiali, cercando di migliorare le performance dei pannelli e i ridurre i costi di produzione. Siamo attivi su diversi filoni. Il primo è quello del silicio tradizionale. Il secondo quello del film sottile». Una tecnologia di cui si parla da tempo, con crescente attesa per i vantaggi che potrà avere soprattutto in termine di costi. Secondo diverse stime potrebbe arrivare al 20% del mercato entro il 2020. Il materiale attualmente più utilizzato è il tellururo di cadmio, seguito dal diseleniuro di indio rame e il silicio amorfo.

Secondo Green, però, nessuna delle tre soluzioni rappresenterà il futuro del fotovoltaico. «Il tellururo di cadmio è certamente il miglior materiale al momento, solo che si tratta di un elemento scarso in natura. La First solar, leader mondiale nel segmento, se dovessere aumentare di dieci volte la produzione andrebbe oltre la disponibilità. Guardando sul lungo periodo siamo convinti che la migliore soluzione sia integrare il silicio policristallino sul vetro». Il risultato è un film sottile spesso circa due micron, ovvero 150 volte meno di un wafer di silicio tradizionale. «La First solar ha raggiunto un'efficienza del 10,5% a livello commerciale, più o meno lo stesso valore a cui siamo arrivati in laboratorio con il silico su vetro». In laboratorio, non sulle macchine di produzione. Simili anche i costi di produzione, intorno al dollaro per Watt. Della commercializzazione se ne occuperà la Csg solar, ma «al momento abbiamo deciso di continuare con la ricerca per arrivare sul mercato con un risultato affidabile e più economico», prosegue.

Il fotovoltaico rappresenta però a livello mondiale una fetta piccolissima del fabbisogno energetico complessivo. Cosa ci si può aspettare per i prossimi anni? «È molto difficile dirlo - risponde Green - Ci sono diversi passi da fare. Il primo è il raggiungimento della grid parity, ovvero la competitività dei prezzi con le fonti tradizionali. L'Italia potrebbe essere uno dei primi paesi al mondo a tagliare il traguardo. Poi bisogna fare dei passi avanti per lo stoccaggio dell'energia, in modo da utilizzarla anche quando non c'è il sole». Quanto alle quote di mercato «l'Epia (l'associazione europea del settore) stima il raggiungimento del 12% entro il 2020». C'è chi ritiene che l'obiettivo potrà essere agguantanto solo puntanto su grosse centrali, chi invece crede che la natura del fotovoltaico sia l'integrazione sugli edifici e sui capannoni industriali, e quindi la microgenerazione. «Con le grosse centrali si ottengono grandezze di scala che permettono di spendere meno - ammette Green - però il grande tratto distintivo del fotovoltaico è che si può mettere sui tetti delle case e collegarlo alla rete elettrica».

lunedì 17 agosto 2009

fotovoltaico: La produzione di energia elettrica da parte delle imprese agricole


La produzione di energia elettrica da parte delle imprese agricole è attività connessa ai sensi dell'articolo 2135 del Codice civile. E come tale richiede il rispetto del cosiddetto "principio della prevalenza".

In sostanza l'attività fotovoltaica per il legislatore e l'amministrazione finanziaria è sostanzialmente analoga, ad esempio, alla produzione del vino con uve che devono essere ottenute prevalentemente dal proprio vigneto.

L'agenzia delle Entrate è così intervenuta con la circolare n. 32/E del 6 luglio 2009 per indicare quali siano i criteri da seguire per determinare la prevalenza dei prodotti propri ottenuti dall'azienda agricola in confronto a quelli acquistati presso terzi e utilizzati per la produzione di energia.

Come è noto l'articolo 1, comma 423, della legge n. 266/05 e successive modifiche, dispone fra l'altro che la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili agroforestali e fotovoltaiche, effettuate dagli imprenditori agricoli, costituisce attività connessa ai sensi dell'articolo 2135 del Codice civile e rientra nel reddito agrario.

La norma prevede quattro tipologie di energia da fonti rinnovabili che si possono ottenere in agricoltura e più precisamente: energia elettrica, calorica, carburanti e prodotti chimici.
L'energia elettrica e calorica possono essere ottenute da risorse agroforestali oppure fotovoltaiche; le produzioni agricola e zootecnica necessarie sia per la fabbricazione di energia elettrica e calorica, ma anche per il biodiesel e per i prodotti chimici devono essere ottenute prevalentemente dall'azienda agricola.

Non rientra nel settore agricolo la produzione di energia da fonti eoliche e nemmeno da risorse idriche e cioè mediante lo sfruttamento di salti d'acqua.
La citata circolare n. 32/E delle Entrate ricorda che la produzione di energia rientra in agricoltura a condizione che l'impresa agricola produca direttamente più del 50% delle risorse agroforestali necessarie per la produzione del biogas il quale a sua volta alimenta l'impianto di produzione di energia elettrica. Relativamente agli impianti fotovoltaici fissa una superficie minima di terreno coltivato pari ad un ettaro per ogni 10 kW di energia prodotta, fatta salva la franchigia di 200 kW la cui produzione è agricola in ogni caso (si veda l'apposito articolo in questa pagina).

Con riferimento alla produzione di energia elettrica con risorse agroforestali (foraggi, cereali, residui zootecnici eccetera) l'Agenzia non chiarisce se la natura delle biomasse come indicata nella circolare, debba riguardare l'intera produzione (di cui almeno il 51% prodotto e il 49% acquistato), oppure fatta salva la produzione del 51% di biomasse di provenienza agricola, l'altro 49% possa essere rappresentato ad esempio da rifiuti organici urbani. Riteniamo che il comma 423, articolo 1, della legge n. 266/05, non consideri espressamente questa fattispecie la quale però potrebbe essere consentita, anche in via interpretativa, in modo ufficiale dall'agenzia delle Entrate.

L'Agenzia ricorda che la prevalenza dei prodotti propri in confronto all'ammontare complessivo dei beni impiegati, va misurata in termini quantitativi se i prodotti acquistati sono delle medesima natura, ovvero nel caso in cui non sia possibile tale raffronto, occorre verificare il costo dei beni acquistati da terzi con il valore normale dei beni prodotti in azienda.

Nel caso in cui i beni prodotti non siano suscettibili di valutazione (esempio residui zootecnici) la prevalenza viene dimostrata confrontando l'energia prodotta con i prodotti propri con quella complessivamente prodotta.

L'inquadramento della attività di produzione di energia nell'ambito dell'agricoltura ha ovviamente riflessi importanti per effetto delle particolari agevolazioni ivi previste.

In primo luogo la classificazione agricola dell'attività comporta la tassazione ai fini delle imposte dirette sulla base del reddito agrario che si traduce in nessuna tassazione aggiuntiva tenuto conto che il soggetto che coltiva il terreno comunque dichiara la rendita catastale. A questo riguardo ha rilevanza la natura giuridica del soggetto che svolge la produzione di energia.

Ai fini previdenziali il titolare dell' attività mantiene la qualifica di coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale e i lavoratori dipendenti vengono inquadrati nel l'ambito dei contributi agricoli unificati. Per tutte le altre normative fiscali e contributive il soggetto rimane inquadrato nell'agricoltura e così ad esempio può accedere alle sovvenzioni nell'ambito dei piani di sviluppo rurale, può costruire fabbricati strumentali senza il pagamento del contributo di costruzione eccetera.

martedì 11 agosto 2009

ENERGIA SOLARE; In Italia, A Rho, l'impianto fotovoltaico più grande del mondo


Sarà Rho, cittadina alle porte di Milano, a ospitare l’impianto fotovoltaico più grande al mondo. Verrà installato sul tetto della Nuova Fiera e con i suoi 270.000 metri quadrati di superficie (equivalenti a 38 campi da calcio) potrà sviluppare una potenza di picco di 18 MW.
Corrente elettrica alla meneghina. I pannelli saranno in grado di produrre oltre 15 milioni di kWh l’anno di corrente elettrica, sufficienti a soddisfare il fabbisogno energetico di 6.000 famiglie. Il nuovo impianto eviterà l’immissione nell’atmosfera di oltre 5.000 tonnellate di CO2: le stesse prodotte in un anno da 2.000 autovetture di media cilindrata che percorrono 15.000 km l'una. Secondo quanto dichiarato da Fondazione Fiera Milano, i lavori per la realizzazione dell’impianto inizieranno attorno alla fine di settembre e saranno completati entro il 2010. L'azienda che si aggiudicherà l'appalto dovrà prepararsi a sborsare non meno di 450.000 euro l'anno per l'affitto dei tetti e dai 70 ai 90 milioni di euro per realizzare la centrale fotovoltaica.
Dal Naviglio ai Pirenei. Attualmente il più grande impianto di questo tipo si trova a Saragozza, in Spagna, sui tetti dello stabilimento General Motors e ha una potenza di picco di 12 MW. Il più grande impianto italiano è invece a Serravalle Scrivia, sui tetti della Kme, e sviluppa una potenza di "soli" 4,7 MW.

martedì 4 agosto 2009

fotovoltaico: Goletta Verde si è dotatadi due moduli fotovoltaici per una potenza di 330 Wp


La Goletta Verde di Legambiente si e' dotata, quest'anno, di due moduli fotovoltaici per una potenza complessiva di 330 Wp. Si tratta di un'installazione stand alone che rende parzialmente autonomo il veliero e consente un risparmio di 500 grammi di CO2 per ogni kWh prodotto. A fornirli Renergies Italia, da quest'anno sponsor tecnico della campagna. Renergies Italia ha inaugurato, da poco, SolarLab, il laboratorio di ricerca per l'innovazione nel fotovoltaico. L'obiettivo e' dimezzare i costi e raddoppiare la resa dei pannelli. Il laboratorio di recerca, realizzato in collaborazione con i ricercatori della facolta' di Fisica dell'Universita' di Camerino, si avvale delle competenze e dell'esperienza di un gruppo di ricercatori prestigiosi. SolarLab e' candidato a inserirsi in un'iniziativa dal respiro piu' ampio: quella del polo tecnologico per l'innovazione e per le rinnovabili di Tortona che raggruppa le eccellenze nell'ambito della ricerca, sviluppando importanti sinergie con il mondo imprenditoriale.

mercoledì 15 luglio 2009

Desertec Industrial Initiative : 400 MILIARDI PER IMPIANTI SOLARI IN AFRICA ( AGGIORNAMENTO)


Coprire il 15% del fabbisogno energetico europeo tramite la realizzazione di impianti ad energia solare in Africa e Medio Oriente. Questo l'obiettivo del programma da 400 miliardi di euro, denominato Desertec Industrial Initiative lanciato da un consorzio di 12 compagnie, che oggi hanno siglato una lettera d'intenti. Le compagnie sono ABB, ABENGOA Solar, Cevital, Deutsche Bank, E.ON, HSH Nordbank, MAN Solar Millennium, Munich Re, M+W Zander, RWE, SCHOTT Solar e SIEMENS.

Il progetto prevede la costruzione di centrali ad energia solare per la produzione di energia elettrica dal Marocco all'Arabia Saudita. L'energia elettrica prodotta verra' poi inviata in Europa attraverso reti elettriche di trasmissione sottomarine. Il progetto prevede inoltre un forte sostegno all'economie dei paesi dove saranno localizzati le centrali attraverso impianti di trasformazione dell'acqua marina in acqua potabile e per l'irrigazione dei campi.

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Desertec: PANNELLI SOLARI NEL DESERTO NORD AFRICANO ( LIBIA )
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CO2 : ENEL FIRMA IL Patto per l'Ambiente


Ridurre le emissioni di gas serra per contribuire al raggiungimento dei tetti stabiliti dalla Comunita' europea. Questo il senso di un accordo volontario firmato LA SCORSA SETTIMANA dal ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo e dall'ad e direttore generale di Enel, Fulvio Conti, alla presenza del premier Silvio Berlusconi, nell'ambito del ''Patto per l'ambiente''.

Con tale accordo, si legge in una nota, ''Enel si impegna a contribuire con programmi concreti e misurabili al raggiungimento degli obiettivi nazionali e comunitari su riduzione dei gas effetto-serra, efficienza energetica, sviluppo delle fonti rinnovabili''. Gli obiettivi del ''Pacchetto energia'' europeo prevedono, entro il 2020, la riduzione del 21% delle emissioni di gas effetto-serra, del 20% dei consumi di energia primaria e la crescita del 20% della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

''Enel - ha dichiarato Conti - ha sempre adottato volontariamente una politica di riduzione delle emissioni e di sviluppo delle fonti rinnovabili e dell'efficienza energetica: con l'accordo di oggi confermiamo il nostro impegno nella lotta al cambiamento climatico, potendo contare sul sostegno del Governo e del Ministero dell'Ambiente per superare ostacoli e lentezze che frenano l'entrata in funzione di nuovi impianti amici dell'ambiente. E per portare avanti anche in sede europea i progetti innovativi di Enel per la cattura e sequestro della CO2, la filiera dell'idrogeno, il solare ad alta concentrazione, le reti intelligenti''.

Nello specifico, per quanto riguarda le rinnovabili, Enel si impegna a incrementare la potenza installata che usa fonti rinnovabili, che a fine 2008 era pari a 2.597 MW (escluso il grande idroelettrico), di ulteriori 4.100 MW entro il 2020.

Per quell'anno quindi la potenza installata degli impianti Enel che usano la forza dell'acqua, del sole, del vento e il calore naturale della terra (geotermia) ammontera' a circa 6.700 MW.

Sul fronte termoelettrico, Enel e' impegnata a sostituire vecchie centrali a olio combustibile a bassa efficienza (rendimento termico del 38%) con nuove centrali a carbone pulito (rendimento termico 45%). Prima fra tutte quella di Porto Tolle (Rovigo), il cui progetto di conversione ha ottenuto di recente la valutazione di impatto ambientale positiva. La sola conversione di questa centrale comportera' una riduzione delle emissioni di anidride carbonica stimabile in 2 milioni di tonnellate all'anno.

Enel si impegna inoltre a incrementare l'uso di biomassa vergine e di combustibile da rifiuti (CDR) per la produzione di energia elettrica nelle proprie centrali dalle 137,5 mila tonnellate all'anno del 2008 (115 mila tonnellate di biomasse, 22,5 tonnellate di CDR) a 300 mila tonnellate (230 mila tonnellate di biomasse, 70 mila tonnellate di CDR) nel 2013.

Infine, sul fronte dell'efficienza energetica, Enel intende rafforzare il suo impegno nell'efficienza negli usi finali dell'energia: nell'illuminazione pubblica, anche con l'utilizzo dei led; nella rete di distribuzione, con lo sviluppo delle ''smart grids''; nella collaborazione con i clienti industriali con gli audit per ottimizzare i consumi di energia. Entro il 2013 questo tipo di interventi consentira' un risparmio di circa 100 mila tonnellate equivalenti di petrolio per arrivare a 300 mila tonnellate nel 2020.

Per quanto riguarda il Governo, il ministero dell'Ambiente si impegna a individuare, nel rispetto delle norme vigenti, ''le possibili azioni per accelerare le procedure di autorizzazione di propria competenza, per consentire la rapida attuazione degli interventi di Enel previsti dall'accordo; a sostenere i progetti a cui partecipa Enel, nell'ambito delle attivita' di promozione della partecipazione di aziende italiane ai programmi di ricerca e innovazione europei in campo ambientale; a promuove il riutilizzo dei siti industriali esistenti, favorendo investimenti ad alto contenuto ambientale''.

CO2 : LE Ferrovie dello Stato FIRMANO IL Patto per l'Ambiente


Meno emissioni di CO2, un incremento della produzione energetica da fonti rinnovabili e un'ottimizzazione della gestione dei rifiuti. Anche le Fs, tramite l'amministratore delegato, Mauro Moretti, hanno firmato LA SCORSA SETTIMANA l'Accordo di Programma a Palazzo Chigi con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri Gianni Letta, il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, l'impegno per la riduzione delle emissioni di gas serra.

In particolare, l'impegno del gruppo Ferrovie dello Stato e' di contenere, entro il 2012, le emissioni di CO2 per oltre 600 tonnellate/anno e di adottare, nei propri impianti ed edifici, sistemi di produzione energetica alimentati con fonti rinnovabili, con sensibili benefici in termini di impatto ambientale e di riduzione dei consumi e dei costi di gestione.

L'Accordo rientra nel piu' ampio programma ''Patto per l'Ambiente'' promosso dalla presidenza del Consiglio e dal Ministero per l'Ambiente e sottoscritto da altre dieci grandi Aziende industriali italiane, oltre a Ferrovie dello Stato.

''Gli obiettivi - si legge in una nota delle Ferrovie - confermano l'impegno del Gruppo FS nel contenimento dei consumi energetici e nella realizzazione di un piano di investimenti, strutturali e di rinnovo del proprio parco mezzi, per lo sviluppo di una modalita' di trasporto sempre piu' sicura ed ecosostenibile''.

Esperti qualificati delle Ferrovie dello Stato elaboreranno le linee guida da adottare nella progettazione di impianti e dotazioni ferroviarie sempre piu' ecosostenibili potendo contare sulla collaborazione di un Gruppo di lavoro di tecnici del Ministero dell'Ambiente e dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA). Un Comitato misto (Gruppo FS e MATTM), istituito presso il Ministero dell'Ambiente, monitorera' lo stato di avanzamento dei lavori e sui risultati conseguiti, oltre a fornire un valido supporto nella soluzione di eventuali criticita'.

CO2 : Autostrade per l'Italia FIRMA IL Patto per l'Ambiente


Autostrade per l'Italia ha firmatola scorsa settimna a Palazzo Chigi, alla presenza del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta e del Ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, il ''Patto per l'Ambiente''.
''Quello di oggi e' un passo importante che va nella direzione di coordinare le iniziative che abbiamo gia' lanciato in materia di sostenibilita' ambientale, con l'azione del governo. Questo atto consente di unire le forze e accelerare i tempi per allineare le politiche le politiche energetiche del nostro Paese al protocollo di Kyoto '' ha dichiarato l'AD di Autostrade per l'Italia, Giovanni Castellucci.
Autostrade per l'Italia, informa una nota, ha intrapreso un programma di investimenti per la partecipazione agli obiettivi nazionali ed europei per l'abbattimento dei gas serra ed il risparmio energetico. L'obiettivo e' quello di contenere sia le emissioni relative all' energia consumata direttamente (circa 200 MWh/anno come energia elettrica e combustibili), sia quelle relative al transito dei veicoli sulla rete.
Qusti gli impegni di Autostrade per l'Italia: sono in costruzione pensiline fotovoltaiche con la copertura di 3000 posti auto nelle aree di servizio, per una potenza complessiva di 4 MW di picco.
Questo ed altri progetti fotovoltaici e di trigenerazione ad alto rendimento nelle aree di competenza consentiranno di risparmiare all'ambiente nel 2014 circa 8.000 tonnellate/anno di CO2 rispetto al 2005. Grande importanza ha il piano per l'illuminazione delle gallerie che prevede la sostituzione di 28.000 lampade a vapori di sodio con impianti a LED, di circa il 40% piu' efficienti a parita' di illuminazione in galleria.

Nel 2014 il risparmio per l'ambiente sara' di circa 12.000 tonnellate/anno di CO2 in meno per effetto di questo ed altri interventi di risparmio energetico. Il decongestionamento della rete dovuto agli investimenti per il potenziamento dell'infrastruttura con terze e quarte corsie, i sistemi di pagamento automatizzato (il Telepass) e il Safety Tutor, il sistema per il controllo della velocita' media, contribuiscono ad abbattere le ore di traffico a velocita' ridotta e si prevede una riduzione dei gas serra di circa 20.000 tonnellate/anno, ma riteniamo che il beneficio sia destinato a crescere.
Il piano nel suo complesso, prosegue il comunicato, portera' ad un abbattimento dei gas serra di almeno 40,000 tonnellate/anno, piano per il quale sono previsti investimenti per oltre 80 milioni di euro.

lunedì 6 luglio 2009

FOTOVOLTAICO: Casella Liguria, SI realizzerà la più grande centrale fotovoltaica del Nord Italia.


Sono partiti a Casella i lavori per la realizzazione della più grande centrale fotovoltaica del Nord Italia. L'impianto sorgerà a circa 400 metri d'altitudine nella zona che costeggia il torrente Scrivia e sarà costruito all'interno di due edifici già esistenti alti 12 metri per una superficie complessiva sfruttabile di 36 mila metri quadri. L'operazione, promossa dall'Istituto Ligure Mobiliare, società finanziaria genovese, prevede un investimento complessivo di 8 milioni di euro. L'opera consentirà di sfruttare 2,3 megawatt annui di energia pulita e risparmiare così fino a 476 tonnellate di petrolio all'anno. Il progetto sarà realizzato in collaborazione con il Dipartimento di ingegneria elettrica dell'Università di Genova e con lo studio di architettura Alessandro Savioli.

giovedì 2 luglio 2009

Desertec: PANNELLI SOLARI NEL DESERTO NORD AFRICANO ( LIBIA )


Sembreranno file in­finite di sedie a sdraio, nella sabbia del deserto del Nord Africa. Blu, co­me lo sono i pannelli solari. Si chia­ma Desertec ed è un progetto da 400 miliardi (sì, miliardi) di euro che sarà lanciato il 13 luglio a Mo­naco. L’idea è del gigante assicurati­vo Munich Re, che ha messo insie­me un gruppo di imprese per realiz­zare un vecchio sogno: produrre energia pulita dove c’è molto sole ed esportarla in Europa. Secondo il piano, dal 2019 il Vecchio Continen­te potrebbe essere approvvigiona­to, per il 15% dei suoi consumi, da energia solare in arrivo dal Sahara. Alla conferenza ci saranno impre­se come Deutsche Bank, Siemens, Rwe, E.On, il governo di Berlino, la Lega Araba, il Club di Roma, centri di studio tedeschi e probabilmente anche imprese italiane e spagnole. Una cosa seria. Non risolverà il pro­blema della dipendenza energetica da aree politicamente instabili e non sarà facile da realizzare. Ma è il segno che il sole è pronto a fare un salto di qualità nell’economia del mondo e che la Germania dirige le danze. Nonostante il Paese non sia un paradiso tropicale, da quasi un ven­tennio i governi tedeschi — ancor più quello in carica di Angela Me­rkel — incentivano lo sviluppo del­le tecnologie per estrarre energia dal sole. Dal 2004 in modo aggressi­vo.

Il risultato di questa politica (e dell’amore dei tedeschi per l’am­biente) è che la Germania produce oltre il 14% dei suoi consumi elettri­ci da energie rinnovabili (anche vento e biomasse). Se ci fosse più sole, i risultati sarebbero straordi­nari. L’incentivo, simile a quello ita­liano ma precedente, consiste nel fatto che lo Stato compra dai priva­ti (anche famiglie) l’energia solare prodotta con pannelli e non consu­mata a un prezzo più alto di quello di mercato: un sussidio per incenti­vare le fonti rinnovabili. Interi quar­tieri, ad esempio in città come Fri­burgo e Ulm, hanno tetti a pannelli fotovoltaici. Alcune cittadine, Mar­burg per dire, tendono a rendere obbligatorio il sistema solare sul tetto. Grandi aree sono dedicate al­lo stesso scopo: a fine 2008, un ex campo d’aviazione della Germania Est — Waldpolenz — è diventato il primo o secondo parco fotovoltai­co del mondo: 40 megawatt. Nel Paese ci sono 160 istituti che fanno ricerca nel campo. Il primo produt­tore mondiale di celle fotovoltai­che è tedesco, Q-cell, e i grandi gruppi, a partire da Siemens, sono coinvolti nelle diverse fasi del pro­cesso. L’idea dei tedeschi è che quella del sole (ma anche del ven­to) sia l’industria del futuro, in gran parte destinata all’export. Tra dieci anni — calcola il professor Ei­cke Weber, del Fraunhofer di Fri­burgo, nel campo, l’istituto forse più importante al mondo — «l’energia solare costerà meno del­l’energia tradizionale, il fotovoltai­co avrà una grande diffusione.

I Pa­esi che si occupano in modo positi­vo e aggressivo di questa tecnolo­gia avranno un futuro migliore. In effetti, l’Italia se n’è resa con­to, almeno in teoria. Attraverso il Conto Energia (non troppo diver­so dal meccanismo tedesco), il mercato della Penisola è diventato il più generoso in Europa in fatto di sussidi (da 36 a 49 centesimi al chilowattora), tanto che attrae molti investitori dall’estero. Uno studio recente della Scuola di Ma­nagement del Politecnico di Mila­no prevede che nel 2011 si raggiun­geranno i 1.200 megawatt di poten­za fotovoltaica installata grazie agli incentivi del Conto Energia, cifra oltre la quale il sussidio dovrà cala­re. Ciò nonostante, lo stesso stu­dio stima che nel 2012 si possa arri­vare (nello scenario migliore) a 2.430 megawatt installati. Una for­te crescita: 37 mila impianti in eser­cizio, 5 mila dei quali creati nel pri­mo trimestre del 2009 (il mercato, oggi, vale mille miliardi, il triplo se si conta l’indotto). Non solo. L’Italia potrebbe esse­re — grazie al rendimento dei siste­mi fotovoltaici e al calo dei loro co­sti — il primo Paese al mondo a rag­giungere la parità dei prezzi di ener­gia solare e energia tradizionale: se­condo qualcuno già l’anno prossi­mo, più probabilmente un po’ do­po. I sussidi dovranno a quel punto essere ridotti fino ad arrivare a zero ma per il settore si aprirà una sta­gione nuova.

Il problema è che la burocrazia ne ostacola lo sviluppo, con cavilli, ostacoli e un sistema di autorizzazioni diverse da comune a comune. Anche così in Italia il setto­re attraversa un boom, che sarebbe maggiore se non ci fosse stata la cri­si finanziaria, la quale, calcola il Po­litecnico, nel 2009 farà perdere 300 megawatt di potenza installata. Il Vaticano ha messo i pannelli sulla Sala Nervi con un progetto ita­lo- tedesco, la Sicilia è giustamente all’avanguardia e a Noto si dovreb­be realizzare una delle centrali foto­voltaiche più grandi al mondo, l’Enel finirà quest’anno un impian­to da 5 megawatt con una tecnolo­gia innovativa. E il colonnello Gheddafi ha parlato poche settima­ne fa con l’amministratore delega­to dell’Eni Paolo Scaroni di un gran­de progetto per coprire di pannelli solari parte del deserto libico meri­dionale: energia a basso costo per i Paesi confinanti più poveri. Sedie a sdraio ovunque.

lunedì 29 giugno 2009

Energie rinnovabili: in arrivo norme più semplici


Stop alla burocrazia autorizzativa e largo alle rinnovabili. Pressato dai rimproveri dell'Unione Europea e dalle sollecitazioni degli operatori il governo si appresta a varare l'atteso decreto sulle nuove "Linee guida per l'autorizzazione alla costruzione e all'esercizio di impianti di produzione di elettricità da fonti rinnovabili”. La bozza è in mano agli operatori per una consultazione che si dovrà concludere entro il 3 luglio. Subito dopo – promette il governo - il varo.

Le nuove procedure, stando alla bozza, ruoteranno attorno al principio dell'autorizzazione unica e del silenzio-assenso da parte della Regione e della Provincia interessata. Con una decisa "blindatura" dai possibili (per non dire abituali) intralci amministrativi pretestuosi.
Una semplice dichiarazione di inizio attività (Dia) sarà sufficiente per avviare la realizzazione di impianti eolici fino a 60 kilowatt, fotovoltaici fino a 20 kW, idroelettrici fino a 100 kW, da biomasse fino a 200 kW e da gas di discarica e biogas fino a 250 kW. Entro 15 giorni dalla presentazione dell'istanza gli amministratori locali dovranno in ogni caso verificare la documentazione presentata, comunicando o il via libera all'opera o le eventuali contestazioni sulla documentazione. Trascorso il termine il via libera è automaticamente acquisito.

Il testo del decreto prevede esplicitamente un argine alle normative "locali" varate con i piani energetici regionali per limitare o sbarrare la strada agli impianti. Norme che in ogni caso non precludono – si legge nel testo – «l'avvio e la conclusione favorevole del procedimento». In questi, e comunque in tutti i casi controversi, le amministrazioni devono convocare entro 30 giorni la Conferenza dei servizi. Nessun margine, oltretutto, per giustificare dilazioni nei tempi con l'eventuale affastellarsi delle richieste: il procedimento di autorizzazione unica dovrà essere avviato sulla base dell'ordine cronologico di presentazione delle istanze. E nella bozza del provvedimento si sottolinea comunque che «non possono essere posti in via generale divieti o restrizioni di tipo programmatico per l'utilizzo di determinate fonti rinnovabili, mentre eventuali restrizioni o divieti di utilizzo, nel caso concreto ossia sul singolo progetto, devono fondarsi su criteri di ragionevolezza, adeguatezza e proporzionalità da valutarsi nell'ambito del procedimento amministrativo».

Solo pochi giorni fa gli imprenditori del fotovoltaico associati al Gifi-Anie avevano sottolineato in una nota come i ritardi nella semplificazione normativa stessero producendo un pericoloso rallentamento proprio nelle regioni più favorevoli al solare ma più ostiche nella normativa: la Sicilia e la Basilicata.

mercoledì 17 giugno 2009

celle solari trasparenti: L'energia arriverà da occhiali da sole, finestre o persino parabrezza.


Le celle solari possono anche essere trasparenti, nessuno esclude, che l’energia del sole potrebbe provenire da occhiali da sole, finestre o persino parabrezza. È solo questione di trovare il materiale giusto.

GLI SCIENZIATI TEDESCHI - Wolfgang Körner e altri ingegneri dell’Istituto Fraunhofer di Materiali Meccanici IWM di Friburgo, in Germania, stanno lavorando a UN progetto per sfruttare le finestre dei palazzi come superfici da adibire a celle , cercando al tempo stesso di conservare le proprietà di trasparenza del vetro.

I PANNELLI-FINESTRE – La nuova tecnologia allo studio dei ricercatori dell’Istituto di Materiali Meccanici richiede l’uso di due tipi differenti di strati trasparenti: il primo tipo, già collaudato, è in grado di trasferire l’elettricità attraverso gli elettroni, n-conduttori, mentre per lo sviluppo del secondo tipo, in cui sono le lacune elettroniche, i cosiddetti p-conduttori, a consentire all’elettricità di scorrere, le tecnologie sono ancora insufficienti. I p-conduttori presentano molte problematiche e spesso la loro conduttività è troppo bassa e la trasparenza è scarsa.

MATERIALI CONDUTTIVI E TRASPARENTI - I materiali esistenti allo stato attuale non consentono di veicolare sufficiente elettricità né di mantenere la trasparenza, obiettivo che grazie a Körner e ai suoi colleghi potrebbe essere invece più vicino. Attraverso un microscopio elettronico i ricercatori tedeschi hanno studiato infatti la modalità di distribuzione degli elettroni nelle diverse strutture, calcolando così il potenziale di conduttività e trasparenza dei differenti materiali che potrebbe portare alla superficie ideale per la finestra energetica e trasparente. Fino ad ora il materiale più promettente sembra essere l’azoto, ma la ricerca dell'ideale per la finestra solare è appena iniziata.

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