Google

Visualizzazione post con etichetta RUSSIA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta RUSSIA. Mostra tutti i post

venerdì 18 ottobre 2019

Severodvinsk, incidente nucleare 8 agosto 2019


8 agosto 2019 MOSCA - L'incidente nel poligono militare di Severodvinsk, in Russia, che ha provocato la morte di cinque persone, è stato il risultato di un "test missilistico" andato storto, ha detto confermato Rosatom, la società pubblica russa che si occupa dello sviluppo del nucleare. "Il missile è testato su una piattaforma marittima: dopo il completamento dei test, il propellente del missile ha preso fuoco e successivamente è esploso", ha spiegato la compagnia. Cinque dipendenti sono rimasti uccisi nell'incidente che è avvenuto giovedì nel poligono militare sul mar Bianco, nella regione di Arkhangelsk.


Sempre secondo econdo il dipartimento di comunicazione della Rosatom, citato da Interfax, "altri tre hanno riportato lesioni e ustioni di varia gravità". "La tragedia è avvenuta durante i lavori d'ingegneria e manutenzione tecnica delle fonti isotopiche nel motore a propellente liquido". In precedenza il ministero della Difesa aveva parlato di due morti e sei feriti. Non è chiaro quale tipo di missile "sperimentale" o motore a reazione sia stato testato. La segretezza attorno al fallito test e le scarse iniziali dichiarazioni del ministero della Difesa hanno immediatamente innescato teorie cospirative sul fatto che le autorità cercassero di nascondere un incidente su vasta scala, tanto più dopo che Greenpeace ha segnalato come nell'area i livelli di radiazioni siano aumentati di venti volte. La popolazione della zona si è riversata nelle farmacie per fare incetta di pastiglie di iodio, che combattono gli effetti delle radiazioni sulla tiroide. Il sito della regione di Arkhangelsk è una delle principali strutture di ricerca e sviluppo per la Marina russa, dove vengono sviluppati e testati missili balistici, intercontinentali e da crociera. Si trova a circa 30 km a ovest della città di Severodvinsk, che ospita un'importante base della Flotta del Nord dove vengono costruiti la maggior parte dei sommergibili nucleari russi.

mercoledì 29 settembre 2010

CENTRALI NUCLEARI: FERMO D'EMERGENZA IN REATTORE RUSSO. NESSUNA FUGA RADIOATTIVA ... almeno speriamo...


San Pietroburgo, 28 set - Fermo d'emergenza ieri notte in uno dei quattro reattori di una centrale nucleare della Russia nordoccidentale. Lo ha annunciato la stessa societa' che opera l'impianto precisando che non c'e' stata alcuna fuga radioattiva.

''Il reattore numero tre si e' spento automaticamente alle ore 1:38 locali di lunedi' (le 00:30 di oggi ora italiana) a seguito di un malfunzionamento nel sistema di pressurizzazione'' si legge in un comunicato in cui, pero', non si spiega quale sia stata la causa del malfunzionamento.

Il livello di radioattivita' nella centrale e nell'area circostante, secondo le autorita' russe, non e' salito oltre il livello consentito.

La centrale ora sta operando con due dei quattro reattori visto che il quarto e' ancora in fase di completamento.

L'impianto si trova a 200 chilometri da Murmansk nella penisola di Kola vicino ai confini con la Finlandia.

mercoledì 8 settembre 2010

INCIDENTI NUCLEARI: Incendio e fuga radioattiva in un cantiere nucleare russo


Secondo il Barents Observer, ci sarebbe un aumento del livello di radiazioni dopo l'incendio che si è sviluppato in un cantiere navale russo nella penisola di Kola implicato nella demolizione di materiale militare nucleare e rifiuti radioattivi. I norvegesi lamentano il fatto di non essere stati avvisati dai russi dell'incidente che è scoppiato il 27 agosto nel cantiere 10 in Aleksandrovsk, precedentemente conosciuto come Polyarny, e che ci sono volute circa due ore per domare l'incendio, almeno a leggere quel che scrive il giornale Novaya Gazeta. Non ci sarebbero feriti, ma nessuno sa quali danni siano stati fatti dal fuoco che ha distrutto terminal di arrivo dei fusti radioattivi destinati allo smaltimento.

Il cantiere navale numero 10, in realtà una vera e propria discarica nucleare, appartiene al ministero della difesa russo e l'impianto è l'unico nel nord della Russia dove si svolge il discusso international program for sorting and scrapping of nuclear waste.

Il livello di radiazione nell'area ha raggiunto i 40 micro Roentgen/ora, tre volte oltre il normale livello di fondo nella zona. Il livello di radiazioni ad Aleksandrovsk, il centro abitato più vicino all'area di smaltimento delle scorie nucleari, sarebbe rimasto immutato. Ma questo non tranquillizza certo Nils Bøhmer, un fisico nucleare della Bellona Foundation di Oslo, che si occupa da più di 20 anni delle problematiche della sicurezza nucleare nel nord-ovest della Russia: «Ci sono pericoli quando si verificano simili incendi e fughe radioattive».

I russi mantengono il più stretto riserbo ma hanno inviato sul luogo un team composto da uomini del ministero della difesa, della Flotta del Nord e del monopolista nucleare Rosatom. Ma l'area, che fa parte dell'immenso cimitero nucleare dell'Artico russo, è strettamente vietata a giornalisti e ad attivisti delle associazioni ambientaliste o antinucleari.

L'area del cantiere navale 10 di Aleksandrovsk è tristemente famosa per i suoi livelli negativi record di sicurezza. Nel maggio scorso una nave per il trasporto di combustibile nucleare in via di demolizione è affondata direttamente in porto e l'informazione è arrivata all'opinione pubblica solo dopo una settimana, quando un blogger di Murmansk ha postato una foto della nave affondata.

Nel 2002, un decrepito sottomarino a propulsione nucleare della classe Echo II è affondato all'interno di bacino di carenaggio galleggiante nelle vicinanze del cantiere. I russi assicurano che non c'è stata nessuna fuga radioattiva.

I russi hanno dovuto probabilmente alla fine rendere noto che effettivamente l'incendio con una fuga radioattiva c'è stato perché proprio in questi giorni la commissione norvegese-russa in materia di sicurezza nucleare tiene il suo incontro annuale a Murmansk, la capitale dello smaltimento delle scorie e dei ferrivecchi della guerra nucleare, e la situazione si andava facendo sempre più imbarazzante.

I norvegesi sono più che irritati: hanno sempre chiesto ai russi di informarli subito in caso di incidente, così come prevede un accordo tra i due Paesi che condividono una piccola frontiera terrestre ma da un immenso territorio marino nell'Artico. In pratica però i russi avvertono i norvegesi solo quando c'è una fuga radioattiva che interessa il territorio di frontiera terrestre.

Il cantiere in Aleksandrovsk si trova circa 120 km dal confine con la Norvegia , il primo settembre il Barents Observer si è rivolto alla Nrpa, l'autorità norvegese che controlla le radiazioni per chiedere cosa fosse successo nel porto russo e quelli sono caduti dalle nuvole: era la prima volta che sentivano parlare dell'incendio nel pericoloso cantiere russo e di fuoriuscite radioattive.

Eppure nel 2004, al cantiere navale di Aleksandrovsk è stato commissionata la realizzazione di un impianto di trattamento dei rifiuti radioattivi finanziato con i dollari della Arctic military environmental cooperation (Amec) e con le corone del governo della Norvegia. Allora si disse che nel cantiere 10 c'erano già 600 metri cubi di rifiuti radioattivi solidi.
FONTE: http://www.greenreport.it/_new//index.php?page=default&id=6522

ELENCO INCIDENTI NUCLEARI DI CUI SI HA NOTIZIA

mercoledì 11 agosto 2010

Chernobyl: Russia, roghi vicino a Chernobyl

Non si ferma, l’emergenza incendi in Russia. Anzi, secondo quanto riportato dal sito Web della Guardia Forestale russa (www.rcfh.ru), nelle ultime ore i roghi hanno colpito zone contaminate dal disastro nucleare di Cernobyl, nella parte occidentale del Paese.

Dalla metà luglio, sempre secondo la Forestale, gli incendi boschivi in Russia hanno colpito circa 4000 ettari contaminati dall’esplosione della centrale nucleare ucraina del 1986: «In base ai dati del monitoraggio sulla radioattività condotto sul territorio delle regioni russe, incluse le terre inquinate da elementi radioattivi, da metà luglio incendi boschivi sono stati registrati su 3900 ettari», è scritto nel sito.

L’elenco delle zone colpite «nei territori più inquinati» include fra l’altro la regione di Briansk, al confine con Bielorussia e Ucraina. Il 6 agosto, solo in quella zona sono stati registrati almeno 28 incendi, su una superficie di 269 ettari, tutti colpiti nel 1986 dall’incendio della centrale atomica ucraina.

Due giorni fa, inoltre, sul sito di Greenpeace Russia è stata pubblicata una mappa degli incendi nella Russia occidentale, dalla quale si deduceva che nel territorio di Briansk erano scoppiati almeno tre focolai nei boschi inquinati dalla radioattività di Cernobyl.

lunedì 9 agosto 2010

rifiuti nucleari : Russia, stato di emergenza al centro rifiuti nucleari di Maiak

Stato di emergenza al centro rifiuti nucleari di Maiak, a Ozersk sugli Urali, per gli incendi nella zona.Intanto si temono epidemie di colera.La centrale si trova esattamente nella regione di Celiabinsk. Intanto il caldo russo fa esplodere altri allarmi: le autorita’ sanitarie temono un’ondata di epidemie, specie colera.’Temiamo un’epidemia che giunga dal sud est dell’Asia, dal Pakistan invaso dalle piogge’, ha spiegato il capo medico-sanitario Ghennadi Onishenko.

domenica 8 agosto 2010

siti nucleari : Russia in fiamme: fossati attorno ai siti nucleari

Situazione ancora fuori controllo in Russia. Nelle ultime 24 ore sono scoppiati quasi 300 incendi, mentre 244 sono stati spenti. Il fuoco ha finora provocato 52 vittime.
Preoccupante la situazione relativa alle centrali nucleari: un fossato di otto chilomentri e' stato scavato attorno al sito di Sarov, il piu' importante della Russia: li' fu costruita la prima bomba atomica sovietica nel 1949.
''La situazione si e' stabilizzata'', ha spiegato il ministero delle Emergenze parlando della centrale nucleare, dove pero' gia' nei giorni scorsi sono stati portati via tutti i materiali esplosivi e radioattivi.

L'allarme per gli incendi in Russia, che hanno fatto salire a 52 il bilancio delle vittime, ha riguardato fin dall'inizio anche alcuni siti nucleari e ora l'esercito russo è stato mobilitato per proteggere queste località dalle fiamme: un fossato è stato scavato per otto chilometri intorno al sito di armi nucleari di Sarov dalle fiamme che continuano a imperversare nella zona occidentale del Paese. Il sito nucleare di Sarov è il più importante della Russia e lì venne prodotta nel 1949 la prima bomba atomica sovietica. Circondato dai boschi nella regione di Niznhy Novgorod, dista circa 350 chilometri a est di Mosca. Il ministero delle Emergenze ha spiegato che la situazione a Sarov si è «stabilizzata». Nei giorni scorsi dall'impianto erano stati già rimossi per precauzione tutti i materiali esplosivi e radioattivi.

VIAGGI SCONSIGLIATI - Il ministero degli Esteri italiano suggerisce ai turisti di rinviare i viaggi «non strettamente necessari» a Mosca, in preda a un inquinamento da fumi, e di evitare in generale le zone della Russia colpite dal caldo e dagli incendi. Anche Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Germania hanno consigliato ai loro cittadini di non recarsi nella capitale e nelle altre zone a rischio. Il ’travel warning’ è contenuto in un bollettino pubblicato sul sito ’Viaggiare Sicuri’, il portale che mette a disposizione le informazioni sui Paesi esteri, comprese quelle relative alla sicurezza.

IL FUMO HA RAGGIUNTO LA STRATOSFERA - A mostrare l'enormità degli incendi è stata anche la Nasa: dallo spazio è infatti possibile vedere le fiamme che imperversano in Russia. L'agenzia spaziale americana ha fatto sapere inoltre che il fumo ha raggiunto l'altitudine di 12 chilometri nella stratosfera, come avviene per i vulcani. Intanto, secondo le analisi, l'inquinamento atmosferico provocato dai vastissimi roghi - che hanno causato finora 52 morti - è sei volte superiore il normale. Gli incendi hanno lasciato 4 mila persone senza casa e messo in crisi anche il trasporto aereo. La capitale continua a essere avvolta dal fumo che potrebbe durare fino a mercoledì: «La situazione nella regione di Mosca è ancora tesa, ma non c'è pericolo per le zone residenziali o i siti economici», ha riferito il ministro delle Emergenze. Il fumo ha costretto gran parte della popolazione a rimanere chiusa in casa.

VERTICE BERLUSCONI-BERTOLASO - La Russia è stata al centro di una riunione che si è svolta a Palazzo Grazioli, a Roma tra Silvio Berlusconi, Gianni Letta, il consigliere diplomatico Bruno Archi e il capo dipartimento della Protezione Civile Guido Bertolaso. In particolare sono stati valutati eventuali ulteriori interventi in favore della Russia, dove da alcuni giorni, sono già in azione due Canadair della Protezione Civile . Nelle prossime ore il presidente del Consiglio sentirà il primo ministro della Russia Vladimir Putin per ipotizzare un ulteriore intervento italiano sul territorio russo. Si stanno inoltre valutando, anche in coordinamento con l'Unione Europea, le possibili azioni in favore della popolazione colpita dalle alluvioni che hanno interessato il Pakistan. Secondo Bertolaso «la situazione è molto grave, soprattuttto nella zona di Mosca. Il fumo è tanto denso da impedire ai canadair di volare perché non c'è visibilità. Per questo i nostri mezzi sono stati spostati in un'altra area». «Sui siti nucleari - ha spiegato Bertolaso - sappiamo poco, ma i russi ci hanno garantito che sono in grado di controllare le fiamme che potrebbero interessare le centrali».
fonte: corriere.it

domenica 1 novembre 2009

Test nucleare in Russia

Un sottomarino atomico russo ha effettuato con successo il lancio di un missile balistico intercontinentale nel mare di Barentz. Lo riferisce l'Interfax, citando il ministero della Difesa.

martedì 18 agosto 2009

Sayano- Shushenskaya, in Khakassia: incidente alla centrale centrale idroelettrica vittime e inquinamento. Macchia d'olio di 80 km (aggiornamento)

Proseguono le ricerche dei 64 dispersi dell'incidente che ieri ha messo fuori uso la maxi centrale idroelettrica di Sayano-Shushenskaya. L'olio fuoriuscito ha formato una macchia che si e' estesa gia' per 80 km nell'area intorno alla centrale, prevalentemente nell'attiguo bacino Mainski, ma anche nel fiume siberiano Ienisiei. Secondo il ministro delle Situazioni di emergenza, Serghiei Shoigu, 'non c'e' pericolo per l'approvvigionamento di acqua potabile'.

LEGGI ANCHE:

Sayano- Shushenskaya, in Khakassia (Siberia Orientale): incidente alla centrale centrale idroelettrica vittime e inquinamento ambientale

.

lunedì 17 agosto 2009

Sayano- Shushenskaya, in Khakassia (Siberia Orientale): incidente alla centrale centrale idroelettrica vittime e inquinamento ambientale


Otto persone sono morte e 10 ferite e 54 disperse in un incidente alla grande centrale idroelettrica russa Sayano-Shushenskaya, in Khakassia (Siberia Est). Lo rendono noto fonti del ministero per le Situazioni d'urgenza citate dall'agenzia Interfax. L'incidente, avvenuto nella notte, ha causato una parziale inondazione della sale macchine, bloccando la produzione. A seguito dell'accaduto, diversi stabilimenti di alluminio della zona sono rimasti senza elettricita'.
La centrale idroelettrica russa Sayano-Shushenskaya, in Khakassia (Siberia Orientale), e' la piu' grande del Paese e la quarta piu' grande del mondo.

Otto morti e 63 dispersi, è questo l’ultimo bilancio dell’incidente che ha bloccato la produzione della centrale idroelettrica russa Sayano- Shushenskaya, in Khakassia (Siberia Orientale), la più grande del Paese e la quarta più grande del mondo: i morti sono otto, i feriti 10 e i dispersi 63, secondo quanto riferisce l’agenzia Itar-Tass citando il portavoce della commissione investigativa della procura generale Vladimir Markin.

L’incidente è avvenuto alle 3.42 ora di Mosca (1:42 in Italia) e ha causato una parziale inondazione della sale macchine: a causarlo è stata una rottura idraulica, le cui origini sono da attribuire all’esplosione di un trasformatore con una fuoriuscita di alcune tonnellate di olio che oltre ad avere lesionato delle strutture hanno inquinato anche il bacino idrico.
Scongiurate, secondo le autorità, pericoli di riflessi e danni con crolli sulla struttura portante della gigantesca diga.

A seguito dell’accaduto diversi stabilimenti di alluminio della zona sono rimasti senza elettricità. Le autorità hanno escluso pericoli per la popolazione, che non è stata evacuata anche se l’allarme e la paura rimangono molto elevate.

Secondo i responsabili della centrale, ora la situazione è sotto controllo. La centrale, aperta nel 1978, ha una capacità di 6.400 Mw e una produzione annuale di 23.500 Gmh (energia potenziale). L’impianto sfrutta una diga alta 245 metri con una lunghezza di cresta di 1066 metri, che forma una riserva d’acqua di 31 km quadrati. Dispone di una decina di turbine e alimenta diverse imprese di alluminio, tra cui alcune della Rusal, la più grande società al mondo del settore.

lunedì 6 luglio 2009

Arsenali nucleari: Usa- Russia ENTRO 7 ANNI TESTATE RIDOTTE


Mosca e Washington hanno concordato di ridurre fino a 1500-1675 le testate nucleari e fino a 500-1100 il numero dei vettori. Il parziale disarmo avverra' nel giro di sette anni dopo l'entrata in vigore del nuovo accordo che sostituira' lo Start-1. Russia e Stati Uniti hanno anche concordato il transito di materiale e personale militare Usa in Afghanistan attraverso il territorio russo. I due governi continueranno, inoltre, il negoziato su una cooperazione sullo scudo antimissile.

Arsenali nucleari: intesa Usa-Russia sul disarmo nucleare


Russia e Usa hanno trovato un accordo sulla dichiarazione d'intenti che verra' firmata oggi dal presidente Barack Obama e dal collega Dmitry Medvedev sulla riduzione dei loro arsenali strategici e il rinnovo del trattato Start di controllo sulle armi atomiche. A renderlo noto l'agenzia Interfax. ''E' stato concordato il testo del documento'', ha aggiunto l'agenzia citando una fonte del ministero degli Esteri russo a poche ore dall'arrivo del presidente Obama a Mosca per la storica visita che puntera' a rilanciare i rapporti bilaterali tra i due Paesi.

Gli Stati Uniti e la Russia hanno trovato l’accordo sul testo che getta le basi per il negoziato di un trattato di riduzione delle armi nucleari. Lo ha annunciato l’agenzia Interfax. Il trattato, che entrambe le parti sperano di concludere per la fine dell’anno, sostituirà l’attuale Start del 1991, che scade a dicembre. L’intesa, che era già stata preannunciata, sarà formalmente firmata da Barack Obama e Dimitry Medvedev oggi al Cremlino e darà così il vià ai negoziatori per mettere a punto il trattato proprio per la firma a dicembre.

Conferme americane La notizia è stata confermata anche da fonti diplomatiche
russe e statunitensi. I negoziati sono andati avanti fino a tarda notte. Oggi arriva a Mosca Obama per la sua prima visita in Russia, che dovrebbe rilanciare le relazioni bilaterali deteriorate negli ultimi due anni. Obama - che viaggia accompagnato dalla moglie e dalle figlie Sasha e Malia - atterrerà a Mosca alle 13,20 ora locali (quando in Italia saranno le 11,20). Dopo una breve tappa al monumento del Milite Ignoto per deporre una corona di fiori, il presidente Usa si recherà al Cremlino per incontrare il presidente Medvedev. La Casa Bianca ha annunciato domenica, tramite il suo coordinatore per le questioni legate alle armi di distruzione di massa, Gary Samore, che conta nell’annuncio dell’accordo, ma non è entrata nei particolari dei tagli previsti nel trattato.

Il summit Medvedev e Obama affronteranno anche temi legati all’Iran, all’Afghanistan, alla Corea del Nord e all’economia mondiale. I due leader, che termineranno l’incontro, con una conferenza stampa e una cena, potrebbero anche sottoscrivere un accordo per consentire il passaggio sul territorio russo dei rifornimenti per le truppe statunitensi in Afghanistan. Obama avrà domani una colazione di lavoro con il premier, Vladimir Putin e incontrerà Mickhail Gorbaciov.

domenica 21 giugno 2009

ORSI POLARI TRICHECHI, IN ALASKA SONO IN VIA DI ESTINZIONE


La popolazione degli orsi polari in Alaska e' in declino a causa del ritiro dei ghiacci e del bracconaggio della Russia. L'allarme e' stato lanciato dall'agenzia statunitense Fish and Wildlife.
Solo pochi orsi polari sono sopravvissuti nella zona che si estende tra il Canada e il nord dell'Alaska, a causa di una veloce fusione dei ghiacci marini, necessari agli orsi per procurarsi il cibo e per fare tappa tra uno spostamento e l'altro.
L'agenzia statunitense ha anche affermato che il bracconaggio della Russia e' una sensibile minaccia alla popolazione degli orsi.
Il rapporto di Fish and Wildlife stima che ogni anno vengono uccisi illegalmente dai 150 ai 250 orsi polari e il numero totale degli orsi, dal 2001 al 2007, e' calato dello 0,3%. Lo scorso anno, a causa del riscaldamento del clima globale, gli Stati Uniti hanno inserito ufficialmente gli orsi polari nelle specie in via d'estinzione. Il ritiro del ghiacci sta seriamente preoccupando anche un altro mammifero marino, il tricheco del Pacifico. "Se non c'e' piu' ghiaccio, scompare l'habitat degli animali e aumenta il rischio che queste specie si estinguano", ha dichiarato Bruce Woods, portavoce di Fish and Wildlife in Alaska.



LEGGI ANCHE:

POLO NORD: Sotto i ghiacci greggio per almeno tre anni e metano per 14 MA L'AMBIENTE????!!!

EFFETTO SERRA: SE SI CONTINUA COSì ADDIO ORSI POLARI E ADDIO CORALLI
.

sabato 12 agosto 2000

INCIDENTE NUCLEARE: INCIDENTE A SOTTOMARINO RUSSO...

MOSCA - A Mosca si parla di catastrofe. Il premier russo Mikhail Kasyanov ha detto che la situazione dei 118 uomini intrappolati a bordo del sottomarino Kursk "è prossima alla catastrofe". "Restano comunque le speranze", ha aggiunto Kasyanov all'inizio di una seduta di routine del Consiglio dei ministri. Oggi, per la prima volta, alle operazioni nel mare di Barents si aggiungeranno anche esperti stranieri. Ma la catasfrofe potrebbe già essersi compiuta e gli sforzi sarebbero quindi inutili. Fonti militari americane ma anche, riservatissime, russe ipotizzano infatti che a bordo non ci siano più sopravvissuti, forse addirittura da sabato. Riprese filmate subacquee del Kursk, ora al vaglio degli esperti, rivelerebbero in effetti un vasto squarcio nella chiglia che, partendo dalla prua, raggiungerebbe la torre di comando: una falla simile avrebbe fatto colare a picco il sommergibile in pochi secondi. La sala controllo ove abitualmente è all'opera la maggior parte dell'equipaggio si trova inoltre proprio sotto la stessa torre, e ciò lascia immaginare che ben pochi abbiano avuto il tempo di scappare e mettersi in salvo in qualche ambiente stagno quando il Kursk precipitò verso il basso.

L'ipotesi di una tragedia tutta consumata nelle prime ore dopo l'incidente, confermerebbe la posizione dei servizi segreti statunitensi che, in questi giorni, non hanno mai rilevato alcun segno di vita a bordo del sottomarino russo da quando si è inabissato. Lo ha detto una fonte riservata del Pentagono che smentirebbe le notizie diffuse dalla marina russa secondo le quali, più di una volta fino a due giorni fa, dal fondo del mare sarebbe arrivato il rumore di qualcuno che batteva contro le pareti dall'interno del sommergibile. La fonte Usa ha detto che il Kursk ha un doppio scafo che renderebbe impossibile sentire siffatti segnali.

E sabato mattina i sottomarini americani che monitoravano le esercitazioni navali in corso nel mare di Barents, proprio nella zona in cui si è inabissato il Kursk, sabato mattina hanno rilevato con i sonar il rumore di un'esplosione. L'ammiraglio Usa Craig Quigley, ha precisato che navi da ricognizione Usa si trovavano "a circa duecento miglia" di distanza dal luogo dell'incidente. Quigley non ha però voluto precisare se nei paraggi ci fossero anche sottomarini.
La tesi dell'esplosione viene ormai accreditata anche dalla Marina militare Russa. "Si sa che i sommergibili statunitensi dai quali era seguita l'esercitazione in cui il Kursk era impegnato captarono un'esplosione o addirittura due, la seconda delle quali alquanto più potente: questo elemento spiegherebbe non solo l'affondamento, ma una così ampia distruzione nello scafo del sommergibile russo, ha ammesso un portavoce della Marina Militare di Mosca, capitano Igor Dygalo.

C'è però un altro aspetto del dramma: l'esplosione potrebbe avere innescato una fuga di radioattività dai due reattori in dotazione al sottomarino. Mosca di nuovo continua a negare, ma finora non ha proprio dato grande mostra di credibilità. Da ambienti interni alle Forze Armate russe è trapelata un'indiscrezione secondo cui uno scoppio davvero ci sarebbe stato: nella stiva dei siluri.

Continuano intanto i tentativi di salvataggio. Il vicepresidente del Consiglio Ilia Klebanov, capo della commissione d'inchiesta sulle cause della sciagura, e il comandante in capo della Marina Vladimir Kuroiedov, sono andati questa mattina alla base di Severomorsk della flotta russa del Nord, vicina al luogo dell'incidente.

Ma il dramma del "Kursk" sembra destinato ad avere strascichi e ripercussioni. Ormai è chiaro lo scontro in atto tra il Cremlino e i vertici militari russi. Mentre il presidente Putin e il governo hanno accettato l'aiuto di Stati uniti e gran Bretagna, il capo di stato maggiore della marina russa Viktor Kravcenko, ha annunciato che non c'è fretta di far arrivare al sottomarino Kursk il batiscafo di soccorso britannico Lr5, partito ieri dalla Scozia.

Anche se la compagnia aerea privata russa che aveva portato ieri il batiscafo e i suoi uomini da Glasgow a Trondheim, in Norvegia, si era offerta di continuare il trasporto via aerea, l'Lr5 viaggierà invece per mare e non arriverà quindi a destinazione prima di sabato. In dichiarazioni raccolte dall'agenzia Interfax, Kravcenko ha anche detto di non esser sicuro dell'utilità dell'arrivo degli specialisti britannici, circa il cui intervento "una decisione deve ancora essere presa dalla commissione governativa" russa che indaga sull'incidente.

Lettori fissi

Visualizzazioni totali